H O M E

Ricerca personalizzata

14-lug-2008

"Alexandra" di Aleksandr Sokurov

Per "Il Messaggero" è stato "il più bel film in concorso al 60° Festival di Cannes", per il "New York Times" è "un film di sorprendente bellezza e originalità": impossibile non concordare.

Aleksandr Sokurov, regista spesso premiato nei festival di tutto il mondo, ha realizzato un'opera che onora la cinematografia.
Servendosi di una sceneggiatura scarna ed essenziale, con uno stile secco e asciutto, ricorrendo a pochi dialoghi (opportunamente non doppiati in italiano) riesce -come pochi altri- a comunicare la tragedia e lo squallore che ogni guerra porta con sé… e il tutto senza mostrare né un combattimento né una goccia di sangue.
Raramente il cinema ha mostrato così fedelmente la verità di ogni conflitto armato: fatica dolore sudore rassegnazione miseria sporcizia… al posto di falsi eroismi e false glorie. E nel film si parla anche di altro (solitudine vecchiaia famiglia…): un affresco dell'essere umano con tutte le sue debolezze e le sue problematiche.Un lavoro che è una boccata d'ossigeno all'intelligenza e alla sensibilità dello spettatore che non si accontenta facilmente, un'opera profonda e intensa che, al contempo, coinvolge emoziona turba.

Encomiabile la direzione degli attori (spicca una Galina Vishnevskaya difficilmente dimenticabile), bravissimi nell'esprimere con semplici gesti e sguardi la sofferenza e lo

smarrimento di chi è lontano da casa e di chi deve subire l'occupazione della propria terra. Da lodare senza riserve la fotografia, decolorata e denaturalizzata, che contribuisce compiutamente a dare il senso di desolazione e angoscia.

Ha dichiarato il regista: "la guerra è il massimo livello del degrado umano".
"Alexandra" ne è l'esemplificazione perfetta.
TechTag

0 commenti: