mercoledì 3 ottobre 2007

28 SETTIMANE DOPO

Titolo originale: 28 weeks later
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: horror
Durata: 1h41m
Regia: Juan Carlos Fresnadillo
Sceneggiatura: Juan Carlos Fresnadillo, Rowan Joffe, Jesús Olmo
Fotografia: Enrique Chediak
Musiche: John Murphy
Cast: Robert Carlyle, Catherine McCormack, Rose Byrne, Jeremy Renner, Harold Perrineau, Idris Elba, Imogen Poots, Mackintosh Muggleton, Amanda Walker, Shahid Ahmed, Garfield Morgan, Emily Beecham


Trama

28 settimane dopo la sua apparizione, un virus terrificante che trasformava le persone in zombie e che aveva ucciso 60 milioni di persone in Inghilterra, sembra ormai debellato. Tutti gli infetti sono ormai morti ed è dunque possibile pensare a ricostruire e ripopolare il paese. Tale operazione parte da una un’isola, denominata Distretto 1, totalmente sicura e vigilata dall’esercito americano.
Don, uno dei sopravvissuti, dopo aver perso la moglie, vigliaccamente lasciata preda degli zombie, può finalmente riabbracciare i propri figli rifugiatisi per sei mesi in Spagna. Ma proprio quando sembra che la vita possa riprendere il suo normale corso, un portatore del virus superstite scatena una nuova infezione di massa.

Recensione
Il film inizia laddove finiva “28 giorni dopo” e con questo condivide molti aspetti comuni. Non a caso infatti, seppur alla regia l’esordiente Juan Carlos Fresnadillo, alla produzione scopriamo Danny Boyle, regista del precedente episodio. Le inquadrature frenetiche, soprattutto quelle riguardanti i non-morti e le loro folli corse alla ricerca di membra umane da sbranare, sono schegge convulse che oltre ad terrorizzare l’osservatore, lo scaraventano in uno stato di confusione e di angoscia. Quest’ultima diviene pura tensione durante i momenti di pausa che si incastrano in quelli ad alto contenuto gore: è sempre chiara l’impressione che di lì a poco si scateni di nuovo l’inferno.
Sconvolgenti poi le immagini di una Londra disabitata ed abbandonata a se stessa, interrotta alle consuetudini quotidiane degli istanti in cui la vita normale era cessata improvvisamente.
Non mancano momenti di riflessione, quali quelli intrisi dal senso di colpa di Don, interpretato da un Robert Carlyle un po’ fuori luogo, che raggiungono attimi di poesia, quando giunge il bacio del perdono. Un bacio che però sarà non l’inizio di una redenzione bensì dell’inferno. E’ comunque si tratta di perdono, dato che non può esserci colpa laddove si comprende l’inettitudine dell’uomo sempre volto alla sconfitta. E non delude troppo il finale del film, premessa di un terzo capitolo (28 mesi dopo?).

Voto: 7

3 Comments:

filippo said...

questo lo devo vedere...finora nessuno ne ha parlato male...

Ester Moidil said...

Io sono già alla terza visione e confermo l'impressione iniziale: gran bel film. Mi è piaciuto anche Carlyle però...

puck said...

Interessante, non sapevo di questo seguito di 28 giorni dopo, film che a me è piaciuto moltissimo e che beccai per caso in seconda serata su italia uno e nel quale, con mia grande sorpresa, sentii che nella colonna sonora c'erano i Grandaddy...
uhmmm, dovrò vedere anche questo.

p.s.: ora ti linko, ma noi non eravamo già amici su splinder??