Dopo il decreto sulle liberalizzazioni di Bersani gli utenti speravano di non pagare le tasse sul contratto di abbonamento di telefonia mobile
Si pensa sì una abolizione della tassa di concessione governativa sugli abbonamenti della telefonia mobile ma ancora non si sa la data certa. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti, ha voluto ribadire la posizione della maggioranza: "Il governo conferma l’impegno".
L'Aduc - Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori - rappresentata da Vincenzo Donvito ribadisce che "Un impegno-non impegno - commenta il consigliere dell’associazione, Domenico Murrone - da parte dell’esecutivo che aveva dimostrato ben altro piglio quando si è trattato di abolire i costi di ricarica. E questo è un paradosso: il governo è stato decisionista su una materia non di sua stretta competenza, ma delle Authority, Agcom e Antitrust, mentre sulla tassa di concessione, che è di sua esclusiva pertinenza, ancora deve valutare".
L'opposizione guidata dai parlamentari di Forza Italia, Benedetto della Vedova e Antonio Leone, hanno voluto presentare una interrogazione parlamentare ribadendo la loro posizione a favore dell'abolizione di ogni sorta di gabella della telefonia. I deputati forzisti hanno voluto ricordare che Bersani si era impegnato "ad adottare iniziative normative volte all'eliminazione della tassa di concessione governativa gravante sui contratti di abbonamento di telefonia mobile - anche in occasione della prossima manovra di finanza pubblica".
Nel testo dell'interrogazione si è voluti precisare che questa imposta era stata introdotta perchè il cellulare era ritenuto un bene di lusso: "Il permanere di questa imposta - ha causato la polarizzazione dell'utenza verso il servizio prepagato, creando le condizioni perché le compagnie telefoniche potessero prevedere il contributo di ricarica, senza incorrere in cali di domanda: come accertato da una indagine congiunta dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato del novembre 2006, la tassa di concessione governativa provocava per l'utente medio un aggravio superiore alla spesa di ricarica, tale da rendere quest'ultima comunque preferibile".
|