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Durante una passeggiata al bosco, assistevo nel mio lento, perizioso incedere, con occhi strabici dalla vergogna, alla profanazione dei luoghi boschivi; non era profanazione solo l’accumulo inquinante e incivile dei rifiuti, l’appropriazione illegale di interi appezzamenti di bosco che hanno costituito in me una ben minima sorpresa ma gli estesi specchi neri che s’allungavano come “ombre in eretto esilio” fino a dar forma alla paura, riflettendo al cielo solo un ultima grazia: rivivere.

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