Lo stato pappone chiede soldi alle prostitute - in caso di mancato pagamento arriveremo alle cinture di castità fiscali?

17 07 2008

Margherita fa la prostituta e nella sua vita di oculati risparmi ha acquistato una casa dove abita, una macchina di lusso, un garage e un secondo appartamento. L’Agenzia delle Entrate se ne e’ accorta e gli ha mandato una cartella esattoriale in cui si contesta un imponibile di 88mila euro di tasse - per gli anni 2003-2004-2005-, che in caso di conciliazione potrebbero scendere a 42mila.

Se Margherita si rifiutasse di pagare e facesse ricorso scatterebbe, come forma di garanzia, l’ipoteca sulla case, il fermo della macchina e un anticipo sul pagamento.

Per denunciare questa ‘anomalia’ due senatori radicali, Donatella Poretti e Marco Perduca hanno organizzato una conferenza stampa al Senato per dare voce alle protagoniste di queste vicende e per annunciare un disegno di legge che e’ stato presentato al Senato all’atto di insediamento dei senatori radicali. “Con questa interrogazione - spiega la Poretti - chiediamo al governo, e in particolare al ministero dell’Economia e del Lavoro, di fare chiarezza, perche’ stanno arrivando richieste di accertamento da parte della Agenzia delle Entrate a persone che liberamente e volontariamente hanno deciso di vendere prestazioni sessuali.

La domanda - spiega ancora la Poretti - e0questa: come si puo’ fare la dichiarazione dei redditi per una attivita’ che non e’ riconosciuta giuridicamente? Con questo disegno di legge noi chiediamo che a fronte del pagamento elle tasse vi sia il riconoscimento dell’attivita’ svolta dalle prostitute.

In caso contrario -continua la Poretti - lo stato sarebbe paragonabile ad uno sfruttatore perche’ ‘esige’ o ‘estorce’ balzelli dai proventi della prostituzione, attivita’ che non riconosce.

Noi chiediamo quindi al governo di darci una risposta perche e’ una situazione che potrebbe portare a denunce”. Infatti Pia Covre, presidente del comitato diritti civili delle prostitute, non esita a dichiarare: “Sono pronta a denunciare lo stato per sfruttamento della prostituzione se non si cambia la legge”. “Il ddl - spiega il senatore Marco Perduca - si compone di cinque articoli finalizzati a regolamentare il fenomeno della prostituzione, dando diritto di cittadinanza a tutti coloro che sono coinvolti nel fenomeno. Insomma - conclude se si vuole tassare si deve regolamentare. Altrimenti saremmo di fronte ad un’etica di stato che si ispira, come al solito, a Oltretevere”.

E in attesa di una risposta del governo e del parlamento l’”accompagnatrice” Margherita dovra’ pagare i suoi 42mila euro.

Viene da chiedersi cosa potrebbe accadere in caso di mancato pagamento … l’agente della riscossione, invece delle ganasce fiscali, applicherà a Margherita la cintura di castità fiscale?

(AGI)


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Una risposta a “Lo stato pappone chiede soldi alle prostitute - in caso di mancato pagamento arriveremo alle cinture di castità fiscali?”

18 07 2008
Bamboccioni alla riscossa (00:06:09) :

Cara Karalis,

se passi da noi abbiamo un pensierino per te!
(si tratta dello “Zucchino d’oro”
http://bamboccioni-alla-riscossa.org/?p=834 )

Sempre complimenti per il tuo blog ;-)

A presto

I soliti due

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