Cerca
Blogosfere
Mag 0823

La sveglia di Sibilla Manacu

Pubblicato da Camilla Cannarsa alle 10:05 in Il racconto del venerdì


Sibilla Manacu mi ha nviato una sveglia...

Leggete un po' e ditemi cosa ne pensate. E ricordate di inviare i vostri racconti a camillacannarsa[at]blogosfere.it 

 

La sveglia

 

Nel torpore del sonno profondo- fase rem, come dicono gli esperti- sento uno squillo lontano: tininininì, tininininì, tininininì. Sembra la sveglia ma non é possibile, penso. Il mio orologio biologico mi dice che non é ancora ora di alzarsi. Non che il mio orologio sia infallibile, intendiamoci. Niente da fare, i miei campanellini d’allarme e i miei biorologi non hanno mai funzionato alla perfezione. Peró sarei pronta a giurare che non sono neanche le 6.00.

 

 

Lo squillo si interrompe. Forse sognavo. Meno male. Peró a  me pare di risentirlo.Insomma sogno o son desta? Son desta (più o meno) e accidenti sì, é proprio la sveglia. Mi tolgo un tappo e guardo il quadrante luminoso: le 4.40. Lo sapevo. E allora perché questa stupida suona? Al mio fianco un movimento elefantiaco mi scuote dal torpore meditativo. Meglio controllare che abbia regolato la sveglia sull’ora giusta. Si, è giusta. E allora? Allora niente, un errore della sveglia, non mio. La rimetto a posto, mi rimetto il tappo e mi riaccascio fiduciosa.

 

Ho i tappi, sì, gialli e grassocci cuscinetti che mi spuntano dalle orecchie ovattate. All’ora di andare a dormire (si fa per dire) sembro un elfo dall’aria idiotica perché non sento niente. Metto i tappi perché lui russa. Bella novitá: il 50% delle coppie soffre di nevrosi perché uno dei due – generalmente lui- russa sonoramente. Ma il mio é un caso da manuale. Tipo russare poderoso, altrimenti conosciuto come genere vulcanico che trafigge i timpani e  martella ritmicamente il cervello. Il mio è attualmente da rottamare.

 

 

Negli anni le ho provate tutte: ho dormito (male) sul divano con le gambe penzoloni o rattrappite per mancanza di spazio. Ho dormito (malissimo) nel letto degli ospiti (poveracci, col senno di poi) su materassino cm 10 svegliandomi con un mal di schiena da fisioterapia d’emergenza. Ho preso tisane e tisanine. Ho setacciato gli scaffali delle farmacie alla ricerca dell’elisir di lungo sonno. Ho trascorso notti insonni schioccando baci all’aria e al buio, girandomi e rigirandomi senza sosta e senza, ahimé, speranza. Poi, un giorno, isterica ma ancora lucida, sono passata all’attacco. Gli ho comprato dei cerottini per l’ossigenazione da applicare sul naso durante la notte. Secondo le istruzioni i canali di respirazione si sarebbero magicamente aperti favorendo un miglioramento della respirazione e una conseguente riduzione dello spalancamento fauci (causa principale, pare, dello spiacevole concerto notturno). Lui non avrebbe russato e io avrei dormito sognando di dormire. Teoria illusoria e istruzioni  asettiche e impersonali.Il rimedio del secolo, nella realtà, é durato esattamente 25 minuti poi via cerottino -macchescherzi, mi sono svegliato iperossigenato, questi cerotti se li mettono i calciatori quando corrono, io non devo correre , devo dormire- Ah, e io no invece?

 

 

Sono sul punto di riaddormentarmi quando mi sembra di sentire di nuovo lo squillo. Mi sembra, certo, perché é vero che sono uscita dalla fase rem e per stanotte non ho speranze di ritornarci, ma sono comunque in stato semi-dormiente e i tappi attutiscono il suono. Mi ritolgo il tappo - macheffai? - tuona il vulcano al mio fianco, quasi quasi i tappi me li metto anche di giorno, sai che pace? - perché suona? A che ora l’hai messa? Ma hai ricontrollato? Ma spegnila no? - Nel momento del bisogno lui é sempre premuroso, di grande sostegno e munifico nell’elargire consigli preziosi.

 

Santa pazienza e ricontrolliamo.  Niente di strano, tranne chiaramente il fatto che suoni senza motivo. D’altra parte , io di meccanica di sveglie non ne capisco niente. Vabbé la spengo, ma poi domani come faccio ad alzarmi alle 6.45 visto che le mie 10 ore di beauty sleep sono ormai andate a quel paese? Il cellulare. Un amico nella notte, almeno lui. Mi alzo e vado in cucina dove l’ho lasciato. Fuori la tempesta pronosticata imperversa, ci mancavano solo la pioggia trasversale e il vento a 150km all’ora. Domani sarà proprio una giornatina coi fiocchi. Con il fischio minaccioso del vento in sottofondo, riaccendo il cellulare, seleziono la funzione sveglia, digito 6.45 .  Ecco, fatto. Problema risolto.Buonanotte. Ariletto, aritappo, ariaccascio.

 

 

Il movimento sussultorio al mio fianco arriva proprio mentre sto accarezzando l’idea di  farmi un paio d’ore di sonno profondo protetta dai tappi. Come non detto. Quando non russa, si agita. Non sia mai che io mi rilassi un attimo. Nel bene e nel male si condivide tutto, no? Quindi, io sveglio tu pure. Par condicio, mi pare che si chiami. Rifletto (tanto qui di dormire non se ne parla) sul perché il mio campanellino d’allarme sia rimasto pietosamente silente nei momenti del bisogno. Un episodio, in particolare, mi convince che forse, tutto sommato io soffro di una grave deficienza da campanellino. All’inizio di questa travagliata relazione, l’amato ed io guardavamo insieme la televisione. Guardavamo, si fa per dire, perché come é poi é regolarmente accaduto negli anni a seguire, dopo 5 minuti lui ronfa sonoramente e io guardo i programmi con i sottotitoli perché, per ovvi motivi, non sento.

Ma allora, giovane di belle speranze e con un grande amore davanti, allo scoccare del ronfo ruggente mi avvicinai delicatamente all’orecchio dell’amato e sussurai - tesoro? Stai giá russando- e sorrisi amabile in attesa dello scusa, amore ma veramente? non me ne ero accorto, mi dispiace. Ti ho disturbata? . E invece mi arrivó un fragoroso - machecavolovuoi! Non lo vedi che sto dormendo? Checavolomisvegliafare, che ci posso fare se russo! Ecchepalle!-

Campanellinooooo????

 

 

Sarà autosuggestione ma in quel della riflessione  sento il suono ovattato di un campanello.  Sará il mio? Finalmente desto? Allora c’è  e funziona! - Machecavolofailavuoispegnerestámaledettasvegliaono? –

Sveglia? Che sveglia? Ma se l’ho spenta! - Non é possibile - dice (pressocché sempre) lui - non senti che continua a suonare? Lavuoispegnereee che devo dormire?? - Lui. Io invece non devo, cioè posso anche non dormire. Il suo sonno è un diritto, il mio una remota possibilità.

Comunque effettivamente non gli posso dare tutti i torti: non é possibile. Sono strasicura di averla spenta. Ho anche regolato la sveglia sul telefonino, no? Me lo ricordo benissimo. E’ anche vero che sin dagli albori di questa relazione vulcanica, mi succede spessissimo di dubitare delle mie convinzioni e dei miei ricordi, peró a me sembra proprio che tutte queste cose le abbia fatte veramente. Va bene, ricontrollo.  E verifico, con certo sollievo, che non sono pazza (non ancora), la sveglia é inconfondibilmente spenta. Com’é possibile allora che suoni? Forse si é rotto il dispositivo di allarme e adesso suona ogni minuto irrispettosa della levetta on e off?

 

 

Sarà  possibile? Per me che, come ho detto, di meccanica sveglistica non ne capisco un accidenti, sí, decido, é possibile. Allora resta una sola cosa da fare. Anche un’ignorante in svegliologia come me sa che la pila é l’anima di una sveglia. Cosí tolgo la pila, al buio. Non voglia mai che il sonno dei giusti venga disturbato. Sistemo, sempre al buio, i vari pezzi:  telefonino, sveglia, pila sul comodino e poi  mi riaccascio cum fidis tappis. Ore 5.30. Ore di sonno possibili rimaste 1 ora e 15 minuti. Fiducia: zero. Capacitá di previsione degli eventi futuri: 10. E infatti,  per quanto assurdo e quasi soprannaturale possa sembrare, il suono svegliesco riprende: tininininí, tininininí, tininininí. Sono sicura che la notte e la stanchezza non aiutino a ragionare. Lo sbraitare al mio fianco nemmeno- Machecavolooo!! Ma perché non la spegni stá sveglia?- Riecco l’invito a spegnere la sveglia spenta e senza pila. Possibile che non gli venga neanche in mente che tutto questo potrebbe non dipendere dalla mia incapacitá di spegnere una sveglia?

-Ho tolto la pila – dico - come hai tolto la pila?-  bofonchia - non é possibile - tanto per cambiare-  sei sicura? -Eccola, mi mancava l’altra dubitativa d’obbligo.

Una vita scandita dal “sei sicura?” porterebbe chiunque al manicomio. Io sono riuscita a fare il callo anche a questo. Chissá perché poi.

 -Hai comprato il latte biologico da 1 litro e mezzo?-

- no, non c’era –

-sei sicura? la settimana scorsa c’era. Io l’ho trovato la settimana scorsa. Ma sei andata al negozio giusto? Avrai sbagliato negozio - .

 

 

-Hai telefonato a Piergiorgio? –

- si ma non c’era-

- Sei sicura? Ma hai fatto il numero giusto? Chi ti ha risposto? Sei sicura che hai capito bene?-

 

- Hai preso tu i miei occhiali? –

- no-

- sei sicura? Ma se erano qua, me lo ricordo benissimo. Sei sicura che non li hai presi tu?  Non é possibile, scusa. Qua siamo solo io e te. Io non li ho presi. Quindi....-  logica ferrea - Magari non ti ricordi-.

 

- Ma, e il dentifricio?-

- é finito –

-sei sicura? L’ho visto tre giorni fa. Chi l’ha finito? Io no, sono sicuro. L’ho visto. Me lo ricordo benissimo. Sei sicura che é finito? Non l’avrai buttato senza accorgertene?-

 

E cosí all’infinito. La comunicazione quotidiana verte sull’accertamento delle mie capacitá visive, auditive e motorie. Per il resto, un rapporto di cieca fiducia . Tanto che ora anche io mi domando continuamente se quello che ho visto l’ho visto veramente, quello che ho detto non l’ho solo pensato e  quello che ho sentito é stato effettivamente detto. Una specie di nevrosi dubitativa galoppante, per capirci.

 

Questa volta peró sono quasi sicura ( lungi da me l’assoluta certezza ) e dopo anni di vita vissuta con un inquisitore degno solo di Torquemada passo all’attacco. Accendo la luce e gli metto la pila davanti al naso sibilando: - eccola qua la pila. L’ho tolta. LA VEDI ??? - Poi per confermare la mia sicumera, mi alzo, vado nello studio e soffoco la sveglia sotto un cuscino. Perché, vediamo, sono veramente sicura? E se le pile sono due e io ne ho tolta una sola ? E se la pila che ho brandito non è quella della sveglia? Vuoi vedere che c’era un’altra pila sul comodino e io ho preso quella? E se nell’accendi-spegni-riaccendi, la sveglia, alla fine non l’ho più spenta?  Maledizione. Ci sono ricascata. Dannato Torquemada.

 

 

Con un inizio di nevrosi multipla, torno a letto. Spengo la luvce, mi rimetto i tappi e penso a come sarebbe bello dormire dieci ore filate, senza tappi, sveglie e vulcani roboanti. Ma il destino mi è avverso e la sveglia torna all’attacco e inspiegabilmente, incredibilmente,  inammisibilmente RISUONA. E questa volta proprio NON È POSSIBILEEE! Ma se l’ho uccisa. L’ho soffocata con le mie mani ed essa giace ora senz’anima sulla scrivania nello studio, a tre camere più ingresso di distanza . Quale altra maledizione si è abbattuta sui miei sonni già dannati? Perchè proprio io? Quali peccati ho commesso per meritare cotanta crudeltà?

Ecco, lo sapevo. Sindrome dubitativa in fase crescente: la sveglia suona inspiegabilmente e io cerco la soluzione nell’analisi delle mie innumerevli colpe. Ma dove s’è visto mai.

Insomma, qui è arrivato il momento di ragionare seriamente. Anche perchè sono le sei e trenta e bye, bye dreams. Riaccendo la luce, mi tolgo entrambi i tappi e mi dispongo all’attesa. Non può essere la sveglia.

 

Andiamo..è elementare. Deve essere qualche altro stupido congegno elettronico. Chessoio, uno dei computer portatili, uno dei suoi 50 telefonini nuovi ultimo modello di cui ancora non conosciamo tutte le funzioni, il televisore, il forno programmato per errore.

-          E ora checavolo fai? Ma la vuoi spegnere questa luce? Ma sono le sei..ma io non capisco, guarda... veramente-

Certo, io notoriamente, nel bel mezzo della notte, a un certo punto sempre accendo la luce. Così, per puro divertimento. Un diversivo alla monotonia del sonno ecco. Sono anche famosa per  accendere e spegnere telefonini e sveglie alle ore più strane, per la sadica abitudine di soffocarle periodicamente (le sveglie) e per giocare a “ chi ha tolto la pila?” tra un pisolino notturno e un altro. Purtroppo, a pagare per queste follie sono i giusti , ma che ci vogliamo fare. A ognuno la sua croce. A LUI è capitata la pazza con la sindrome da iperattività notturna. A me il santo con la pazienza di Giobbe e la saggezza di Mosè. Un evidente contrasto che fa di me una donna molto fortunata che non ha nessun motivo di lamentarsi. Neanche la mattina dopo l’ennesima notte insonne visto che Giobbe-Mosè, da anni immancabilmente  saluta il nuovo giorno con la storica, improbabilissima  frase di “mi sento stanchissimo, stanotte non ho dormito proprio” . A volte mi chiedo se non mi prenda clamorosamente per i fondelli.

 

 

Luce accesa, orecchie tese, corpo proteso, tappi in mano, attendo un segnale che mi illumini. Confido nel forno. Altre volte il timer è scattato senza motivo apparente. Se si esclude quello di mantenermi in esercizio, chiaro. Capirai, la sindrome da iperattività notturna va alimentata (alle altre ci pensa lui). Ieri il timer schizofrenico, oggi la sveglia nevrotica, domani chissà quale altra machiavellica trovata. Mi riconcentro e all’improvviso lo sento. Chiaro, netto, distinto. Così vicino eppure così lontano. Come questo rapporto. Il suono si interrompe ma ho fede. Infatti non devo aspettare molto. Ricomincia. Arriva distinto, chiaro e nitido. Questa volta è un suono vicino, inconfondibile e proviene da un angolo della camera da letto. Più precisamente dall’angolo del comodino della mia ignara e più riposata metà. La SUA sveglia superdigitale con tanto di funzione meteo incorporata ripete incessantemente tinnininì, tinnininì,  tinnininì.

 

Trackback

Indirizzo di Trackback per questo post:
http://blog.blogosfere.it/mte/mt-tb.php?tb_id=118640

Commenti

1. Marco, Venerdì 23 Maggio 2008 ore 11:13

Mi è piaciuto molto, complimenti.

2. Lorenza, Venerdì 23 Maggio 2008 ore 11:47

Delizioso, ironico e molto, (pur)troppo realistico. Peccato che finisca. Lo stile è elegante e stupisce un uso così semplice e impeccabile della (oscura e piena di trabocchetti) lingua italiana. In conclusione: ho riso come una matta. Grazie Sibilla!

3. Sibilla, Venerdì 23 Maggio 2008 ore 14:03

@Marco: grazie. Mi fa piacere avere il punto di vista maschile, favorevole per di piu'!

@Lorenza: troppo buona. Grazie a te.

4. Annamaria, Domenica 25 Maggio 2008 ore 18:22

Mi ricorda tanto me stessa che da anni tenta di avere un sonno normale. Secondo me il racconto è ripetitivo e con meno profluvio di parole riascoltate, sarebbe stato più piacevole. L'essere prolissi non è sempre positivo. La mia non vuole essere una critica, ma solo un suggerimento personale.

 

5. Adel, Domenica 25 Maggio 2008 ore 18:49

Interessante commento Annamaria. Mi chiedo pero' se la ripetizione non sia voluta. Ho la sensazione che da un punto di vista tecnico serva a introdurre le parti di ricordo e riflessione della protagonista e da un punto di vista piu' strategico forse ad accentuare la curiosita' del finale?  

6. Aurora, Domenica 25 Maggio 2008 ore 20:59

A me veramente non e' sembrato ripetitivo. Anzi ho vissuto momento per momento tutte le fasi della nottatona!

7. lsm, Lunedì 26 Maggio 2008 ore 10:44

Simpatico e ben scritto.

8. debora q, Lunedì 26 Maggio 2008 ore 12:20

Mi e' piaciuto molto e ha un ritmo quasi perfetto. A tratti il linguaggio, che e' molto personale e ironico, richiederebbe un pizzico di imbrigliamento, giusto un pizzico per non lasciare che prenda il sopravvento sulla narrazione, ma lo scandire delle ore insonni usato come metafora per questa relazione cosi' vicina eppure cosi' lontana e' un ' idea bellissima. E la menzione di Torquemada poi mi ha fatto ridere proprio! Vivace, ben strutturato, necessariamente ripetitivo per scandire la travagliata notte insonne e per nulla noioso, anzi tutt'altro...

9. Francesco, Lunedì 26 Maggio 2008 ore 18:15

Ottimo racconto, bello stile e grande ironia. Complimenti davvero

10. Sibilla, Martedì 27 Maggio 2008 ore 09:51

Onorata, ringrazio tutti infinitamente per l'apprezzamento e per gli utilissimi commenti.

Scrivi un commento

:

:

:

(facoltativo):

Attendere la pubblicazione del commento
Profilo
Foto & Video
Post più letti
Ultimi commenti
Archivi

Mappa del blog

Tag
Newsletter
Logo Blogosfere
Cronaca e Attualità
Cultura
Economia e Finanza
High Tech
Politica e Società
Scienza e Salute
Spettacoli
Sport e Motori
Style e Fashion
Tempo libero

Speciali
In cerca d'autore
Blogoteca
Business Blog
Ultime di Cultura
Ultime da Blogosfere
Link utili
Partner
Partner tecnici
  • Logo SixApart
  • Logo MySyndicaat