E’ innegabile che l’arrivo a Napoli del Papa si collochi in un periodo storicamente difficile per il nostro territorio. La recrudescenza della faida di camorra, l’emergenza rifiuti, il dramma disoccupazione sono solo le punte dell’iceberg di un insieme di problemi che ormai hanno creato un vero e proprio circolo vizioso dal quale la città sembra ormai incapace di uscire. In questa fase, data anche la crisi di credibilità presso i cittadini delle istituzioni politiche ed amministrative, la chiesa cattolica è rimasta, per moltissimi, ultimo baluardo a cui aggrapparsi per poter essere ascoltati ed ascoltare parole di speranza. La lettera pastorale “Il sangue e la speranza” del cardinale Crescenzio Sepe, infatti, mostra una nitida fotografia di ciò che Napoli dovrebbe essere e non è, indicando anche da dove ripartire per rilanciarla: l’augurio è che la lettera non finisca per prendere polvere nei cassetti ma che invece divenga un punto di riferimento per la nostra società.
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