La giornata è stata scandita dalle preoccupazioni del Ministro Bonino. La politica deve evitare di lasciare la questione della moratoria alle burocrazie e ai tecnici europei o ai funzionari delle Nazioni Unite.
Giusto. Mi sembra che manchi ancora una nostra (radicale) mobilitazione.
Al lavoro (unito al fatto che ci sono rimasto mattina e pomeriggio) quando c'è da fare, vedere, ricontrollare e scrivere su dei dossier le ore passano (comprese le turbolenze dei succhi gastrici che conservano la memoria di quando si buttava giù qualcosa di sostanzioso piuttosto che tre spremute ed acqua a volontà).
Quando torno a casa mi attacco al telefono, disturbo compagni e cerco di convicerli che c'è da fare qualcosa, da far avvertire, un interesse, una pressione politica... anche in periferia.
Ma quando anche questo non basta, a distorgliermi dagli stimoli della fame che per i primi giorni so che si faranno sentire, ripasso i fondamentali della nonviolenza e quindi leggo Gandhi.
La nonviolenza e questa forma particolare che è il digiuno (l'astensione dal cibo solido sostituita da tre cappuccini o tre spremute al giorno) vogliono con l'amorevolezza e la fermezza del proprio indebolimento (piuttosto che con la durezza delle violenza), richiamare con coerenza il potere alla grandezza di un obiettivo e alla verità degli obblighi che si è assunto o a cui è stato vincolato nei confronti del cittadino.
E' l'alternativa politica alla disperazione e, quindi, alle armi; è l'esercizio della speranza che la parte buona di chi occupa posti di responsabilità venga a muoversi verso gli obiettivi di legalità, diritto e giustizia rivendicati dal nonviolento.

"La nonviolenza nel suo aspetto positivo di benevolenza ... è la forza più potente che esista per le illimitate possibilità di sofferenza che offre senza causare o proporsi alcun danno fisico o materiale contro chi commette il male. Il fine della nonviolenza è sempre di risvegliare in chi commette il male quello di migliore che c'è in lui. La sofferenza si rivolge alla parte migliore dell'anima del malvagio mentre la ritorsione si rivolge alla parte peggiore." Gandhi in "Harijan" del 26 Luglio 1942.
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socialradicale il 4/9/2007 alle 22:43 | |