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Come augurio a tutti i cittadini di raggiungere al più presto un rapporto ottimale con il Settore del Credito, mi permetto di citare un intervento del Prof. EINAUDI espresso nel lontano 1930: 

Le Aziende di Credito esistenti in Italia non “paiono né troppe né poche. Sono troppe tutte quelle casse e banche – ora assai diminuite però, come si è visto, da allora -  che sono amministrate da asini, da ingordi, da dilettanti e da gente che vuol fare la banca per amor del prossimo.
Sono poche in confronto delle alcune altre migliaia di Banche che potrebbero utilmente lavorare in centri rurali, i quali ora ne sono sprovvisti, in altri centri, dove esistono solo filiali di grossi istituti affaccendate a pompar denari da rovesciare al centro e nelle stesse grandi città, dove gli istituti esistenti non abbiano saputo rispondere alle esigenze di ceti sociali pur bisognosi dell’aiuto della Banca”.

(EINAUDI, 1930)
Riportato nel Rapporto della
Commissione Economic

In questo secolo ci stiamo impattando contro le conseguenze proprio di questa fattispecie, ormai giunta al massimo della macroscopicità, fenomeno che nel 1930 sembrava cominciare a scomparire.

Federico Lippi

Le Banche come l'Ebola PDF Stampa E-mail
mercoledì 18 giugno 2008

Premessa: si è soliti tassare i ceti che possano essere considerati minori, così che restino sempre alla base della nuova piramide che caratterizza le società attuali, e questo in tutto il Mondo. Se ci aggiungiamo che in Italia questa abitudine è  esponenziale, la frittata è fatta: come la metti, la metti male.

Allora: sentiamo Tremonti che afferma che vadano tassati Banche e Petrolieri. Se ci pensiamo bene questa cosa andava fatta da parecchio tempo. È pur vero, però, quello che dice Bersani al riguardo: se si tassano Banche e Petrolieri, le prime alzeranno i tassi e i secondi aumenteranno i prezzi della benzina. E d'altro canto questi due soggetti già piagnucolano sulle tasse troppo alte... Fanno specie, ma si lagnano lo stesso. Si è arrivati a un punto, qua in Italia, dopo decenni di proteste e di bandiere sventolate che le povere Banche e i teneri Petrolieri non possano essere troppo tassati! Quel che dice Bersani è semplicemente sintomo del fatto che il Paese è in mano (oppure in ostaggio) innanzitutto agli Istituti di Credito. Questi Signori che tanto vengono coccolati, pare che possano fare il bello e il cattivo tempo e se osservassimo i comportamenti dei nostri politicanti vedremo in effetti che ne sono il riflesso: manovre soft nei loro confronti, oppure addirittura assenti. In  tutto questo, ovviamente, ci perdono gli Utenti e, sopra ogni cosa, ci perdono quegli che, assuefatti da anni e anni di sopraffazioni silenziose, ritengono normale questo costume.

Quello che viene da domandarsi è questo: se ipoteticamente ad un incremento della tassazione nei confronti di Banche e Petrolieri, questi aumentassero tassi e prezzi, dove sarebbe il loro tornaconto? Mi spiego meglio: nell'Economia Politica ci sta una regoletta semplice semplice la quale dice solo che, quando la domanda diminuisce generalmente si abbassano i prezzi per far si di recuperare porzioni di mercato. Non ho mai capito come mai questa regola non venisse applicata in Italia e come mai, soprattutto, Banche e Petrolieri non ne conoscano l'esistenza, nonostante sia così elementare da sembrare scontata.

Perché, nella fattispecie, le Banche trovano tanto vantaggioso fare accendere mutui e prestiti anche a Utenti che non sono evidentemente in grado di sostenere certe spese? Perché si spinge verso un così forte indebitamento? Perché le Banche trovano tanto vantaggioso aumentare i tassi per poi fare in modo che le persone non siano più in grado di pagare i mutui? Direte voi: semplicemente per prendere gli immobili, in quanto così facendo, visto che le prime rate servono per pagare gli interessi e, man mano, le successive servono a pagare effettivamente l'immobile, gli Istituiti di Credito, con il loro agire "si fanno comprare le case" letteralmente dagli stessi Clienti, per poi svendere questi immobili. Quindi, per dirla in soldoni, incassano sia dalle rate del mutuo, che dalla svendita della casa.

Allora sembra automaticamente che le Banche siano i soggetti più furbi che sempre ci guadagnano. Eppure a pensarci bene, potrebbero non esserlo così tanto: mi domando se questi Istituti Bancari conoscano il virus dell'Ebola, il quale è talmente tanto virulento e violento da uccidere nel giro di poche ore l'organismo ospite, causando la sua stessa fine e, di conseguenza, la sua non proliferazione (per fortuna); il virus dell'Ebola, però, non è dotato di un cervello pensante che,teoricamente, i Signori Banchieri invece dovrebbero possedere.

A cosa serve, dunque, portare a un così forte e rapido impoverimento dei propri Clienti? Una volta che la massima parte della Cittadinanza e quindi Utenza, non sarà in grado di tener fede al debito e che un'altra parte della Cittadinanza e Utenza non sarà in grado neppure di acquistare una casa all'asta, a cosa sarà mai servita questa politica dell'Indebitamento spinto?

Francesca Lippi

 
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