Oltre alla cantante Milva nella "black list" compaiono il presidente dell'Unione petrolifera Pasquale De Vita, l'imprenditore Sergio Aleotti, Raffaele Santoro, già dirigente Eni, il senatore Mario D'Urso, napoletano, senatore dal 1996 al 2001, sottosegretario al commercio estero per un anno, eletto con "Rinnovamento Italiano" di Lamberto Dini e quindi passato al gruppo misto. Ma ci sono anche altri vip evasori fiscali della lista dei 400 clienti della banca Lgt. Tra i politici spiccano i nomi di Bonsignore ("I beni che possiedo in Italia e all'estero sono posseduti e gestiti nel pieno rispetto della legge") e Grillo ("Ribadisco di non aver commesso alcun illecito ma, come spiegato in passato, di aver acquistato un podere alle Cinque Terre di proprietà di cittadini del Liechtenstein"). Sui nomi della lista sono in corso indagini della Guardia di finanza, oltre che dell'Agenzia delle entrate, per verificare eventuali profili penali. Ma, al momento, gli accertamenti non consentono di azzardare alcuna ipotesi. Le difficoltà di accertamento per la guardia di finanza riguardano anche il fatto che la lista — venduta dall'ex archivista della Lgt di Vaduz Heinrich Kieber ai servizi segreti tedeschi per 4,3 milioni di euro e da questi consegnata alle Agenzie fiscali di dieci Stati tra i quali c'è l'Italia — si riferisce ai «saldi» del 2002. E' probabile che queste persone abbiano saldato i loro debiti con il fisco con i vari condoni.
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