Se la corsa alla maglia gialla catalizza gran parte delle attenzioni alla vigilia del Tour de France, non bisogna dimenticare che nei primi 10 giorni la corsa sarà soprattutto il campo di battaglia di velocisti e finisseur per ridefinire le gerarchie tra gli uomini jet. Mark Cavendish arriva alla sfida del Tour de France con un bottino stagionale abbastanza povero, solo 4 vittorie, due delle quali però ottenute al Giro d’Italia. Prima e dopo il Giro, però, Cavendish ha rimediato parecchie batoste: in avvio di stagione si è presentato completamente fuori forma e per un paio di mesi non è stato minimamente competitivo. Un problema che si è ripetuto nelle ultime due stagioni, quello della scarsa capacità di gestire i periodi lontano dalle gare e che sta minando colui che è ancora il velocista più talentuoso del lotto. Con il Giro Cavendish ha ripreso a marciare bene, in Svizzera invece non ha vinto ma i percorsi non erano particolarmente propizi.
“Abbiamo forza ed esperienza” racconta Cavendish “soprattutto abbiamo ancora la stessa passione. In un treno efficace c’è un 10% di forza, un 10% di esperienza e l’80% di voglia di vincere. Abbiamo ancora una squadra che può dominare le volate”. Ma può essere già la prima la tappa giusta per Cavendish: “Non è il tipo di arrivo che sogno. Penso di avere le mie chance, anche se Matthew Goss può averne più di me”.


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