Nov 27 2007
Francia, account Web sospeso
| I navigatori Web francesi che scaricano film e musica illegalmente rischiano di vedersi revocare l’accesso a Internet a causa di una nuova strategia anti-pirateria. Il patto a tre fra provider Internet, governo e proprietari dei diritti musicali e cinematografici è una manna per l’industria discografica. |

| I navigatori Web francesi che scaricano film e musica illegalmente rischiano di vedersi revocare l’accesso a Internet a causa di una nuova strategia anti-pirateria.
Il patto a tre fra provider Internet, governo e proprietari dei diritti musicali e cinematografici è una manna per l’industria discografica, che ha spesso invocato misure del genere per fermare i download illegali che fanno calare le vendite. Secondo l’accordo — elaborato da una commissione capeggiata dal direttore generale di Fnac, uno dei più grandi rivenditori francesi di musica e film — i provider manderanno messaggi di allerta agli utenti che scaricano file illegalmente. Se gli utenti li ignoreranno, i loro account di accesso potrebbero essere chiusi o sospesi. “Corriamo il rischio di essere testimoni di una massiccia distruzione della cultura”, ha dichiarato il presidente francese Nicolas Sarkozy in un discorso di sostegno alla misura. “Internet non deve diventare un Far West high-tech, una zona senza regole dove i fuorilegge possono saccheggiare o peggio trafficare i prodotti nella più totale impunità. E a spese di chi? Degli artisti”, ha aggiunto. Sarà costituita un’autorità indipendente incaricata di decidere quando mandare i “messaggi elettronici di avviso”, e il suo operato sarà supervisionato da un giudice. Il provvedimento crea anche obblighi per le compagnie musicali e cinematografiche, che devono impegnarsi a rendere i prodotti disponibili online più velocemente e rimuovere le barriere tecniche che rendono ad esempio le canzoni non riproducibili su alcune piattaforme. Per l’industria discografica “questa è l’iniziativa più importante mai presa per vincere la guerra contro la pirateria online”, ha commentato John Kennedy, capo dell’ International Federation of the Phonographic Industry (Ifpi), l’ente preposto alla salvaguardia degli interessi delle maggiori etichette discografiche. Fonte:Gazzettadelsud.it |
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