La settimana #1 Divieto di svolta a sinistra
By: paz83
tags: Berlusconi, governo, intercettazioni, micromega, pd, pdl, Politica
Category: Politica
Lo andavo dicendo in giro, era poco prima delle elezioni, anzi, era molto prima delle elezioni.
Andavo dicendo, che da lì a breve, ci sarebbe toccata una supercazzola, con svolta a destra, come se fosse antani, peccato che questa volta fosse Veltroni.
Non c’era da andare in giro pronosticando la fine del mondo, solo l’avvento di una possibile tragedia. Intima, e che avrebbe toccato il cuore, quanto meno, nel momento, di noi che a sinistra in teoria dovevamo votare. Non vi fu nemmeno la possibilità di allestire il circo equestre delle illusioni. Un vero peccato, avrebbero dato mordente, quanto meno spinta. È stata una settimana passata leggendo quel che i giornali, quanto meno quelli di nostra lettura sinistroide, riportavano. Con un occhio alla tv e un orecchio alla radio, nell’inossidabile caldo aleggiava nell’aria solo un mantra, il solito da qualche mese a questa parte: Intercettazioni. Che poi nel palustre mondo mediatico italiano, nello specifico quello della sinistrorsa stampa, non se ne evinceva nel concreto un evidente reato tra quegli scritti, però si poteva arguire una mala sanità profonda, quasi fosse un’odorama a deliziarci l’olfatto col cadavere che non si svela, ma si può intuire. Le mosche, quelle, sulla merda arrivano sempre, prima dei giornalisti. Insomma, c’era l’ipotesi, c’era la puzza, ma quel capello che poi nell’effettivo riscontro di ogni buon investigatore svela il misfatto nella sua completezza non si trovava e non si trova. Le mosche sanno far razzia di ogni prova prelibata, come feci appena calde.
Così, anche questa settimana, tra una intercettazione e l’altra, tra un pelo di parlamentare femminea e una chiavata di Bossi possiamo dire che si, Berlusconi c’è, ancora. E mentre butto giù queste righe a Roma, in Piazza Navona sta per andare in scena la manifestazione promossa da MicroMega a favore della Giustizia. Peccato, davvero peccato che anche da questa parte ci sia a farla da padrone un comico che non sa mai quando è il momento di tacere. Se l’Italia è uno spettacolo di cabaret è anche colpa degli italiani che si ostinano a comprare il biglietto.
