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Settimana internazionale di azione contro Harlan
Venerdì 5 ottobre - ore 15.30
Presidio davanti ad Harlan, Via Fermi 8, Correzzana (Milano)
Harlan è tra le principali aziende coinvolte nella vivisezione.
Con decine di allevamenti sparsi per il mondo, in cui producono come fossero in fabbrica centinaia di migliaia di animali tra cani, gatti, primati, roditori di ogni tipo e anche manipolati geneticamente, Harlan risulta il maggiore fornitore dei
vivisettori.
Ma la sua attività non si limita a questo, visto che Harlan
possiede dei laboratori propri e ha recentemente acquisito
la svizzera RCC, azienda di sperimentazione per conto terzi con laboratori a Basilea e uffici in molte parti del mondo.
In Italia Harlan ha due allevamenti, uno a San Pietro al
Natisone (UD) e l’altro a Correzzana (MI), oltre ad un laboratorio a
Bresso (MI) all’interno degli stabili della farmaceutica Zambon.
Una incursione del Fronte Liberazione Animale nel mese di novembre 2006 all’interno dell’allevamento di Correzzana, che poi
risulta essere anche un laboratorio, ha portato alla luce realtà sconosciute e agghiaccianti: migliaia di roditori in pile e pile di gabbie di plexiglass, decine di cadaveri fotografati nei frigoriferi del laboratorio, alcuni dei quali impalati con stuzzicadenti, ma soprattutto decine di macachi provenienti da qualche paese
esotico e tenuti in condizioni squallide prima di finire tra le mani dei loro aguzzini.
La cella dei macachi era sporca di sangue e di feci. In un comunicato stampa proveniente dalla sede principale di Minneapolis, USA, Harlan ha avuto il coraggio di inventarsi che gli attivisti del Fronte Liberazione Animale avrebbero deliberatamente sporcato le mura di questa cella per fotografarle e cercare di rovinare la loro immagine!
Grazie a questi coraggiosi attivisti adesso 18 macachi e circa 1000 topi sono stati salvati dall’orrore della vivisezione, il laboratorio di Harlan è stato devastato e molti dei loro preziosi documenti
trafugati.
Ma per gli altri, quelli che sono rimasti indietro e quelli che sono
rinchiusi dentro quelle mura in questo momento, l’orrore non è
finito…..

Settimana Internazionale di azione:

Harlan vuole costruire un nuovo laboratorio a Venray, Olanda.
Le autorità locali hanno infatti pensato di costruire un parco
scientifico chiamato “ScienceLink”, in cui dovrebbero insediarsi aziende agro-chimico-farmaceutiche e laboratori di ricerca. Per ora
al progetto ha aderito solamente un’azienda, proprio Harlan, che
offrirebbe in loco servizi di sperimentazione animale. Solo a pochi chilometri di distanza Harlan ha un allevamento.
Nessun’altra azienda per ora ha dimostrato interesse, ma
siamo solamente all’inizio della promozione del progetto.
Attivisti olandesi hanno lanciato una campagna per bloccare
questo progetto, che dovrebbe costare 60 milioni di euro e vuole essere un fiore all’occhiello per le autorità locali. Gli attivisti faranno in modo che diventi solamente un grosso problema!
Già 10.000 volantini e 1.000 poster sono stati diffusi nella zona, ottenendo un grosso sostegno da parte della popolazione locale, mentre è in programma per dicembre un corteo nel paese, che arriverà nel luogoin cui ScienceLink dovrebbe sorgere.

Per chi vuole aderire al progetto il messaggio è questo:
le proteste si sposteranno verso di voi!
Per rendere ancora più chiaro il messaggio e mostrare che non è una minaccia senza fondamento dal 1 al 7 ottobre si terrà
una settimana internazionale di proteste davanti a sedi e allevamenti di Harlan.
Aderiamo con piacere a questa nuova campagna e prendiamo
l’occasione per visitare uno dei maggiori fornitori dei laboratori di
vivisezione italiani!

L’appuntamento è il seguente:

Venerdì 5 ottobre - ore 15.30
Presidio davanti ad Harlan, Via Fermi 8, Correzzana (Milano)

Non mancate! Prendete due ore libere dal vostro lavoro e
venite ad urlare tutta a vostra rabbia davanti ad un luogo in cui sono allevati e uccisi migliaia di
animali!

Portate fischietti, trombette, tamburi e cartelli!

Da Laboratorio Antispecista:

Alleghiamo il comunicato della liberazione di novembre:

Potete vedere le foto del FLA a questo indirizzo:

http://www.veganlink.antifa.net/hp/index.php?option=com_content&task=view&id=895&Itemid=34

“Alcuni edifici possono sembrare impenetrabili, ma pochi
lo sono veramente.
Harlan Italia e’ uno di questi. Un capannone pieno di allarmi e telecamere situato in via Fermi a Correzzana (MI).
Al suo interno vengono allevati animali destinati alla vivisezione.
Harlan e’ uno dei principali fornitori di laboratori di ricerca italiani, parte di una multinazionale della sofferenza con sedi in decine di
paesi in tutto il mondo.
Il fatturato annuo di 7 milioni di euro di Harlan

Italia parla chiaro:
la tortura sugli animali e’ un business miliardario.
Sapere che topi, cani, scimmie, maiali, ratti, conigli e porcellini d’India giacciono nelle gabbie, in completa solitudine, senza alcun
conforto né carezza, in attesa di essere deportati verso un futuro di sevizie e’ cio’ che ci ha spinti ad agire.

La notte di lunedi’ 20 novembre, notte fredda e senza luna,
come ombre silenziose abbiamo raggiunto il nostro obiettivo, macabro monumento dell’insensibilita’ umana.
Attraverso una fessura del locale degli impianti di
aerazione abbiamo trovato accesso al sottotetto.
Sollevando porzioni di controsoffitto e utilizzando una scala ci siamo trovati nelle stanze in cui vengono allevati topi e scimmie,
superando cosi’ il sistema di allarme posto agli ingressi. Da qui ci siamo messi al lavoro per portare via piu’ animali possibili, prendere documenti e distruggere macchinari.
I roditori i Harlan crescono in condizioni SPF, cioe’ asettiche:
decine di scatole di plexiglass sotto una cappa, con un sistema di filtraggio dell’aria.
Quello che fanno a questi piccoli esseri viventi e’ puro sadismo e contrasta con l’immagine di benefattori dell’umanita’ che si sono
costruiti.
In questa sede, Harlan offre ai propri clienti anche un servizio di
preparazione chirurgica degli animali: asportazioni di organi e
amputazioni di arti.
Inoltre nelle celle frigorifere abbiamo documentato la presenza di
corpi che l’accanimento e la furia di questi scienziati hanno reso
completamente irriconoscibili: topi con il cranio sfondato e crocifissi
con delle puntine, ratti con il ventre squarciato e conigli totalmente
sfigurati. In una gabbia spoglia, ricoperta di feci e senza alcuna finestra, erano ammassati una trentina di macachi che cercavano conforto tra di loro abbracciandosi, traumatizzati e infelici.
Ma stanotte questi animali hanno conosciuto il lato opposto
dell’essere umano e hanno sentito il caldo abbraccio che li ha portati via, lontano.
Centinaia di topi, molti gia’ pronti per la consegna e 18 macachi sono adesso nelle nostre mani, liberi. ...

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