Bicing! Il bike sharing invade Barcellona

A Barcellona, dove un abitante su dieci ha scelto il bike sharing, la bicicletta diventa mezzo pubblico. Un parco bici municipale grazie al quale dal marzo dell'anno scorso i Catalanes hanno percorso venti milioni di chilometri rinunciando alle auto e anche ai mezzi pubblici ecco come cambia il traffico nella metropoli catalana.

Sono rosse e bianche, hanno un design accattivante e si vedono dappertutto, sostano di fronte a uffici, ristoranti e negozi, oppure attendono, sui marciapiedi più spaziosi, nelle rastrelliere finché qualche abbonato le prende in uso grazie alla tessera magnetica fornita dal comune.
"Si sono già appropriate dello status di simbolo cromatico della città, che fino a qualche mese fa apparteneva ai taxi neri e gialli", racconta soddisfatto Francesc Narváez, assessore alla Mobilità del Comune di Barcellona e tra i principali promotori del progetto. Un lancio pubblicitario di tutto rispetto per pensare a come ridurre il traffico nella città, infatti le biciclette sono prodotte e gestite dalla multinazionale americana Clear Channel su incarico di Bsm (holding municipale che amministra i servizi di ozio e mobilità), accompagnato però da interventi sostanziali sulla rete ciclabile. Negli ultimi cinque anni l'ampliamento della rete municipale di piste ciclabili ammonta a 128 chilometri, che diventeranno 200 entro il 2011, garantendo quella sicurezza stradale che per i ciclisti nelle metropoli rimane molte volte un sogno. Partito a marzo del 2007 con 200 bici e 14 stazioni, il Bicing è considerato oggi un mezzo di trasporto pubblico da affiancare a treni, autobus o metro. Disponibile dalle 6 del mattino a mezzanotte nei giorni feriali e 24 ore su 24 durante il weekend. Ha da poco raggiunto quota 4.300 biciclette, 300 zone di parcheggio e 138.000 abbonati, ed è in continua evoluzione.
Oggi la media degli iscritti è 330 al giorno ma con l'estate l'aumento potrebbe essere notevole visto che Barcellona è un polo turistico notevole, e se ci si ferma più di due settimane si può richiedere la tessera direttamente al proprio domicilio di villeggiatura.
L'azzeccata combinazione cromatica, rosso e bianco, è stata scelta per ragioni di visibilità. L'ha spuntata sul blu e granata dell'amatissima squadra di calcio e sull'azzurro marino di cui la città va tanto fiera. "Tra gli obiettivi dell'iniziativa ci sono l'aumento della qualità di vita dei cittadini e la garanzia della loro sicurezza in strada", recita il contratto che gli abbonati scaricano dal sito www.bicing.com .
I costi sono uno dei tasselli vincenti di quest'iniziativa: 24 euro per l'abbonamento annuale e trenta centesimi di euro addebitati sul conto corrente di chi sfora il tetto di 30 minuti per la restituzione. Ormai quasi il 10 per cento degli abitanti di Barcellona possiede una tessera del Bicing. E da un anno a questa parte sono aumentati anche i ciclisti con mezzo privato: da 45.000 a 58.000. Anche le cifre dei furti, visto ce la bici è uno degli oggetti più sottratti nelle città, sono assolutamente irrisorie.
A luglio il progetto subirà un piccolo stop perché il progetto funziona così bene che oggi deve essere ampliato, strano ma vero. Il progetto è nato prendendo esempio dal bike sharing di Lione, ma ogni città ha le sue caratteristiche; è diventato anche modello, infatti altre metropoli come Londra, Sydney, San Paolo, Città del Messico, Chicago, sono di casa a Barcellona per studiare, forse copiare, il modello Bicing.
Infine c'è la questione economica. Il modello barcellonese si finanzia per il 20 per cento con le quote di abbonamento e per l'80 per cento con i benefici dei parcheggi a pagamento del centro. Un progetto reale, concreto che potrebbe essere riprodotto in altre metropoli, soprattutto italiane.

Fonte: Bicing, D Web

Di seguito la mappa di Bicing






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