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Oggetto: Decreto sui lavoratori usuranti, sconto su età pensionabile
Inviato: Gio Mar 20, 2008 11:37 pm (GMT 11)
Via libera del consiglio dei ministri al decreto sui lavoratori usuranti previstò dal protocollo sul Welfare dello scorso anno. Un provvedimento atteso da tempo che stabilisce uno "sconto" di tre anni dell'età pensionabile per chi svolge la propria attività nelle gallerie, in miniera, nelle cave, nelle gallerie, nell'asportazione dell'amianto. Per i lavoratori notturni che fanno i turni, invece, è stato previsto un sistema a scaglioni. Lo stanziamento previsto è di due miliardi e mezzo. Cinquemila i lavoratori interessati in dieci anni. In consiglio dei ministri si sono astenuti i ministri della Sinistra Arcobaleno, Alfonso Pecoraro Scanio e Paolo Ferrero, mentre il ministro Alessandro Bianchi ha espresso parere favorevole. Perplessità dal ministro Emma Bonino, secondo la quale si tratta di un «indubbio pasticcio legislativo che crea false aspettative tra i lavoratori» perché rischia di non essere approvato. Ma per Damiano è un «atto dovuto, coerente con la delega e con risorse certificate dalla Ragioneria generale dello Stato".
A plaudire al provvedimento sono i sindacati, mentre Confindustria ha sottolineato lo scostamento con quanto previsto dal protocollo, in particolare riguardo al lavol'O notturno. Possono andare in pensione tre anni prima, dunque, i lavoratori impegnati in mansioni particolarmente usuranti individuate nel '99 dalla tabella Salvi. Tra loro chi lavora in galleria, nelle cave e nelle miniere, ma anche nei cassoni ad aria compressa, i palombari, chi svolge lavori ad alte temperature e di asportazione dell'amianto. L'elenco contempla pure i lavoratori alle catene di montaggio; i conducenti di veicoli con almeno 9 posti. Previsto, invece, un sistema a scaglioni per chi è impegnato in lavori notturni a turni. L'anticipo è di un anno per chi svolge l'attività per un numero di giorni all'anno compreso tra 64 e 71; due anni tra 12 e 77; 36 mesi per chi supera i 77 giorni. C'è anche una clausola di salvaguardia nel caso in cui le domande richiedano più risorse di quanto previsto con lo spostamento delle decorrenze dei trattamenti.
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Oggetto: Decreto sui lavoratori usuranti, sconto su età pensionabile
Inviato: Gio Mar 20, 2008 11:37 pm (GMT 11)
Via libera del consiglio dei ministri al decreto sui lavoratori usuranti previstò dal protocollo sul Welfare dello scorso anno. Un provvedimento atteso da tempo che stabilisce uno "sconto" di tre anni dell'età pensionabile per chi svolge la propria attività nelle gallerie, in miniera, nelle cave, nelle gallerie, nell'asportazione dell'amianto. Per i lavoratori notturni che fanno i turni, invece, è stato previsto un sistema a scaglioni. Lo stanziamento previsto è di due miliardi e mezzo. Cinquemila i lavoratori interessati in dieci anni. In consiglio dei ministri si sono astenuti i ministri della Sinistra Arcobaleno, Alfonso Pecoraro Scanio e Paolo Ferrero, mentre il ministro Alessandro Bianchi ha espresso parere favorevole. Perplessità dal ministro Emma Bonino, secondo la quale si tratta di un «indubbio pasticcio legislativo che crea false aspettative tra i lavoratori» perché rischia di non essere approvato. Ma per Damiano è un «atto dovuto, coerente con la delega e con risorse certificate dalla Ragioneria generale dello Stato".
A plaudire al provvedimento sono i sindacati, mentre Confindustria ha sottolineato lo scostamento con quanto previsto dal protocollo, in particolare riguardo al lavol'O notturno. Possono andare in pensione tre anni prima, dunque, i lavoratori impegnati in mansioni particolarmente usuranti individuate nel '99 dalla tabella Salvi. Tra loro chi lavora in galleria, nelle cave e nelle miniere, ma anche nei cassoni ad aria compressa, i palombari, chi svolge lavori ad alte temperature e di asportazione dell'amianto. L'elenco contempla pure i lavoratori alle catene di montaggio; i conducenti di veicoli con almeno 9 posti. Previsto, invece, un sistema a scaglioni per chi è impegnato in lavori notturni a turni. L'anticipo è di un anno per chi svolge l'attività per un numero di giorni all'anno compreso tra 64 e 71; due anni tra 12 e 77; 36 mesi per chi supera i 77 giorni. C'è anche una clausola di salvaguardia nel caso in cui le domande richiedano più risorse di quanto previsto con lo spostamento delle decorrenze dei trattamenti.
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