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Il mio blog sul tuo Cellulare

domenica 10 febbraio 2008

Fermate la vendita online dell'antitumorale ESSIAC: è dannoso! (?)

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Updated 10/02/08

L'ESSIAC, cocktail di erbe commercializzato sul Web come toccasana contro malati di tumore, ed in particolare di quello al seno , che sta letteralmente spopolando in internet , si è rilevata inutile e addirittura dannoso al vaglio della medicina ufficiale. Per questo motivo il Centro Clinico di Medicina Naturale dell'Asl 11 di Empoli, diretto dal dottor Fabio Firenzuoli, in collaborazione con il dipartimento di oncologia medica della stessa azienda sanitaria, diretto dal dottor Giammaria Fiorentini, si è attivato per effettuare una ricerca clinica sulle pazienti affette da tumore al seno che abbiano o stiano assumendo ESSIAC.
La ricerca scientifica ha inoltre verificato che la tisana puo' favorire la proliferazione di cellule maligne.
"La scienza non ha fornito riscontro clinico di efficacia nell'attività antitumorale, ha anzi dimostrato l'esatto contrario delle qualità terapeutiche credute e sperate dai suoi fruitori: la miscela di erbe in questione, infatti, per quel che comporta il tumore al seno in particolare, si è dimostrata in grado persino di incrementare la proliferazione di cellule maligne."
"Alla luce del grande ricorso a rimedi naturali da parte dei malati oncologici, si assiste anche nel nostro Paese ad un consumo sempre maggiore di questa tisana -ha sottolineato il dottor Fabio Firenzuoli - facendo unicamente riferimento a messaggi pubblicitari presi da Internet o da pubblicazioni divulgative."
Non solo mancano prove cliniche di utilità o prove di attività antitumorale, ma è dimostrato che non serve neppure a migliorare la qualità della vita dei pazienti e, cosa particolarmente grave, sperimentalmente aumenta la crescita di cellule di tumore al seno. Cioè, l'esatto contrario di quanto afferma l'uso popolare. I dati ad oggi disponibili dicono che non serve e addirittura che la sua assunzione diventa rischiosa proprio per le pazienti affette da tumore della mammella".

Nutrigea risponde alle accuse del dr. Firenzuoli: "Il dr. Firenzuoli non ha mai svolto studi sull’Essiac, ha solo annunciato di volerne svolgerne uno. La valutazione negativa che ha diffuso così ampiamente su tutti i media si basa solo su 1 studio in vitro, a cui si contrappongono, oltre che 80 anni di uso positivo dell’Essiac in tutto il mondo, altri 2 studi in vitro, e diversi altri studi in vivo, che dimostrano esattamente il contrario, ovvero che l’Essiac è efficace e assolutamente privo di qualsiasi effetto dannoso. Non solo, ma lo stesso studio in vitro utilizzato dal dr. Fiorentini afferma che, a dosaggi più alti, l’Essiac inibisce la replicazione tumorale! E l’altro studio citato dal dr. Firenzuoli addirittura afferma che, nei partecipanti allo studio …l’Essiac è solo un indicatore del disagio fisico, e non la sua causa; mentre le stesse donne intervistate nello studio hanno in maggioranza asserito di avere tratto beneficio dalla tisana. Dunque, se speculazione c’è, è quella messa in atto in maniera superficiale e irresponsabile dal dr. Firenzuoli, che a questo punto dovrebbe spiegare se, al di là delle dichiarazioni nominali, ha più a cuore la fitoterapia o invece la sua distruzione".

2 commenti:

Luigi ha detto...

Occhio alle bufale dei comunicati stampa (http://protonutrizione.blogosfere.it/2007/09/farmaci-il-trucco-dei-comunicati-stampa.html)! Questa poi è davvero grossa, si parla addirittura di uno studio clinico inesistente ?! Vedi http://protonutrizione.altervista.org/lettera_aperta.pdf. Lasciamo la disinformazione a tv e giornali. Noi blogger invece cerchiamo di evitare la superficialità e il facile sensazionalismo. TNX

Anonimo ha detto...

anonimo - 10/12/2007 - 12:31

C'E' DIETRO LO ZAMPINO DELLE MULTINAZIONALI DEL FARMACO
Fermiamoci un attimo e riflettiamo...sapevo che prima o poi saremmo arivati a questo... Non cerdo che il prodotto sia dannoso..anzi a me ha aiutato tanto e lo sta facendo ancora tuttora..secondo me questo prodotto daì' fastidio a qualche Grande azienda potente!!! Pensateci almeno..poi alla fine i cattivi vincono sempre...

anonyme - 14/12/2007 - 03:33

dietro c'è solo la ricerca
Ma quale multinazionale del farmaco ! Dietro c'è solo un centro ospedaliero di ricerca sulle piante medicinali, unico in Italia. Firenzuoli è una persona seria, il primo che ha introdotto l'erboristeria medicinale in un ospedale. Io sono andata a controllare (basta andare nella banca dati che si chiama MEDLINE) ed i lavori che provano la crescita del tumore al seno con l'ESSIAC esistono già pubblicati. Mi sembra di aver letto che l'equipe di Firenzuoli ad Empoli voglia solo verificare se sulle donne abbia portato qualche danno o qualche beneficio. A me questo sembra un ragionevole punto di vista on si può scherzare (e far quattrini) anche solo con le erbe, sulla pelle della gente.

anonimo - 15/12/2007 - 12:59

E' una bufala!
Occhio alle bufale dei comunicati stampa (http://protonutrizione.blogosfere.it/2007/09/farmaci-il-trucco-dei-comunicati-stampa.html)! Questa poi è davvero grossa, si parla addirittura di uno studio clinico inesistente?! Vedi http://protonutrizione.altervista.org/lettera_aperta.pdf. Lasciamo la disinformazione a tv e giornali. Almeno sul web invece cerchiamo di evitare la superficialità e il facile sensazionalismo. TNX, Luigi Gallo
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anonyme - 16/12/2007 - 00:56

quali interessi ?
Dobbiamo chiedersi se sono maggiori gli interessi di chi commercia in questo settore o di chi si interessa alla salute della gente. La ricerca dei medici empolesi è fatta sulla letteratura scientifica. Aspettiamo piuttosto i risultati dello studio, ma nel dubbio credo sarebbe prudente astenersi. Trattandosi di salute e della salute di pazienti gravi io penso che dovremmo indignarci più di chi consiglia come utile una cosa rischiosa piuttosto di chi consiglia prudenza e garanzie di sicurezza.
Patrizia



anonimo - 16/12/2007 - 03:04

Rischio bardana? E la camomilla sarà sicura?
Sono perfettamente d'accordo sulla precauzione e la prudenza, ma qui parliamo purtroppo di affermazioni non solo scorrette sul piano scientifico, ma addirittura false. La lettera aperta del direttore del CRN di Urbino, di cui ho fornito il link, spiega con molta chiarezza la cosa. La tisana contiene erbe depurative tradizionalmente utilizzate in fitoterapia. Si trova esclusivamente in farmacia ed erboristeria ed è prescritta da medici e fitoterapeuti qualificati. Questo non vuol dire che non si possa scoprire un giorno che anche la camomilla faccia male, ma con uno studio clinico serio e soprattutto reale. Intanto, prima di inventarsi che bardana, rabarbaro, olmo e acetosella (le piante di Essiac) provocano i tumori, cominciamo a considerare i pericoli dei farmaci anche d'uso comune di cui si conoscono bene i gravi effetti collaterali. Sono quelli che io definisco "paradossi sanitari" (http://protonutrizione.blogosfere.it/2006/11/paradossi-sanitari.html) al quale neanche il centro di cui Patrizia ha così alta stima sembra volersi sottrarre. LG
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anonyme - 16/12/2007 - 09:36

i veri paradossi
1° non confonda la fitoterapia con l'erboristeria.
2° i medici non possono prescrivere prodotti erboristici a mò di farmaci senza averne i requisiti di qualità, sicurezza e di efficacia previsti per il farmaco. Questo lo stabilisce la legge ed il loro codice deontolgico. E questa tisana non li posside, tantè che è un prodotto erboristico non un farmaco.
Quindi a rischio è anche chi la prescrive, dandole valore i farmaco, non certo chi la produce e che la vende. Il problema dei suoi rischi non sta tanto nella tossicità diretta, mi sembra di capire, ma nel fatto che è stato dimostrato che stimola la crescita di cellule tumorali umane del cancro al seno. Questi sono dati pubblicati ed una delle poche cose certe. La onestà dei ricercatori sta nell'aver valutato la letteratura scientifica, e mi sembra che ne abbiano i requisiti, sono esperti di medicina naturale, sono docenti universitari ed oncologi per niente prevenuti sulle terapie naturali. Lavorano con le istituzone e dentro le istituzioni. Del resto loro hanno i titoli per farlo, non credo altrettanto possa dirlo un naturopata qualunque. Inoltre non hanno richiesto il ritiro della tisana dicendo che è tossica, ma hanno avvertito di questo specifico rischio, invitando le donne malate di cancro al seno a non usarla ed invitandole a farsi controllare. Solo uno studio clnico su di loro potrò meglio definire il livello di rischio reale, o al contrario, magari qualche tipo di risulato positivo. non sia mai ! Anche se ad oggi non è mai stato dimostrato. Che poi qualcuno s'incazzi lo capisco pure.
Parizia





anonimo - 16/12/2007 - 09:45

qual è la bufala ?
Qual è la bufala ? L'avviso dei medici empolesi, ricercatori, esperti di fitoterapia e di oncologia, accreditati, docenti universitari e con molte publicazioni scientiiche, quindi credibili (ed è semplice verificare questo) ? oppure è una bufala la replica di chi non a alcun titolo o qualifica verificabile o nessun accreditamento scientifico. Chi sono i naturopati per poter esprimere giudizi scientifici ? un'amica del naturale, ma anche delle regole
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anonimo - 16/12/2007 - 12:34

condivido in pieno il rispetto per il naturale e le regole
Ha ben detto l'amica di prima. occorre credibiltà scientifica. C'è ci ce l'ha, e c'è chi vuol far credere di averla. Berny
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anonimo - 16/12/2007 - 15:59

Risposta all'anonimo
Ha letto il titolo scandalistico del post? "Fermate la vendita on line..." Prima bufala, ho già spiegato che si vende in farmacia. Per il resto invito a leggere con maggiore attenzione la lettera del CRN (ripeto il link: http://protonutrizione.altervista.org/lettera_aperta.pdf) e a provare a rispondere ai vari punti ivi sottolineati, invece di limitarsi a proclamare l'infallibilità (non siamo mica in chiesa) del centro empolese, della cui serietà non discuto, ma che in questo caso ha mostrato come minimo grande superficialità sul piano scientifico. Ognuno ovviamente è libero di fidarsi di chi vuole. Il CRN e l'Università di Urbino non sono certo fonti meno accreditate di quelle da lei menzionate nel settore della ricerca fitonutrizionale (i loro studi sono pubblicati su importanti riviste internazionali). Il comunicato stampa riportato nel post, con ulteriori libere amplificazioni sensazionalistiche, contiene delle informazioni errate e delle interpretazioni parziali come rileva la lettera aperta, molto chiara sull'argomento. Io sono uno di quei "criminali" che conosce e ha consigliato la tisana da circa 10 anni. I risultati che ho visto in centinaia di ammalati confermano le testimonianze di quasi 80 anni d'uso. Nei casi più fortunati un evidente aiuto e sostegno a una più rapida guarigione, in tutti gli altri la notevole riduzione degli effetti devastanti della chemioterapia. Quindi un importante miglioramento della qualità della vita dei malati terminali. Vogliamo negarglielo? Questo per me è il vero crimine. A Patrizia che parla di interessi chiedo: perché, invece di prendersela con una semplice e utile tisana, non si mette in discussione il marketing miliardario dell'oncologia? Sa quante migliaia di euro costa un trattamento chemioterapico? Ci sono studi statistici che mostrano come l'uso della chemioterapia, confrontato con la sua assenza, non abbia sostanzialmente migliorato le aspettative di vita dei pazienti (anzi in alcuni casi le ha ridotte). Il discorso vale sia per le guarigioni che per i decessi. Ovviamente questi dati non vengono divulgati. Gli interessi delle multinazionali non si toccano. Saluti, Luigi Gallo
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anonimo - 16/12/2007 - 20:32

è questo ormai un dibattito inutile
Strano comunque che questi grandi risulati ottenuti negli anni non siano mai stati pubblicati da nessuno. Come per la Di Bella. Vede caro Gallo, l'utilità della tisana è tut'altro che dimostrata, mentre di pubblicato c'è esattamente il contrario, cioè che non funziona neppure sulla qualità della vita. Senza parlare poi della sicurezza. Comunque tanto basta crderci, no ? Buona fortuna ! E comunque a questo punto possiamo anche smetterla di discutere, tanto non serve. Quello che serve come sempre in medicina sono le prove di efficacia, non le opinioni, nell'interesse della salute dei pazienti, che dovrebbe rimanere, e in questo concordo, il primo ed ultimo interesse. Bye. patrizia
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anonimo - 16/12/2007 - 20:55

Chi c'è dietro Firenzuoli...
Stavolta gli "investitori" del Centro diretto dal Firenzuoli resteranno con la bocca amara. L'attacco sferrato alla medicina fitoterapica, si è rivelato un grosso boomerang per chi l'ha ordito. L'Aboca e la Bayer lo sapevano già. Ma la pelle del Firenzuoli, poteva essere benissimo rischiata. Finanziano il suo Centro proprio per questo. Da alcuni anni i grossi colossi farmaceutici, hanno capito che il futuro saranno le antiche, secolari ricette mediche che oggi, merito la superveloce informazione che corre sul Web, diventano patrimonio universale. Rimanere gli unici possibili produttori di integratori alimentari, mecicinali omeopatici, e sopratutto di composti ayurvedici, è la vera sfida del nuovo millennio. Chi come me assiste in prima linea a questa guerra non tanto sotteranea, tanto a carattere nazionale, ma sopratutto a carattere Europeo (la Bayer come multinazionale può esercitare appieno la sua pressione in ambito internazionale), sa che siamo solo agli inizi. Quello che si spera è che i gruppi farmaceutici minori, riescano a non uscirne stritolati, in modo da impedire che alcuni medicinali naturali, da sempre di bassissimo costo e di secolare comprovata utilità senza alcun effetto collaterale, non diventino brevetto esclusivo di qualcuno, che ovviamente rivenderà [vedi caso Di Bella] a prezzi stellari.
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anonimo - 16/12/2007 - 23:06

Che bomba!
Se è vero quello che apprendo dall'intervento precedente, ciò sarebbe molto grave. Mi dispiacerebbe molto per Firenzuoli che conosco da anni impegnato nello studio della fitoterapia. Spero sinceramente che non sia vero e che la sua indipendenza di medico e ricercatore non sia compromessa così seriamente come afferma questo signore. Seppur sull'Essiac ritengo sia stato molto poco accurato e preciso - e da qui la mia critica - apprezzo la sua passione come medico e studioso nel campo della fitologia. Tanti auguri Dott. Firenzuoli, LG
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anonimo - 17/12/2007 - 00:48

x Patrizia
Sono d'accordo a chiudere la discussione, tanto se si continua a non voler prendere in considerazione il link dove si mostra che sono più gli studi a favore (incluso quello citato solo parzialmente nel comunicato) che a sfavore dell'Essiac... Delle esperienze dirette ampiamente positive ho raccontato e naturalmente sarei molto contento se si facesse davvero uno studio clinico serio, come auspica anche il CRN nella sua nota. La tisana lo merita, credetemi. Ciao, LG
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anonimo - 17/12/2007 - 03:46

mi sembra che si sia proprio degenerato
Il commento dell'anonimo precedente lascia vedere come sia degenerata una seppur virtuale ma civile discussione "scientifica" su un argomento comunque interessante. Credo che gettare fango e merda su ricercatori del pari di Firenzuoli ed in particolare sulla struttura pubblica che egli rappresenta senza citare prove ma solo le sue chiacchere, e per di più nascondendosi dietro un vile "anonimo", sia questa la conferma che questo tipo di servizio virtuale rischia di diventare campo di battaglia solo di nevrotici, frustrati, pazzi furiosi o derelitti del genere umano. Scriva il nostro anonimo se ha le palle alla ABOCA o alla BAYER, o al Firenzuoli stesso, facendo il suo nome e cognome, scriva quanto non ha avuto il coraggio di scrivere su queste pagine virtuali, chieda un gettone di presenza per sè, perchè comunque ha fatto loro pubblicità gratuita. Vedrà che lo ricompenseranno, già per questo santo natale. E comunque trovo veramente gravissima questa degenerazione, e per quanto mi riguarda non visiterò più questo spazio, che ripeto era pure interessante. Patrizia.
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anonimo - 17/12/2007 - 11:17

Anonimo e multinazionali
Comprendo il risentimento di Patrizia, ma purtroppo quanto detto dall'anonimo è vero: le multinazionali farmaceutiche tentano di accaparrarsi il mercato del naturale per vendere a peso d'oro erbe tradizionalmente usate. E' già successo per diverse di esse in questi ultimi anni. Quindi bisogna che anche ricercatori seri e onesti, come non dubito sia di Firenzuoli, stiano molto vigili e attenti a non prestarsi inconsapevolmente al gioco. Questa mi è sembrata l'essenza del commento. Forse essendo un interno al settore, come dice, non può rivelare il suo nome. Chissà? LG
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anonimo - 18/12/2007 - 17:30

scienza e ideologia
Sono Stefano Scoglio, Direttore del Centro di Ricerche Nutriterapiche (convenzionato con l’Università di Urbino) e autore della Lettera Aperta dl dr. Firenzuoli sulla questione Essiac. Mi permetto di intervenire nel dibattito perché mi pare che la discussione si stia spostando su un piano ideologico generale, invece di entrare nel merito della singola questione. Non mi sembra molto scientifico fondare la propria posizione sulla fiducia cieca in un nome o nell’altro. Dato che si parla tanto di "scientificità", il vero spirito scientifico richiederebbe una disamina critica senza posizioni precostituite. A me non interessa mettere in discussione la credibilità di Firenzuoli, la validità o meno della medicina naturale o della chemioterapia, e altre questioni generali. Io ho letto l'allarme lanciato da Firenzuoli e mi sono adeguatamente informato. Non mi sono limitato a leggere l'abstract dell'articolo citato da Firenzuoli a supporto della presunta cancerogenicità del'Essiac, ho letto tutto l'articolo. E leggendo l'articolo ho trovato che gli autori dello studio in vitro (senza poi riportarlo nell'abstract e nelle conclusioni!) dicono che mentre a bassi dosaggi L'Essiac stimola la replicazione tumorale, a dosaggi più alti la inibisce! Come se si fa ad omettere un dato del genere? Soprattutto come si fa a trarre delle conclusioni univoche da uno studio che ha dato un tale doppio risultato? Vorrei che qualcuno mi spiegasse cosa sarebbe successo se io avessi preso gli altri due studi in vitro (non presi in considerazione da Firenzuoli) che dimostrano che l'Essiac, sia a bassi che a alti dosaggi,blocca la replicazione tumorale, e fossi andato dall'ANSA etc. a dire che l'Essiac cura il tumore, e dunque nell'attesa di compiere ulteriori studi tutti i malati di cancro dovrebbero prenderlo per curarsi? Probabilmente sarei in prigione, eppure questo è esattamente quello che ha fatto Firenzuoli, con l'unica differenza che lui ha utilizzato la metà contraria, anziché quella favorevole, all'Essiac. Anche il secondo studio citato a supporto da Firenzuoli me lo sono letto tutto, e anche qui viene fuori che gli autori non attribuiscono nessuna dannosità all'ESSIAC e riportano invece che quasi tutte le donne che l'hanno utilizzato ne hanno tratto grandi giovamenti. Infine, Firenzuoli dice che non esiste nessuno studio a favore dell'Essiac, mentre oltre a quelli che ho già citato, ne esistono almeno altri 4, che si vanno ad aggiungere ad 80 anni di esperienza senza nessun caso di cancerogenicità riportato. Perché Firenzuoli avrebbe omesso e distorto tutti questi dati? Non lo so, e non mi interessa fare della dietrologia. Magari si tratta solo di un errore di superficialità capitato solo in questa singola occasione. Io chiedo solo che si risponda punto per punto alle mie contestazioni, oppure si ammetta di avere sbagliato, almeno fin quando non ci siano nuovi e più definitivi studi. Perché l’intenzione di svolgere lo studio è commendabile, quello che non va è di diffondere nel modo più ampio giudizi già negativi sulla base di 0.5 studi contrari contro 6.5 studi favorevoli. Va bene il principio di precauzione, ma con questo stesso criterio bisognerebbe vietare, sentite un po’, le noccioline americane!!! Infatti, in uno studio in vitro del 2006 hanno dimostrato di stimolare la proliferazione tumorale!!! Ma nessuno dei ricercatori oncologici si è sognato di fare comunicati stampa sulla pericolosità delle noccioline, perché gli studi in vitro servono più che altro per verificare la plausibilità di una ipotesi di studio da perseguire.
E allora che si faccia pure lo studio proposto da Firenzuoli, ma perché abbia credibilità (dato che gli studi dipendono molto dai parametri e metodi utilizzati) tale studio andrebbe fatto in collaborazione con ricercatori non già eccessivamente espostisi, perché quando uno si espone troppo in una direzione ha sempre troppe motivazioni, anche inconsce, per dimostrare che quella è la direzione giusta. Io ho proposto a Firenzuoli di fare lo studio in collaborazione con il Prof. Canestrari dell'Università di Urbino, che è anche un medico; ma Firenzuoli mi ha risposto che, oltre al fatto che sulle questioni sollevate dal sottoscritto non entra nel merito (chissa perché?), per quanto riguarda lo studio non ha bisogno di collaborazioni perché garantisce lui la correttezza dello stesso. Se applicherà allo studio lo stesso metodo utilizzato fino ad ora (metodo che si fonda, apparentemente, sul leggere gli abstracts e non gli interi articoli), io non mi sento molto garantito. Attendo repliche specifiche e nel merito della mie Lettera Aperta da tutti i fideisti seguaci del dr. Firenzuoli.
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anonimo - 18/12/2007 - 17:44

Risposta al dr. Scoglio
Questa ulteriore precisazione del dr. Scoglio mi sembra importante. Avrei piacere anch'io di sentire una replica puntuale sul tema specifico e non sulla bontà e serietà generica dell'uno o dell'altro ricercatore coinvolti. Cosa ne pensa Patrizia? E' ancora arrabbiata con l'anonimo? Non ne vale la pena. Per me gli anonimi, che dicano cose giuste o sbagliate, lasciano il tempo che trovano... LG
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aitante - 18/12/2007 - 21:52

L'�Anonimo� risponde ...
Cari L.G. e Patrizia, come ha ben intuito L.G. sono un'operatore all'interno del settore e vivo molto da vicino moltissimi restroscena che a volte è stato possibile portare dentro le aule giudiziarie, ma il più delle volte (ahimé!) no. La potenza delle pressioni delle grosse case farmaceutiche, tanto sul fronte legislativo (e non parlo a livello nazionale, ma e sopratutto a livello europeo e transcontinentale) quanto sul fronte economico-politico, fino ad oggi ha dimostrato di essere pressoché inarginabile. Solo un grande sforzo di cooperazione degli operatori minori in concomitanza di una maggiore ed autentica informazione (internet è una spina nel fianco per loro!) potrebbero far ritornare il malato e la sua guarigione al centro di ogni obiettivo, invece che reputarlo un'ottima fonte di profitto. Con questo concludo in quanto mi sono già esposto troppo. - Per "alcuni" che mi hanno letto e mi leggeranno e hanno capito chi sono, dò loro un «arrivederci» nelle aule dei tribunali, perchè ovviamente non mollerò mai.