Silvio Berlusconi, sceso in campo in prima persona per giocare la partita Alitalia, ha annunciato che sono pronti a far parte della squadra anche i figli. «Non c'è alcun interesse mio personale o di Fininvest, ma se lo chiedessero ai miei figli - ha detto - farebbero il loro dovere». Un copione analogo era stato offerto da Berlusconi quando Marco Tronchetti Provera mise in vendita Telecom, per difendere l'italianità dell'azienda. Per prendere tempo su Alitalia, il Cavaliere ha chiesto al presidente del Consiglio Romano Prodi un prestito ponte da parte dello Stato perché la compagnia «ha le casse vuote». Nella telefonata di questa mattina, Prodi ha avvertito che nuove offerte dovranno essere «serie ed arrivare in tempi brevi». Infatti la possibilità di un prestito è vincolata, da parte di Bruxelles, al fatto che la nuova offerta sia davvero concreta.
Intanto, la cordata evocata da Berlusconi rimane misteriosa: AirOne non commenta, mentre Intesa SanPaolo, partner finanziario della compagnia di Carlo Toto, smentisce che il consiglio di amministrazione di oggi abbia in agenda il dossier Alitalia. Air France ha già chiarito che i margini di trattativa sul piano sono prossimi allo zero. Incontrando i sindacati stamattina, il numero uno di Alitalia, Maurizio Prato, è stato chiaro: «Quella di Air France - ha detto - è un'offerta 'prendere o lasciare', ma è industrialmente solida». E poi, ha aggiunto, «dove sono queste cordate strillate sulla stampa?». Le posizioni con i sindacati rimangono distanti e un nuovo incontro è stato fissato per il prossimo 25 marzo. Intanto la Lega esulta, il centrosinistra critica: «Resto allibito di fronte a cordate improwisate di notte», dice il ministro dello Sviluppo economico Pier Luigi Bersani. Per il titolare dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, l'alternativa ad Air France è il commissariamento.
Per il leader dell'Udc Pierferdinando Casini "La Lega Nord avrà la golden share del prossimo Parlamento, sarà una forza determinante e quando la Lega dirà no, Berlusconi dovrà chinare il capo. Questa cordata italiana che dovrebbe salvare Alitalia è il primo diktat della Lega a Berlusconi". Casini ha continuato: "Berlusconi comincia a pagare i primi prezzi alla Lega di un ipotetico futuro governo del Pdl. Se c'erano imprenditori italiani capaci perché su Alitalia non sono venuti fuori prima? Non vorrei fosse una boutade elettorale e la cordata di Berlusconi scompaia improvvisamente il 14 aprile". In Borsa il titolo Alitalia vola, sospeso per eccesso di rialzo, sull'ipotesi di nuove offerte.
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