Ogni blogger che segue, anche distrattamente, la situazione politico-sociale italiana ha sentito e sente un'esigenza, un'insopprimibile voglia di manifestar con le parole il proprio sdegno, la propria rabbia, il proprio stupore contro quegli accadimenti che continuano a martoriare la nostra terra.
Qualsivoglia settore del nostro vivere quotidiano è sommerso da una valanga di problemi, di cose che suscitano critica, avversione, senso di sconfitta e delusione.
Aprire un quotidiano, oggi, vuol dire non soltanto conoscere gli accadimenti del mondo, ma significa in primis "deprimersi", incupirsi per il senso di impotenza dinanzi a questo grande sfacelo.
Quanti articoli, quante parole, quanto inchiostro virtuale sono stati impiegati. Quante volte le nostre dita hanno pigiato quei tasti per rinfrancare la crescente voglia di esserci, di esprimere la nostra opinione...in un momento in cui, forse, i nuovi mezzi permettono di esercitare quel famoso diritto, tutelato o tutelando dalla Costituzione, ma che in realtà non ha mai visto piena espressione.
Tanti sono stati i casi di cronaca o di politica interna che hanno coinvolto la popolazione in un forum generale, in una agorà pronta a ridiscutere i classici canoni della società organizzata. Troppo e troppe volte, affidandosi ai rappresentanti, i cittadini hanno visto deluse le proprie aspettative. A nulla valendo forme di protesta, a volte anche clamorose.
La politica italiana nutre nel proprio seno un cancro che col passar del tempo è divenuto incurabile, incolmabile. E' questo male che attanaglia le forze rappresentative di un intero popolo non rimane circoscritto agli organi di governo, ma si ripercuote inevitabilmente in ogni dove, schiacciando con il proprio peso il singolo, l'individuo, che perde la dignità di cittadino.

Mi chiedo allora. Noi, utenti della rete, che pensiamo o crediamo di avere nelle mani uno strumento di libertà, che riteniamo possibile far arrivare la nostra opinio da una punta all'altra della penisola, noi bloggers cosa stiamo facendo, o meglio cosa possiamo fare per riprendere quella titolarità della democrazia e della sovranità che la Carta Fondamentale ha non assegnato, ma riconosciuto al popolo.
Io purtroppo non ho la soluzione! Non ho - come molti di voi - altro che la coscienza delle brutture cui siamo sottoposti e che subiamo da semplici spettatori. Però ritengo che, se è vero che l'unione fa la forza, insieme si possa trovare un varco, un modo per riappropiarsi di ciò che c'è stato indebitamente tolto! Spero di non sbagliarmi e di essere folgorato da un'idea risolutrice!!
Qualsivoglia settore del nostro vivere quotidiano è sommerso da una valanga di problemi, di cose che suscitano critica, avversione, senso di sconfitta e delusione.
Aprire un quotidiano, oggi, vuol dire non soltanto conoscere gli accadimenti del mondo, ma significa in primis "deprimersi", incupirsi per il senso di impotenza dinanzi a questo grande sfacelo.
Quanti articoli, quante parole, quanto inchiostro virtuale sono stati impiegati. Quante volte le nostre dita hanno pigiato quei tasti per rinfrancare la crescente voglia di esserci, di esprimere la nostra opinione...in un momento in cui, forse, i nuovi mezzi permettono di esercitare quel famoso diritto, tutelato o tutelando dalla Costituzione, ma che in realtà non ha mai visto piena espressione.
Tanti sono stati i casi di cronaca o di politica interna che hanno coinvolto la popolazione in un forum generale, in una agorà pronta a ridiscutere i classici canoni della società organizzata. Troppo e troppe volte, affidandosi ai rappresentanti, i cittadini hanno visto deluse le proprie aspettative. A nulla valendo forme di protesta, a volte anche clamorose.
La politica italiana nutre nel proprio seno un cancro che col passar del tempo è divenuto incurabile, incolmabile. E' questo male che attanaglia le forze rappresentative di un intero popolo non rimane circoscritto agli organi di governo, ma si ripercuote inevitabilmente in ogni dove, schiacciando con il proprio peso il singolo, l'individuo, che perde la dignità di cittadino.

Io purtroppo non ho la soluzione! Non ho - come molti di voi - altro che la coscienza delle brutture cui siamo sottoposti e che subiamo da semplici spettatori. Però ritengo che, se è vero che l'unione fa la forza, insieme si possa trovare un varco, un modo per riappropiarsi di ciò che c'è stato indebitamente tolto! Spero di non sbagliarmi e di essere folgorato da un'idea risolutrice!!


18 commenti:
Condivido "in toto" quello che hai scritto!
Però, anch'io non ho una soluzione.
Noi blogger, come singoli, siamo solo delle gocce e, forse, unendoci (non so come) possiamo fare di più. E' così? ma non ne sono troppo sicuro.
Il senso di impotenza è tanto. Alle volte mi dico che è già tanto sentire la rabbia dentro, che è già tanto documentarsi, parlarne, leggere libri e sentire dentro che tu vorresti delle cose diverse, le vorresti anche cambiare, ma ritorna il senso di impotenza... Poi mi guardo attorno e vedo anche tanta chiusura anche da parte di giovani come me, con poca disponibilità al dialogo e al confronto, o con forme di contestazione eccessive e violente...e ritorna il senso di impotenza! Poi entro nei blog come il tuo e altri che seguo e sento che oltre la contestazione c'è anche la voglia di fare, di ragionare e allora nasce la fiducia che qualcosa si può fare almeno parlarne e confrontarsi anche nei blog. Grazie quindi a te e a blog equilibrati come il tuo!
io raccolgo l'invito d sergio.
mot, sai bene che posizioni ho e cosa penso della politca, anche se preferisco non parlarne nel blog..perchè sarebbe un po pesanntuccio e dispersivo.
preferisco farlo attivamente, ma non è facile purtroppo.
e quando mi sono buttato attivamente in un progetto politico nel mio comune ho sempre sentito puzza di inganno, voglia di potere e di trarre vantaggi personali!...
ci vuole una rivoluzione. e non scherzo. è l'unico mezzo che manderebbe a casa questi ladri mafiosi corrotti
caro M.
bisogna abbandonarsi all'abbandono. Non c'è nulla da salvare nè può essere/ci soluzione alcuna. Dai blog come dai centri di aggregazione virtuale può nascere qualcosa, sì, ma non potrà essere efficace come i mezzi di "dispersione e disperazione di massa" che il potere detiene e controlla. Dalla rete possiamo tentare di cambiare le "regole" del linguaggio e permettere/ci la libertà di dissentire e farlo presente a noi stessi. Le mie sono posizioni forse poco ottimiste ma di fronte lo sfacelo in atto sono la mia unica consolazione
forse il dialogo è il mezzo migliore e ognuno di noi nel suo piccolo può fare qualcosa, non credo sia un pensiero da "illusa", ma di fiducia nelle persone e nelle proprie capacità. Si inizia sempre con un passo, il primo, pur piccolo che sia e comunque nulla va perso, tutto rimane "scritto", ogni azione fatta, ogni parola pronunciata, un segno indelebile che a sua volta segna il destino delle persone. Forse viviamo in un mondo molto poco fiducioso, poco ottimista. Il pensare negativo non credo possa produrre effetti costruttivi, anzi, porta alla chiusura mentale e all'isolamento e visto che si vive tutti su questa terra, abbiamo un enorme responsabilità verso essa e le persone che la abitano.Forse è la responsabilità che fa paura?
vosiamo impotenti, finche siamo singoli che accettano le regole del potere attuale.
Se ci si pone un obiettivo minimmo diverso e ci si aggrega , allora qualcosina si puù cambiare...
PS cosa vuol dire il motto ?
Il problema è questo: i politici sono una "minoranza organizzata". Ora, tutte le minoranze organizzate riescono a tenere in scacco le maggioranze disorganizzate, come la massa, i cittadini.
E anche noi blogger siamo una massa disorganizzata, frantumata. La classe politica è compatta. Finge di litigare su molte questioni, ma poi, nei momenti cruciali, fa quadrato, salva se stessa proprio come "classe".
Parole parole parole ...non le sopporto più!!!
E' un continuo bla-bla-bla di parole,frasi,concetti..il tutto per far "riflettere",chi in pochi minuti passa da qui(come in questo caso) e legge il post e magari ti fa pure complimenti:NON SIAMO RIDICOLI?!
--> Chiara: almeno ci si pone il problema di fare qualcosa per la propria terra...tu hai qualche alternativa illuminante??
-->Sergio: si penso sia così, come dice Romina è che non siamo organizzati!
-->Irene: magari come dice Chiara il bla bla bla non serve a niente, ma prima o poi parlandone potrà uscire fuori qualcosa di costruttivo. La sfiducia ormai non è personale, ma diffusa un pò dappertutto.
-->Mat: "sentito puzza di inganno, voglia di potere e di trarre vantaggi personali"...sono quelle le basi del malcostume italico!
-->Sic: e se però ci arrendiamo in questo modo significa lasciare tutto nelle mani di quei pochi che certo l'interesse comune non fanno!!
-->Viola: vedo che la pensiamo allo stesso modo! Possono sembra solo parole, ma un che di produttivo i nostri discorsi hanno!
--> Nuovomedioevo: benvenuto! Certo...il singolo, per quanto arguto e agguerrito ha poche speranze!
Il motto? Ah! ehehehhehheh!
--> Romina: concordo in pieno in quello che dici!
Dice un proverbio milanese:
bisogna suffriri lu statu prisenti
pri nun aviri lu mali avviniri.
E' vero abbiamo in mano uno strumento, dipende dalla nostra onestà intellettuale farne o meno un esercizio di libertà e civiltà. La soluzione magica non l'ho nemmeno io, però ti propongo di studiare la nostra storia di italiani e siciliani. Studiarla bene e senza pregiudizi( cosa difficilissima) e cominciare da lì, almeno dal congresso di Vienna in poi a riconsiderare la nazione in cui viviamo. Io credo che avremmo qualche sorpresa e non è detto sia piacevole.
Ci provo con molta umiltà:
1) cmq continuare a denunciare ed informare: non sai quante volte mi sono trovato scritto nei commenti che non erano a conoscenza di quella notizia.
2) Fare tam tam per iniziative o cose che vogliamo fermare. Questo funziona può funzionare. Ora è un po' fermo ma esiste un blog i "bloggers for burma" che è costituito da me ed altri 15 bloggers che in rete fecero in contemporanea un messaggio unificato contro il regime Birmano ciascuno postando a modo suo u pensiero. E da li nacque il blog unitario. D'altronde come girano certe iniziative come quella di Comicomix o i meme, possono girare anche notizie e denunce importanti.
3) questa non è una soluzione ma è cmq importante ricordarsi che se noi smettiamo in libertà di scrivere, persone che ci leggono e da noi traggono informazioni e forza per resistere perchè si sentono unite al nostro disagio, resterebbero sole. E questo vale anche per me che ho un blog ma leggo avidamente tutti i blog e mi sentirei più solo e meno forte senza la vostra presenza.
La nostra forza è che ciascuno di noi può sensibilizzare i propri lettori. Noi non siamo solo bloggers che leggono altri bloggers ma siamo letti anche da persone che non apriranno mai un blog e vogliono da internet, da NOI avere quelle informazioni e quelle denunce che altri sui giornali e soprattutto in TV non hanno la forza e la possibilità di fare-
Quindi il tam tam è un'arma ma anche essere tanti blog con tanti lettori e tutti impegnati socialmente è una forza perchè ciascun lettore a sua volta esprimerà certe sue idee magari al vicino di casa il quale a sua volta le dirà all'amico ecc....
O magari no, ma fino a quando questa possibilità esiste, andiamo avanti, magari a volte con un po' di scoramento, ma senza fermarci mai perchè il nemico non si ferma ad attenderci...
Con amicizia
Daniele
Secondo me ti fa gia onore il fatto che ne parli e che senti che la cosa è deprimente.....siamo tutti impotenti, sfiduciati e pessimisti verso il futuro
>Moticanus: concordo con te/voi che arrendersi è la strada meno praticata e quindi la più "vile", ma bisogna a mio avviso affrontare realisticamente l'ignoranza di chi prende decisione per noi. Noi diamo mandato a questi ignoranti e da ignoranti ne subiamo ogni tipo di sevizie. Prenderne le distanza non basta, scandalizzarci non basta, denunciare, odio ripetermi, non basta. Quindi come fare? Dimenticarci prima di tutto di noi. Oblio di me, oblio di noi. Liberarci dalla "libertà". Mi attirerò molte critiche, ma penso questo. Finire di essere cittadini, contribuenti e diventare individui e viverne la costastante contraddizione. "L'uomo merita tutto quello che subisce". E gli piace pure!
Con affetto.
Azz che domanda!Si,sto cercando di "agire" e lo faccio principalmente per sensibilizzare me stessa ai problemi riguardanti l'intero mondo sociale e dopo magari sensibilizzo gli altri!!!
Non trovi sia già illuminante,fare qualcosa alla mia età?
Gli abitanti di questo blog se pur numerosi, ben poca cosa sono. Non ci è riuscito Grillo!! La speranza è che una gran parte degli abitanti della sponda opposta, possa essere illuminata(miracolo) e uscire dal buio della falsa informazione da cui sono quotidianamente percossi dai loro Media in cui credono, e finalmente vedere le tutte falsità cui sono stati sottoposti dal 1994 a oggi.
mi associo a daniele,continuiamo a parlare,esprimerci,sensibilizzare,sperando che qualcosa arrivi.questo sul web.e nella vita al di fuori di qui,lo stesso.impariamo a nn fregarcene,a nn dire"tanto,niente cambia".nn è vero che niente cambia,magari ci vuole tempo,fegato gonfio e battaglie perdute,ma qualcosa si smuoverà.almeno,vale la pena provarci.ci vuole coscienza dei propri diritti.
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