http://radio-khaos.noblogs.org/category/antifascismoGiorno per giorno mi riscopro sempre più moralista. Non capisco se sono io il problema o se questa mia intolleranza civile sia il frutto del degrado della nostra cultura.
Stamattina, in auto per l’ufficio, sono stata affiancata da un adolescente in motorino -avrà avuto 15′anni- sulla cima del suo casco troneggiava il simbolo di una famosa discoteca fiorentina (e fin qui niente di male) mentre il bordo del casco era “abbellito” dalla frase, a carateri cubitali, “credere, obbedire, combattere”.
Sulla testa di questo ragazzino l’emblema della pochezza degli insegnamenti ricevuti, una dimostrazione d’ignoranza e di superficialità che ti fanno cadere le braccia. Insomma quello sbarbatello crede di avere la verità in mano e di aver capito la storia o semplicemente utilizza il fascismo per mettersi in mostra e fare l’alternativo…
Io mi chiedo ma dove sono i genitori? A questo ragazzino basterebbe uno scappellotto, ma non per far del male ma per dare un segnale forte della gravità delle sue leggerezze, per fargli capire che il simbolo di cui si marchia non è un emblema da prendere alla leggera.
…e i professori? Sicuramente andrà a scuola, perchè i professori non gli insegnano cos’è il fascismo? Perchè non smettono di essere “dispensatori di nozioni” e non tornano ad essere educatori?
Perchè in uno stato antifascista, come la Costituzione insegna, si tollerano certe leggerezze sopratutto quando provengono dagli adolescenti?
Non sono molto più grande di quel ragazzino, solo una decina d’anni in più, ma mai mi è anche solo vento in mente di usare un simbolo del genere per emergre dalla massa! Insomma, una volta sapevamo di non conoscere a fondo certi temi e ce ne stavamo zitti ma gli adolescenti di oggi sanno già tutto, conoscono la politica, il sesso, la moda e non hanno l’umiltà di chidersi se le proprie certezze siano tali perchè interpreti della realtà o semplici surrogati di una società che promuove la violenza e la legge del più forte.
Forse sarò bacchettona ma per certe cose non si può chiudere un occhio. La storia insegna e noi dobbiamo ricordare ed imparare dagli errori del passato.

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