 Fatti e Poesia, settimanale di scienze umane anno V n. 0754 del 20-26 agosto 2007 dell'Associazione Internazionale Artisti «Poesia della Vita» (non profit). Repertorio n. 3426 – Raccolta n. 1270 del 29/10/1984. Presidente Reno Bromuro.
• PROMEMORIA
Il 31 ottobre si chiudono le iscrizioni per
partecipare al “MASTER DEATH STUDIES & THE
END OF LIFE” diretto dalla Prof.
Ines
Testoni
della Facoltà di Scienze della
Formazione,
dell’Università di
Padova. Non aspettate l’ultimo
giorno il corso è a numero chiuso: non più di 25 iscritti.
• ATTUALITÀ
TERREMOTO IN PERÙ
Da Lima corrispondenza di
Inés
de la Puente (alias SKORPIONA)
Ciao
cari amici! Vivo con gli occhi ben aperti... Non posso dormire, perché tutta la
vita ho avuto un terrore panico dei terremoti. Ho vissuto i terremoti degli anni
1966, 1970 e 1974, ma questo lo considero forte molti di più di come lo
commentano gli specialisti; contenta che le onde del movimento tellurico sono
state lunghe (ondulatorie) e non tagli (sussultorie), perché altrimenti il danno
sarebbe stato maggiore! Hanno informato anche che si è sentito in tutto il
territorio peruviano, in maggiore o minore intensità, perfino in posti dove non
c’è stato mai nessun movimento tellurico negli ultimi cinquanta
anni.
L'epicentro
del primo terremoto di 7,5 gradi nella scala di Ritcher è stato localizzato nel mare di
Pisco, che ritrova a 250 km. al sud
di Lima - Dipartimento di Ica, ed il secondo è stato di 7,7
gradi nella città di Cañete, anche
al sud del paese, a soli 160 km. da Lima, e con una durata
approssimativamente di due minuti! Ci sono state già più di cento repliche io ne
ho sentito solo due per fortuna. In questi momenti sto ascoltando la TV e stanno
paragonando questo terremoto con quello che ci fu nel 1940, io non ero ancora
nata e non lo vissi grazie a Dio, ma so dai miei genitori che fu Spaventoso!
Nel
Dipartimento di Lima, capitale, fino al momento non
si sa di maggiori danni materiali né perdite umane, ma in questo momento si
parla di un migliaio di feriti e di circa quattrocento morti. Ma nel Dipartimento di Ica i danni
materiali e perdite umane sono considerabili. Il numero di vittime va in salita,
in questo momento più di 400, ed i feriti superano le mille persone. Gli
ospedali sono collassati, così come il servizio di illuminazione elettrica, come
è accaduto in molti distretti di Lima. Di uguale forma, è illcollasso
del servizio telefonico: telefonia fissa e cellulare, cosa che ha causato
maggiore disperazione.
Nel
mio distretto San Isidoro il terremoto è stato
avvertito molto forte; la mia casa sbatteva verso tutti lati, sembrava che
stesse galleggiando in mezzo all'oceano. Realmente pensai che andava a succedere
un Cataclisma! Che questa era la Fine Del Mondo! Immaginate come
l'avranno sentito nel Dipartimento di Ica! La mia camera
da letto si rovesciava, si muoveva per tutti lati, fino a farmi barcollare
quando camminavo. Finalmente riuscii, con mio padre, a raggiungere il giardino, dove
si trovavano già due dei miei figli ed il fidanzato di mia figlia.
Tirate
voi la somma di ciò che è stato il prolungamento di questo terribile terremoto,
che vedendo che non si fermava, sono andata alla mia camera da letto per cercare
un cappotto per mio padre e seguivo... ritornai alla sua camera da letto per
prendere la sua sciarpa e il berretto di lana e seguivo... non sapendo come
fermare il la terra che tremava!
Adesso
tenterò di dormire un poco ma siate certi lo farò con un occhio solo,
perché l'altro rimarrà in allerta!
Inés
de la Puente (SKORPIONA)
• PARLIAMONE
TERZA GIORNATA DI LAVORI
(Divisa in due parti)
All’apertura
dei lavori della terza giornata iniziai: Ieri ci lasciammo con il credo della
“Poesia della Vita”: “Amiamo
talmente la poesia da non permettere esibizioni troppo
maldestre”.
Su questo credo immagino siamo tutti d’accordo, ma non so quanto lo saremo su
quello che oggi aggiungerò: dobbiamo essere e rimanere coerenti col “Credo” espresso ieri, non sentirsi
estranei alla dissoluzione sociale in atto, né lasciarci prendere dal
pensiero che, forse, anche la “Poesia della Vita” incontrando periodi di
crisi si convinca di vivere il “suo periodo di transizione, o di crisi”
ché, in questo caso, andrebbe incontro a forme concettuali non adeguate a
rispondere alle esigenze espressive che ci siamo proposti.
La
società immagina, ma non sa esprimere; il Poeta non si deve servire di un
linguaggio non comprensibile a tutti, poiché le idee che elaborerebbe non
avrebbero corso. Allora sì, sarebbe la crisi in senso generale: la
Babilonia della espressione. Invece dobbiamo essere coerenti e pensare
scientemente alla affermazione di Friedrich Wilhelm
Nietzsche:
“il
Poeta è uomo superiore perciò è chiamato a cantare l’avvenire in modo che con il
suo dire guidi il popolo, ecco anche il motivo per cui Francesco De Sanctis affermò che deve
essere immediato e sintetico come il popolo”;non
deve creare incomprensione tra lui e il popolo in modo da consentire la
comprensione fra gli individui e il suo canto; deve tener presente l’evoluzione
della società tecnologica, facendo sì, che l’individuo affronti il processo di
adattamento alla nuova realtà, ad una continua trasformazione, con
serenità.
L’evoluzione
della tecnica, non deve essere accettata come una “maledizione”, non deve
ribaltare sui mezzi impropri, o sui sussidi laici o religiosi; in altre parole
non deve tendere a dissacrare la natura che le nuove scoperte potrebbero
portarlo a configurare la scienza come sopraffazione e sopruso. La “Poesia
della Vita” deve abilitare il Poeta a svolgere una funzione dialettica
all'interno della realtà, realizzando il recupero e assicurare l'armonia
uomo-natura.
La
nostra storia, iniziata ieri, deve presentare continuamente il sommario delle
gesta individuali e collettive intese a non legittimare l'ansia di dominio, il
potere dissacratore in virtù delle energie che sorgono, aiutando l’uomo affinché
vengano convogliate per il raggiungimento di fini che, nell'ambito della natura,
non erano programmati in modo imprevedibile o per lunghe scansioni di tempo.
Le
scoperte scientifiche esistente fra l'uomo, il suo habitat e il suo comportamento verso le
condizioni naturali, il Poeta della “Poesia della Vita” non le deve
cantare come trasformazione di un fatto di costume, perché Egli rappresenta le
tappe fondamentali del pensiero umano e al tempo stesso le premesse di adesione
all'ambiente nel quale si rispecchiano le idee e le concezioni, perché il suo
canto deve servire come incontro tra uomo e uomo, con sincerità poetica.
Il
Poeta della “Poesia della Vita” non si deve mai ergere a
psicoanalista né deve fungere da cireneo di turno e addossarsi la colpa di
una eventuale delusione sgradevole di quei “padri” che non avranno saputo
capire ed educare i figli. Come ha affermato ieri Marcello Eydalin:
“Non siamo quelli che
pregano che la gru cada in testa all’operaio, perché così potremo cantare la sua
morte. Diffidiamo dal dolore per corrispondenza e perciò scongiuriamo i nostri
collaboratori di non mandarci poemi sul Vietnam e sul Cile. Quindi, per uscire dalla grigia
atmosfera di amarezza basta considerare le ardite tesi innovatrici esposte da un
sociologo desideroso di applicare la psicoanalisi ai fenomeni sociali.
Noi
non canteremo mai l'istinto fondamentale della sessualità, come fa Freud,
o della elementare volontà dell'Ego, come fa Adler, o al
principio generale della psiche collettiva, che, secondo Jung, abbraccia
tutto, ottenendo il medesimo risultato: l’affratellamento collettivo come figli
dello stesso Padre. Né abbiamo intenzione di commiserare i seguaci di
Freud, di Jung e di Ad1er che da più di mezzo secolo polemizzano tra di loro,
credendo di essere diversi, oppure faremmo il verso al gruppo del ’63, con le
loro strampalate innovazioni, né agli ermetici che hanno volutamente dimenticare
Poeti come Cardarelli, o la classicità di Quasimodo, oppure
l’elevazione sociale della gente italica di Gatto o il canto provocatore
di Pasolini. Dobbiamo, attraverso la poesia, riuscire a capire “uno
psichismo collettivo, influenzato dalla sessualità, permeato dall'istinto
di morte, secondo l'analisi freudiana” affinché “La Poesia della
Vita” comprenda la fede del sociologo, del psicanalista e dell’uomo comune
ed affermi la propria nella indistruttibilità della Poesia quale necessità
del vivere umano. Spiegando che psicoanalisi non è il pensiero equiparato ai
contenitori in plastica per la loro indistruttibilità affinché il Poeta non
incappi nei tempi iniqui per l'intelligenza umana.
Mi
sovviene l’ipotesi di Jung che afferma: “l'opera letteraria, lungi
dall'essere il frutto di una libera ispirazione, scaturisce dall'incontro del
pensiero intimo dello scrittore con il mito più proprio a esprimerlo: una
necessità interiore determinerebbe la scelta dei miti. E’ la forma del mito, che
gli consente di esprimere il suo mondo coscienziale più liberamente che sotto
ogni altra forma espressiva, in quanto rende metaforico l'insieme e consente al
presente di caricarsi di significati”.
Il Poeta
della “Poesia della Vita” deve agire in un clima diverso, con stile e
toni diversi, deve dare il nuovo corso alla storia d'un mito,
un'esplorazione fantastica e libera basata sul vero significato della Vita dalla
nascita alla morte. E’ in questo modo che acquisisce e divulga il nuovo anelito
verso un senso di libertà, l'attesa d'una parola nuova, rivoluzionaria, in un
continuo rinnovarsi della Parola e riprende la sostanza dei fatti
storici, raccogliendo le memorie del passato, per cantare l'immagine del nostro
tempo.
Il
verso di una sincera essenzialità deve servire a rivelare il pensiero al limite
di una tensione drammatica, senza concedere al verisimile tutto il motivo
interiorizzante, anche laddove sembra assumere i toni del dibattito filologico,
“pur dando alla innovazione individuale e all'originalità
dell'espressione artistica la parte che spetta loro, difendendo la validità
delle «leggi» linguistiche e metriche; la forza delle tradizioni e istituzioni
culturali dentro le quali l'estetica crociana in uno stato di assoluta libertà
creativa: l'artista fa valere la propria individualità”.
Sappiamo
che Benedetto Croce, nelle successive rielaborazioni della sua
estetica, si preoccupò di attenuarne l'iniziale ispirazione antistorica,
senza mai superarla del tutto. Ed è in questa perdurante astoricità della
dottrina crociana dell'arte la realtà
banale e sofistica, che fu propria di tutto il neo-idealismo italiano, la
totale incomprensione che Croce assume di fronte all’Arte.
(3
continua 1° parte)
Bibliografia
U. Spirito: Filosofia e
psicoanalisi; F. Antonimi: Psicoanalisi e
filosofia. Risposta a Ugo Spirito; L. Stasolla: Pedagogia e
psicoanalisi; E. Garroni: Psicoanalisi e
linguaggio; L. Eletti; Psicoanalisi e
società; L. Demarchi: Psicoanalisi e
politica.
• LA POESIA DELLA
SETTIMANA
CUORE
GITANO
di Ynés de
la
Puente
Spiers (Skorpiona)
Ynés de
la Puente
Spiers
è il vero nome di «Skorpiona»
scrittrice peruviana nata a Lima,
che obbedisce
al suo segno zodiacale, che è lo Scorpione;
di questo segno ha fatto il suo pseudónimo scelto d’accordo con il suo senso
particolare e
capriccioso d’essere.
Uno
dei suoi tanti hobbies é scrivere i propri atteggiamenti, importanti
per l’ispirazione dei suoi scritti. Ha avuto sempre la spinta a scrivere, perché
le sembra affascinante
poter modellare sopra un foglio di carta il proprio
sentire.
Quando
ha udito arrivare il momento di far conoscere
al mondo la sua maniera di pensare e di vedere la vita, si è decisa a scrivere,
ed ha saputo di avere una buona immaginazione che arriva
al
lettore con facilità, senza necessità di usare parole
ricercate,
o metafore, che spesso non sono
comprese.
«Cuore gitano» anche se tradotta in
modo molto approssimativo, si capisce bene; nella sua semplicità viene alla luce
un forte ardore verso la «conoscenza», come Ulisse; e come Dante verso la «speranza» che solo il miracolo
della poesia sa trasmettere.
Il suo cuore
si lascia trasportare dal vento, dove la spiaggia e fatta di rena rossiccia,
che stride sotto i piedi. E’
snervante pensare che il proprio cuore continua a cercare l’amore e la pace,
come un marinaio. Allora allunga il passo che aumenta lo stridore della sabbia e
a testa bassa come Ulisse va
cercando… mentre nella mente risuonano i versi del Sommo: «nati non foste a viver come bruti/ ma per
seguire virtude e conoscenza».
Improvvisamente rimane ferma:
sul viso marcata quell’espressione immobile, impassibile, come se nulla la
interessasse. E’ dritta sotto il sole come una colonna. Eppure chi la vede
invidia quel corpo statuario. Si accoccola e giocando con la sabbia rossiccia,
facendola scorrere tra le dita, cerca tra i granelli quel «cuore che non ha padrone». La
sabbia scorre tra le dita e il suo cuore solitario insegue, dietro i
granelli che scivolano, come la farina dal mulino nel sacco, quel punto fatale,
«perché così lo vuole il tempo».
Posa lo
sguardo sul mare che dondola tra i colori che vanno dall’azzurro intenso come il
cielo al grigioverde della flora che traspare dalla lucentezza dell’acqua, che
ondeggia il percorso; ha come la
sensazione che una polvere sottile gli scenda nei polmoni. Guarda in lontananza,
il cielo si sta popolando di grosse nubi tondeggianti sulla linea
dell’orizzonte. Questo le riporta alla mente il motivo del suo stare immobile
sulla spiaggia deserta a sognare, che tra un’onda e l’altra, giunga finalmente
la realizzazione dei suoi sogni. Ne distingue finanche le forme (ombre che si
rincorrono sulle onde calme), solo allora ha come la sensazione d’una visione
quasi dolorosa, e tuttavia così cara al suo cuore.
Un cuore
gitano è un cuore che non ha radici, nemmeno nella sua terra:
Ynés sottolinea così quel suo sentirsi «figlia del vento».
Il vento, un padre affascinante che porta in sè l'eco di luoghi
lontani e sconosciuti, con un’incantevole mescolanza d’immagini e, al tempo
stesso, riaffermano l'origine culturale dell'Autrice.
Così come il
suo segno zodiacale le suggerisce, emana respiri d’acqua per spegnere il fuoco
che brucia dentro, senza pietà.
Skorpiona qui celebra l’amore quanto ne
possa esprimere la personalità di una donna dei giorni nostri, che sa quello che
vuole e non accetta mezzi termini, una donna che pur correndo con il tempo,
vuole che chi ama assapori in modo
naturalmente umano e libero da costrizioni la catena che svincola il sentimento
dai legami impalpabili in cui grandi poeti lo hanno voluto per riportarlo sulla
terra.
CUORE
GITANO
di
Ynés
de la
Puente
Spiers (Skorpiona)
Ho
un cuore gitano
che
è libero come il vento,
come
un marinaio continua a cercare
un
cuore di porto in porto
che
non ha ancora padrone,
che
faccia realtà il suo sonno
che
il cuore solitario insegue
perché
così lo vuole il tempo.
Non
sa quello che è amare,
né
sa per amore piangere,
solamente
sa sognare,
con
quel cuore che qualche giorno,
in
un porto molto lontano,
forse
pronto troverà.
Che
ho un cuore di pietra,
normalmente
dicono così...
che
nascosto nel suo guscio sta,
normalmente
ascolto anche...
non
capiscono che desidero solo evitare,
che
qualcuno lo possa
senza
ragione danneggiare.
E
così col correre del tempo credo già,
che
quel cuore alla mia vita,
forse
mai arriverà,
tuttavia
non smetto di sognare,
che
la vita forse possa regalare,
quel
cuore che,
in
qualche angolo del mondo,
forse
nascosto esisterà.
*****
CORAZÓN GITANO
Tengo un
corazón gitano/ que es libre como el viento,/como marino va buscando/ un
corazón en cada puerto.//Como dueño aún no tiene/que haga
realidad su sueño,/ este
corazón tan solo sigue/ porque así lo quiere el tiempo.//No conoce lo que
es amar...
/tampoco por amor llorar.../sólo sueña con ese corazón/ que en un puerto muy lejano,
/tal vez pronto encontrará.//Que es
mi corazón de piedra,/la gente suele decir... /que está oculto bajo una
coraza,/suelo también escuchar.../no
entienden que evitar deseo,/que lo puedan sin razón dañar.//Presumo al
correr el tempo/que ese amor nunca llegará,/mas aún no dejo de soñar/ que
la vida me quiera regalar,/aquel corazón que escondido/en un rincón del
mundo.../ quizás solitario existirá.»
*******
Il Baricentro Mensile di critica artistica e letteraria
<http://www.poesiavita.com/>
<http://www.guttacavat.com/>
<http://skorpiona.webcindario.com/reno_bromuro.htm>
<http://www.club.it/autori/sostenitori/reno.bromuro>
<http://www.elbasun.com/L_angolo_della_lettura/recensioni/Reno_Bromuro/index.htm>
<http://www.letteratour.it/TOURismi/index.asp>
<http://www.nostalgiaetenerezza.it/paginediunpoeta/index.htm>
<http://www.Poetilandia.com/>
<http://www.Poetilandia.it/>
<http://www.oltrepensiero.it/>
<http://www.raccontare.com>
<http://www.aziendabari.it>
<http://www.dentronapoli.it/Personaggi/Bruni_sergio.htm>
<http://www.nonsoloparole.com>
<http://digilander.libero.it/poeticamente2/ip/index.htm>
<http://www.sfairos.it/teatro_reno_bromuro.htm>
<http://www.nuoviautori.org>
<http://www.carlotrotta.it>
Reno Bromuro
|
|
|