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Il vento dell'antipolitica continua a soffiare | LineaNeuronica

martedì, novembre 27, 2007
22:59

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Il vento dell'antipolitica continua a soffiare

Archiviato da newkid in: politica estera, immigrazione, ue
parigi_05092005Arriverà il giorno in cui qualcuno chiederà la chiusura di questo blog. Diranno che annoia, è ripetitivo e persino ossessivo. Vorrei poter imitare la voce di Crozza.... Con il suo tono ironico e strafottente... Ma come??!! Come si fa a non essere ripetitivi!? Viviamo in una società piena di contraddizioni e soprattutto di ambiguità. Sfuggiamo ai problemi rifugiandoci nel qualunquismo. Accettiamo che uno come Grillo (se lo avessi scritto io probabilmente mi avrebbero già arrestato..!!) offenda un Presidente della Repubblica come Napolitano prendendosi gioco della sua età. Tutti smaniosi di giovani volti. Bene,  sono d'accordo, ma che siano all'altezza! Napolitano da Berlino parla del ruolo dell'Europa. Dell'ultimo treno che sta per partire. Il Capo dello Stato si riferisce in particolare alle politiche comuni europee sui temi del clima, dell'immigrazione e, soprattutto, della lotta al terrorismo e per la sicurezza. Fin dall'inizio di questa mia avventura nella blogosfera, ho insistentemente legato la risoluzione di queste problematiche alla loro ricollocazione in ambito Continentale. Sono solo un blogger, molto più giovane del nostro Presidente. Certo io non sono "nessuno" per ergermi a pietra di paragone, ma quando una persona mostra coerenza, lungimiranza e idee chiare, non vedo perchè denigrarlo solo perchè non è un giovane ma bensì un politico anziano. Che abbia ragione Michele Serra? Se fossimo veramente tutti ormai assuefatti, abituati ormai a personaggi che non fanno più notizia malgrado dicano e facciano quello che gli pare e piace? Nel Paese guidato da un Presidente cinquantenne stanno bruciando nuovamente "le periferie", caro Grillo. Nel paese di Napolitano il problema è analogo. Scoppia la violenza strumentalizzando uno sport come il calcio. Si fa la caccia all'immigrato reo di essere il colpevole di tutti gli omicidi e atti delinquenziali che hanno luogo con un incidenza sempre più frequente. Vogliamo renderci conto che sia in Francia che in Italia, per non parlare degli altri paesi le problematiche sono le stesse? Due ragazzi vengono travolti e uccisi da un'auto della polizia e scoppia l'inferno. Perchè? Evidentemente perchè il fenomeno dell'immigrazione non è ben gestito e il malcontento che cova sotto la cenere è pronto a venir fuori alla prima occasione. Con dinamiche diverse anche in Italia avviene qualcosa di analogo. Si aspetta l'insolita dinamica di un omicidio barbaro e probabilmente opera di uno squilibrato, per scatenare il finimondo sugli immigrati e le politiche sulla sicurezza. Solo perchè questo delinquente è uno straniero. Tiriamo le somme. La risposta, il ridimensionamento o la soluzione a tutti questi problemi si può ottenere solo coinvolgendo i paesi europei nella loro globalità. Fissando regole condivise e rispettate da tutti. Costruendo una politica comune. Si da pure il caso che Sarkozy abbia da tempo optato (ed è anche recidivo su questo..) per un "indurimento" dei rapporti con gli immigrati, anche se è un cinquantenne... Al contrario il "buon vecchio" Presidente Napolitano guarda oltre e cerca l'Europa..!  Da Berlino invita a far sì che il vecchio Continente non si faccia isolare dalle dinamiche mondiali della globalizzazione. Aggiungerei, dai nuovi scenari geopolitici che si stanno formando. Allora lasciamo stare quelli che sono diventati i nuovi luoghi comuni.. Parole pretestuose di tutti quelli che per un motivo o per un altro vorrebbero sostituire un sistema (certamente insufficiente e da modificare) con uno nuovo di cui non si conosce i parametri. Questa è pura antipolitica. Continuo a sostenere che il confronto anche se duro e aspro, sia da preferire alla momentanea fase qualunquista e populista, che poi finisce inevitabilmente, come è accaduto con l'entrata in politica di Berlusconi, per creare spazi a qualcuno che disinteressato non lo è mai. Teniamoci gli anziani se questi sono all'altezza e fanno i fatti. Sia il "nuovo" che il rinnovamento non passano dal dato anagrafico ma dalla qualità della proposta e delle idee. Ricordiamolo.



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