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di Alessandra Avella

“I desideri degli uomini viaggiano a bordo di navi lontane. Per alcuni arrivano in porto con la marea, per altri navigano in eterno all’orizzonte, mai fuori vista, mai in porto, finché chi sta di vedetta non distoglie gli occhi rassegnato, i suoi sogni sbeffeggiati a morte dal tempo. Tale è la vita degli uomini.
Le donne… Bè, le donne dimenticano tutto quello che non vogliono ricordare, e ricordano tutto quello che non vogliono dimenticare. Il sogno è la verità. E si comportano di conseguenza.
Dunque, il principio di questa storia fu una donna, e questa donna era tornata dall’aver seppellito i morti…”

Comincia così il “mio” libro, il libro su cui sono inciampata per caso e che ho divorato e amato fino all’ultima virgola.
“Their eyes were watching God”, scritto nel 1936 e pubblicato l’anno successivo, è stato tradotto in Italia solo nel 1998, con il titolo “Con gli occhi rivolti al cielo”.
L’autrice, Zora Neale Hurston, definita nelle antologie “antropologa e scrittrice afroamericana”, è sconosciuta ai più. Eppure proprio lei è stata musa ispiratrice di molte altre scrittrici afroamericane.
Tra queste le più famose sono senza dubbio Alice Walker, autrice de “Il colore viola” con cui vinse il premio Pulitzer nel 1983, e Toni Morrison, vincitrice anche lei del premio Pulitzer nel 1988 con “Amatissima”, e premio Nobel per la letteratura nel 1993.

continua....

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