Fonte: Ultime Notizie Agenzia di pubblicità
Oggetto: Attende sepoltura da 4 anni per malasanità e giustizia lenta
Inviato: Gio Mar 20, 2008 11:28 pm (GMT 11)
C'è la prova che la giustizia lumaca in Italia è uguale per tutti: da quattro anni la salma di un magistrato si trova in una cella frigorifera in attesa del funerale. È il caso, drammaticamente kafkiano, di Walter Vian, per anni capo dei gip del tribunale Como, morto a 60 anni il 18 marzo 2004 appena uscito da una camera operatoria dell'ospedale di Lecco e da allora privato di una tomba nella speranza (finora disattesa dei familiari) che prima o poi si definisca il procedimento che aveva portato sotto inchiesta 12 medici. Una salma dimenticata? No. Semplicemente un caso complicato dalle piaghe del Paese: sospetta malasanità e i tempi della giustizia.
È la primavera di quattro anni fa. Il giudice deve essere sottoposto a ùn intervento di routine alla schiena al Manzoni di Lecco. «Dovrà restare sotto i ferri per alcune ore. Poi, con uh po' di convalescenza, camminerà dritto e spedito», viene rassicurato. L'operazione, invece, si protrae per 10 ore e il paziente spira mentre viene riportato inl reparto. La moglie denuncia. Vuole sapere perché è morto. Il fascicolo viene aperto dalla procura di Brescia dal momento che il procedimento riguarda un togato. E lì iniziano gli intoppi. Un pm indaga dodici medici, due equipe al completo, neurochirurghi, radiologhi, anestesisti. E poi, una volta valutate le consulenze delle parti; propone e ottiene l'archiviazione. Il decesso sembrerebbe causato da una tromboembolia polmonare partita dalla gamba sinistra; secondo i medici indagati non prevedibile. Giuseppe Botta, avvocato di parte civile, e amico della vittima, la pensa diversamente. Secondo lui non gli è stata somministrata l'eperaina antitrombolitica, un anticoagulante necessario in certi tipi di interventi, così s'attacca a un cavillo giuridico per far riaprire ìl caso: non ha ricevuto la notifica dell'archiviazione. Allora propone appello in Cassazione.
La Corte Suprema gli dà ragione e rinvia gli atti alla procura di Brescia. Passa un altro anno. E il fascicolo torna nelle mani dello stesso magistqto, che ripropone una nuova archiviazione. A agosto 2007 però un gup diverso dispone l'imputazione coatta e nella lista degli indagati finiscono 8 medici. Perdomani è stata fissata la prima data dell'udienza preliminare. Il risultato: dopo 4 anni si riparte da zero e nel frattempo la salma del giudice resta in-un frigo. Il giudice Vian ha sempre detto che voleva essere cremato. Ma, anche se la procura aveva mostrato un'apertura sulla tumulazione, lo stesso avvocato di parte civile l'ha dovuta bloccare. «Potrebbero essere indispensabile altri accertamenti sul corpo». E la giustizia detta i tempi.