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Nella lunga filmografia del creatore della Nouvelle Vague francese, sicuramente l'opera meno riuscita.
"L'innocenza del peccato", presentato fuori concorso all'ultimo Festival di Venezia, è un lavoro che -nonostante sia basato su fatti realmente accaduti- appare assurdo e inverosimile sia nella trama che nei personaggi.
Solo negli ultimi dieci minuti ci si emoziona e ci si interessa a quanto avviene sullo schermo, per il resto disinteresse e noia dominano sovrani.
Un film dal procedere freddo e monotono che non coinvolge e non appassiona. Le cose peggiorano a causa dei nostri distributori che hanno deciso di cambiare il titolo originale ("La Fille Coupée En Deux") che giustificava la sequenza finale (e che ora per Noi italiani è incomprensibile).
Sbagliata la scelta di Claude Chabrol di affidare il difficile ruolo della protagonista a Ludivine Sagnier, in Francia molto considerata, ma che non ha il fisico né la personalità che il personaggio impongono.
14-feb-2008
"L'innocenza del peccato" di Claude Chabrol
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2:49 AM
Etichette: cinema francese, cinemaleo, critica cinematografica, recensioni video
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