La violenza nelle famiglie.
Ci sono notizie che a volte ti sembrano semplicemente provocazioni e ti colpiscono al pari di un pugno nello stomaco.
Notizie che ti paiono insensate, lontane dalla tua ragione, dalla tua vita, dalla tua mente.
Notizie che in fondo sembrano "impossibili", se non fosse che ti vengono testimoniate da fonti attendibilissime.
Mi capita di ragionare così proprio oggi che , ancora incredulo, leggo le cifre della "violenza" nelle famiglie e sui bambini, redatte da Paulo Sergio Pinheiro, un esperto indipendente che ha curato lo Studio delle Nazioni Unite sulla violenza.
Scopro così che, ogni anno in Italia, un milione di bambini è vittima della violenza assistita o di "riflesso", a cui assiste all'interno delle mura domestiche, e che nel mondo sono 275 milioni i bambini che la subiscono.
Mi pare altrettanto assurdo, anche perchè qui si inorridisce, ma sembra che, da studi condotti in 21 paesi industrializzati, il 36% delle donne e il 29% degli uomini, dichiarano di aver subito, in famiglia, abusi e violenze sessuali durante l'infanzia.
Ma oltre alle violenze sessuali ed ai veri e propri maltrattamenti vi è anche il fenomeno dello sfruttamento dei minori sul lavoro, e sono 218 milioni i minori che lavorano.
Fra questi sono poi 5,7 milioni i bambini costretti al lavoro per estinguere debiti, 1,8 sono vittime della prostituzione e della pornografia, 1,2 vittime del traffico di organi.
Nella civilissima Italia si calcola che siano 450/500 mila i minori tra i 10 e i 14 anni vittime dello sfruttamento economico sopratutto in imprese familiari.
Nessun luogo risulta immune dalla violenza, dalla famiglia , al lavoro, alla scuola. Anche nella scuola la violenza è spesso "autorizzata e considerata "educativa".
E non è finita, poprio in ambiente scolastico, si registra una percentuale di bambini, che varia dal 20% al 65%, che afferma di essere stata vittima del bullismo, e proprio su internet, dichiara l'esperto, i "fenomeni sono in aumento grazie anche all'anonimato".
Mi chiedo, dopo analisi così impietose, quale sia il concetto di famiglia preponderante, e perchè basti toccarla o solo parlarne, che ti trovi davanti ad un muro di strenui, ostinati , ma anche a volte cechi difensori. Dai dati analizzati ne esce una famiglia distrutta dalle fondamenta in tante parti del mondo.
Si ha l'impressione che ancora siano molti quelli che la considerino il luogo chiuso del "proprio personale territorio", della propria sfera d'influenza, inaccessibile agli altri perchè solo personale.
Perchè , ancora una volta mi pare passi, all'interno di tante famiglie, il principio dei figli come oggetto, come proprietà.
La famiglia appare, a volte, ancora luogo chiuso, anche perchè solo nei suoi segreti, e sfruttandone appieno anche gli innegabili risvolti affettivi, possono vivere e crescere alcune delle situazioni descritte.
Ma allora sarebbe meglio ragionare con più pacatezza e con più serenità sul concetto di famiglia, e partendo proprio dal presupposto che è lei stessa che va "istruita" ed "educata" per prima, per poter poi dare adeguata educazione ai figli.






























2 commenti:
Davvero all'interno delle mura domestiche succedono le cose più atroci. Il risultato dello studio purtroppo non mi sorprende :-(
Dal post di Giulia sulla violenza sulle donne:
"I dati Istat ci dicono che la maggior parte di violenze sulle donne arrivano dal partner (come il 69,7% degli stupri) o dall'ambito familiare. Solo nel 24,8% dei casi la violenza è stata ad opera di uno sconosciuto".
Ne deriva che le famiglie sono pù pericolose della strada
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