Quando si parla di Italia, si parla di creatività.
Di fantasia. Della capacità di immaginare una visione diversa del futuro.
Sono doti innate degli italiani. Purtroppo, non coltivate da un Sistema Paese distratto ed incapace.
La creatività italiana applicata al settore delle fonti rinnovabili si chiama Kite Gen, un progetto che coinvolge una squadra ormai nutrita di ricercatori condotta da Massimo Ippolito, autore del concetto originale, Mario Milanese, professore di automatica e informatica al Politecnico di Torino e Franco Taddei, docente e esperto di ingegneria meccanica.
Non è la prima volta che su Blogosfere si scrive a proposito del Progetto Kite Gen.
Il concetto alla base del Progetto Kite Gen è la creazione di una Centrale Elettrica nuova, che produca energia elettrica da fonte rinnovabile a costi inferiori a quelli ottenuti, impiegando combustibili fossili.
La fonte rinnovabile in questione è il vento in quota (800/ 1.000 metri).
Una fonte disponibile, continua e pulita.
Il Progetto Kite Gen prevede la realizzazione di macchine leggere e dinamiche. Niente torri eoliche tradizionali. Sono pesanti e statiche.
In aria, batterie di grandi profili alari, semirigidi, controllati e gestiti elettronicamente via sensori grazie all'utilizzo di un software, hanno il compito di catturare l'energia eolica.
A terra, i macchinari pesanti, dotati delle strutture necessarie al controllo dei profili alari, provvedono a generare l'energia elettrica.
Tra cielo e terra, i cavi, da un lato, trasferiscono a terra l'energia catturata in quota per la conversione in elettricità, e dall'altro trasmettono ai profili i comandi impartiti da terra, imprimendo la direzione e l'angolo al vento.
Il risultato è una torre eolica più leggera ed economica rispetto al modello tradizionale.
Semplice e, per ciò stesso, geniale.
Ma, nel contempo, terribilmente complicato da realizzare. Soprattutto in un paese come il nostro.
Fin qui, il Progetto.
E la realizzazione pratica?
Ad agosto 2006 è stata condotta con successo la sperimentazione a bassa quota di un primo prototipo del Kite Gen. Si tratta di un prototipo mobile, montato su un camion.
Un anno dopo, nel settembre 2007, presso l'aeroporto di Casale Monferrato, è stato sperimentato un generatore mobile. L'unità impiegata, un perfezionamento del primo prototipo, denominata KSU1, ha utilizzato un profilo alare di potenza che ha volato a circa 800 metri con controlli automatici e autorizzazione da parte delle autorità civili e militari dell'aviazione.
E le prospettive future?
Vi invito a leggere domani la lunga intervista che mi ha gentilmente concesso Mario Càllisto, Amministratore Delegato di Kite Gen Research Srl, la società che si occupa dello sviluppo e della gestione del progetto.
Qui, invece, trovate una serie di approfondimenti relativi al Kite Gen: potete leggere il sito ufficiale del progetto, dotato di FAQ e con gli articoli scientifici ad oggi pubblicati (in Inglese).
Questo, invece, è il video relativo alla sperimentazione del KSU1.
Ciao.
A presto.
Si ringrazia (anche per l'immagine):







1. roberto, Lunedì 21 Aprile 2008 ore 14:38
Complimenti Mario, hai sintetizzato perfettamente il progetto kitegen e anche la grande forza innovativa di chi ci sta lavorando. Non vedo l'ora di leggere l'intervista, questo è un momento delicato perchè le armate nucleariste stanno affilando i coltelli dopo il cambio di governo.
Intanto ho letto che negli stati uniti sono lanciatissimi con l'eolico e con il solare termodinamico (a proposito, chissà se in italia il progetto rubbia andrà avanti...), non per motivo ecologici ma perchè sta diventando economicamente vantaggioso. SAaluuti a tutti, roberto
2. Mario Delfino, Lunedì 21 Aprile 2008 ore 23:37
Grazie a te per tutto.
La conversazione con Mario Càllisto è stata davvero interessante e stimolante.
E’ solo questione di tempo la convenienza economica della produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile rispetto alle fonti tradizionali.
Il problema è che, ovviamente, sono in gioco interessi enormi.
Grazie ancora e…a domani, mi raccomando :-)
Ciao
Mario
3. FABRETTO MARIO, Mercoledì 23 Aprile 2008 ore 18:42
Mi chiedo quanto tempo ci vorrà per vedere funzionare un generatore Kitegen di potenza almeno di 100Mwatt e quindi il successivo passaggio alla produzione su scala industriale:
So che mancano i finanziamenti adeguati, ma ipotizzando di trovarli, quanti anni dovranno ancora passare per giungere a quel traguardo ?
C iao a tutti Mario
4. Mario Delfino, Giovedì 24 Aprile 2008 ore 12:04
Non è facile rispondere a questa domanda: occorrono, come hai detto giustamente tu, finanziamenti adeguati. E non solo. Si tratta di risolvere tutti i problemi che sono connessi alla realizzazione pratica di una idea semplice ma geniale.
In ogni caso, sarà necessario un numero di anni sicuramente inferiore rispetto a quelli che occorrono per la costruzione di una centrale di pari dimensione alimentata da fonti non alternative (un esempio? Il nucleare).
Ciao
Mario