Sulla parete interna di quel cunicolo dove sono precipitati, ci sarebbero i segni delle unghie. Un tentativo disperato per· recuperare la vetta da cui erano appena precipitati. Da laggiù le loro richieste di aiuto sono rimaste inascoltate per uno o due giorni: a quella profondità non si sentivano le urla di disperazione.
Così la difesa di Filippo Pappalardi, padre di Ciccio e Tore ricostruisce le ultime ore di vita dei fratellini nel pozzo degli orrori a Gravina, in Puglia. Per l'avvocato Angela A1iani, difensore di Filippo Pappalardi sarebbe caduto accidentalmente per primo. Il più grande dei fratellini si è procurato così una frattura della gamba sinistra. Frattura confermata anche dai medici legali della Procura. A quel punto Salvatore avrebbe tentato di aiutare il fratello maggiore. Il fatto che Francesco non avesse la t-shirt proverebbe la morte per assideramento (nella cisterna la temperatura era di 7 gradi) che fa sentire al soggetto la sensazione opposta. Ieri, sono state la mamma e la matrigna dei due ragazzini a riconoscere le due salme scarnificate mentre l'avvocato di Filippo Pappalardi in Procura depositava l'istania di scarcerazione per il suo assistito.
«Ma il pm - ha detto Aliani - ritiene ancora colpevole il mio assistito». Il papà dal carcere ha detto che «se c'è un Dio scopriranno la verità». Per la Procura di Bari, il quadro indiziario nei suoi confronti (è accusato di duplice omicidio e occultamento di cadaveri) resta invariato. E sulle unghiate, i medici legali della Procura, precisano: «qualche segno trovato è una '!ditata", cioè un dito che, inumidito, forse sanguinante, striscia sul muro».
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