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Oggetto: Questione Alitalia, un conflitto di interessi per Berlusconi
Inviato: Lun Mar 24, 2008 10:44 pm (GMT 11)
Come un aereo impazzito ed in caduta libera la questione Alitalia precipita sulla pista della politica nazionale, rilanciando vecchie polemiche e lo spettro sempre vigile (ma anche molto strumentale come spesso accade in competizione elettorale) del conflitto di interessi per il leader del Popolo della Libertà Silvio Berlusconi. Con scenari da psicodramma collettivo ed in un contesto generale di veti, controveti, accuse e sospetti, il salvataggio di Alitalia ha registrato l'ennesimo incredibile appuntamento con il nulla. Tra confusione e sbandamento crescenti, si è capito soltanto che mentre si fa più concreto il rischio del commissariamento-fallimento, la politica ha deciso di irrompere nel teatri no della vendita ai francesi con la forza e la devastazione di un elefante ferito. Per il momento c'è da dire che la proposta francese, quel prendere o lasciare comunicato da Spinetta a Prodi e ai sindacati, non piace a nessuno. Non piace per il modo, con cui è stato arrogantemente presentato e difeso. Non piace per i contenuti nebulosi e poco chiari delle proposte. Non piace perché alla fine dei giochi ci si è resi conto, un po' tutti, che quella di Alitalia non è, e non potrebbe essere altrimenti, una trattativa di vendita ma una rottamazione portata avanti tra l'altro con metodi ruvidi ed incivili. E di fronte all'orgoglio nazionale violato, il governo, accusato a ragione da Fini di "dilettantismo", ha deciso di prendere tempo chiedendo tra l'altro alla stessa opposizione di fare la propria parte: "subito e senza indugi" per usare le parole del ministro dell'economia Padoa-Schioppa. Pena, dice il governo, il collasso dell'azienda. Ma come far sopravvivere Alitalia prima che tracolli? Il leader della Pdl Berlusconi ha parlato di un "prestito ponte" in attesa che una cordata italiana (peraltro al momento inesistente) si faccia avanti e salvi il salvabile. Un salvataggio, ha spiegato in un primo momento l'ex premier, nel quale avrebbero potuto far la propria parte anche i figli Piersilvio e Marina. Una battuta improvvida per un capo dell'opposizione che tra un mese potrebbe ritrovarsi di nuovo inquilino di Palazzo Chigi, subito corretta, ma sufficiente però a scatenare una bagarre politica che, in questo momento, non aiuta certo Alitalia e le sue possibilità di salvezza.
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Oggetto: Questione Alitalia, un conflitto di interessi per Berlusconi
Inviato: Lun Mar 24, 2008 10:44 pm (GMT 11)
Come un aereo impazzito ed in caduta libera la questione Alitalia precipita sulla pista della politica nazionale, rilanciando vecchie polemiche e lo spettro sempre vigile (ma anche molto strumentale come spesso accade in competizione elettorale) del conflitto di interessi per il leader del Popolo della Libertà Silvio Berlusconi. Con scenari da psicodramma collettivo ed in un contesto generale di veti, controveti, accuse e sospetti, il salvataggio di Alitalia ha registrato l'ennesimo incredibile appuntamento con il nulla. Tra confusione e sbandamento crescenti, si è capito soltanto che mentre si fa più concreto il rischio del commissariamento-fallimento, la politica ha deciso di irrompere nel teatri no della vendita ai francesi con la forza e la devastazione di un elefante ferito. Per il momento c'è da dire che la proposta francese, quel prendere o lasciare comunicato da Spinetta a Prodi e ai sindacati, non piace a nessuno. Non piace per il modo, con cui è stato arrogantemente presentato e difeso. Non piace per i contenuti nebulosi e poco chiari delle proposte. Non piace perché alla fine dei giochi ci si è resi conto, un po' tutti, che quella di Alitalia non è, e non potrebbe essere altrimenti, una trattativa di vendita ma una rottamazione portata avanti tra l'altro con metodi ruvidi ed incivili. E di fronte all'orgoglio nazionale violato, il governo, accusato a ragione da Fini di "dilettantismo", ha deciso di prendere tempo chiedendo tra l'altro alla stessa opposizione di fare la propria parte: "subito e senza indugi" per usare le parole del ministro dell'economia Padoa-Schioppa. Pena, dice il governo, il collasso dell'azienda. Ma come far sopravvivere Alitalia prima che tracolli? Il leader della Pdl Berlusconi ha parlato di un "prestito ponte" in attesa che una cordata italiana (peraltro al momento inesistente) si faccia avanti e salvi il salvabile. Un salvataggio, ha spiegato in un primo momento l'ex premier, nel quale avrebbero potuto far la propria parte anche i figli Piersilvio e Marina. Una battuta improvvida per un capo dell'opposizione che tra un mese potrebbe ritrovarsi di nuovo inquilino di Palazzo Chigi, subito corretta, ma sufficiente però a scatenare una bagarre politica che, in questo momento, non aiuta certo Alitalia e le sue possibilità di salvezza.
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