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Afghanistan: tra bombe, miseria e invasori | LineaNeuronica

lunedì, novembre 26, 2007
22:41

commenti (1)

Afghanistan: tra bombe, miseria e invasori

Archiviato da newkid in: afghanistan, politica estera, enduring freedom
soldati in AfghanistanInutile girare intorno alla questione, in Afghanistan non è in corso una missione di pace, ma una vera e catastrofica guerra. Bella scoperta direte... Non è invece così semplice come sembra argomentare su una questione del genere. L'uscita da "Enduring Freedom" sembrava ipotizzare una deriva più propensa ad un intervento mirato a ristabilire la pace nella regione. Ma i fatti, ahimè duole dirlo, non si sono poi svolti così. Ricordo anche, e rimando al post "Inutile abbaiare", le minacce del dittatore bianco, il guerrafondaio G. W. Bush, che si scagliava contro gli alleati chiedendo un coinvolgimento maggiore nelle azioni di guerra. Così fu accontentato. Come se non fossero bastati i bombardamenti della coalizione a guida Usa, iniziarono anche quelli della Nato. Esistono prove documentate e non solo i racconti del "comunista" Gino Strada, che da sempre denuncia l'impossibile missione di questi medici coraggiosi che si dannano l'anima per salvare migliaia di vite umane vedendo ogni giorno crollare intorno a loro villaggi interi. E' proprio su questo punto che mi soffermerei. L'aumento delle missioni aeree contro i Talebani da parte della Nato hanno portato la popolazione Afghana a percepire gli Europei come ostili. Anch'io proverei le stesse sensazioni se ogni giorno, a torto o ragione, qualcuno bombardasse la mia città, distruggesse quartieri interi, uccidesse civili inermi, cancellasse ogni cosa che mi sta intorno. Il territorio Afgano è una jungla con caratteristiche diverse, ma con l'analoga tipologia di un territorio adatto alla guerriglia, ai nascondigli, alle sorprese dietro l'angolo. Che vogliamo fare quindi? O distruggiamo tutto come fu fatto a Hiroshima... o prendiamo atto che le armi non portano ad alcun risultato. Ammetto solo una cosa.. Si ripropone questo argomento ogni volta che muore un soldato Italiano. C'è bisogno di aspettarne altri?? Con tutto il rispetto e il dolore, a cui ovviamente mi associo, vorrei ricordare che ogni giorno muoiono decine di persone che noi Italiani non conosciamo neppure, di cui non sappiamo neppure il nome, ne cosa facciano nella vita. Eppure si tratta sempre di persone..!? Muoiono perchè c'è una guerra. C'è miseria, povertà e malattie. Muoiono perchè questa guerra ha subito un'impennata ulteriore fatta di bombardamenti scriteriati, eseguiti alla cieca. Si colpisce un luogo dove vengono segnalate concentrazioni di Talebani. Già, ma accanto a queste persone sicuramente deprecabili ci sono donne, bambini e persone che nulla hanno a che fare con loro. Non ho mai provato simpatie particolari per i Russi, ma mi sono chiesto spesso il motivo del loro disimpegno nella regione. Come abbiamo potuto pensare o credere che potessero fare meglio i "rambo" Americani? Ma via... Ho sperato che le parole di Fassino sortissero qualche tipo di effetto. Propose una conferenza di pace che potesse mettere intorno ad un tavolo tutti i soggetti che a torto o ragione erano impegnati in questo conflitto. Nessuno lo ha ascoltato. Neppure D'Alema a cui riconosco doti non comuni a livello Internazionale. Non nascondiamoci. Anche questa è una guerra che fa comodo all'America del "guerrafondaio" Texano. Crocevia tra l'Asia e gli altri Continenti. Ma non solo. Non dimentichiamoci della ricchezza delle fonti energetiche del sottosuolo. E non sottovalutiamo la coltivazione su vasta scala dell'oppio. Un'altra guerra di interessi. Come tutte del resto. Per Parisi, l'escalation del terrorismo sembra quasi che sia il riconoscimento dell'efficacia della "strategia" militare in cui siamo impegnati!!  Intanto un soldato Italiano è morto insieme, non dimentichiamolo mai, a nove civili Afghani...  No. Questa volta non possiamo tacciare da "comunisti mangia bambini" tutti quelli che chiedono la fine delle ostilità, almeno da parte Nostra. E' evidente che nessuno chiede di fare le valigie e ritornare a casa senza offrire un'adeguata copertura a quel popolo altrettanto esausto, ma l'inversione di rotta è necessaria. La pace si costruisce con aiuti umanitari. Aiuti alla ricostruzione del paese che incoraggi la reazione dei cittadini. Finchè l'Onu continuerà a dare il beneplacito a questo tipo di missioni non cambierà mai nulla. Credete che se i Talebani fossero stati al governo dell'Afghanistan ci sarebbero stati lo stesso tutti questi morti? Nessuno vuole dar loro strada, ma replicare facendo il loro gioco e incrementando morti e distruzione a me sembra un paradosso.



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