È da qualche anno, ormai, che gli storici si vanno interessando dei giovani, e spesso giovanissimi, italiani che dopo l' 8 settembre 1943 scelsero la Repubblica sociale, soprattutto per un atto di estrema ribellione contro il «tradimento» del re e di Badoglio. Meno noto è che, nei primi anni del dopoguerra, molti di quei giovani avrebbero animato un movimento che, per capacità di mobilitazione e vivacità culturale, può essere addirittura considerato una specie di «Sessantotto nero». Questa appunto è la definizione che utilizza Antonio Carioti, in un lavoro di grande interesse dedicato a un settore minoritario ma certo non irrilevante del mondo giovanile, Gli orfani di Salò, Mursia, pp. 293 ...