L’Italia Va a Votare, Grande Assente la Gioventù

I soliti nomi in gara, ma niente sangue nuovo in un sistema ingessato.

Caduto il governo Prodi gli italiani dovranno tornare alle urne, ma la notizia è un’altra ed è di quelle che non fanno più notizia: a correre per occupare i seggi delle Camere saranno i soliti noti della ‘Casta’ così ben descritta nel libro di Stella e Rizzo dallo stesso titolo.

I Giovani e la Politica

Assorbito bene o male l’impatto della ‘caduta’, i vari gruppi di interesse del Paese si sono organizzati per una frettolosa campagna elettorale, ma soprattutto per i regolamenti di conti interni alle coalizioni: abbiamo visto così AN suicidarsi e accorparsi al Partito della Libertà di Berlusconi senza colpo ferire, con buona pace di quanti hanno seguito negli ultimi quindici anni le svolte di Fini da una destra ‘dura e pura’ a un incolore vassallo del potente di turno; a pochi giorni dalla rinuncia di Marini al tentativo di formare un governo di transizione abbiamo assistito al balletto Casini-Berlusconi che si è concluso con l’uscita (o la cacciata, dipende dai gusti) dell’UDC dalla fu Casa delle Libertà, in un cabaret di dichiarazioni e controdichiarazioni il cui unico risultato è stato di mostrare come il grande Silvio non accetti compartecipazioni e partnership che non siano di mera facciata; e la Lega, fantasma della forza politica determinante che è stata negli anni ‘90, ormai attaccata alla questione Malpensa come unico modo di trovare visibilità e rappresentanza di una classe imprenditoriale del Nord oramai molto diversa da allora. Passando al centrosinistra la situazione non è molto diversa con il PD di Veltroni, proprio perchè il Partito è di Veltroni e di nessun altro, come dimostrato dalla forte centralizzazione del candidato premier che ha relegato a ruoli marginali i dirigenti che, bene o male, si sono occupati di mantenere a galla per anni gli ex DS e Margherita: Rutelli rispedito a fare il sindaco di Roma, che quello magari gli viene meglio che fare politica nazionale con il suo carattere inesistente, e D’Alema lasciato ad occuparsi di Afghanistan e Kosovo con i risultati che sappiamo, o perlomeno i risultati di pubblico dominio (l’attività dei servizi segreti nella diplomazia globale resterà, ahimè, oscura , coperta com’è dal segreto di Stato più lungo che il mondo ricordi). E se andiamo a osservare la cosiddetta ’sinistra radicale’ le cose non sono affatto diverse: Bertinotti candidato unico per una coalizione che assomiglia più a un feudo, in cui i calcoli elettorali hanno di gran lunga più importanza delle richieste della base, e che rischia di trovarsi una grossa sorpresa all’apertura delle urne. Dei partiti più piccoli è inutile parlare. Ben pochi sopravviveranno allo sbarramento e li vediamo arrancare a destra e a sinistra per cercare di agganciarsi a qualcuno senza perdere simboli e identità. Chi di qui e chi di là, come disse Churchill, ‘la politica porta ad avere strani compagni di letto’.

In questo panorama desolante le novità sono così scarse da incoronare il buon Veltroni come vincitore di questo inizio di campagna elettorale, con l’appoggio più o meno esplicito del Corriere e di Repubblica e dei rispetivi gruppi di interesse. Mi ha stupito trovare sul Corriere un editoriale di Mieli che apertamente dichiarava finita l’epoca del berlusconismo e appoggiava il nascente PD, senza in realtà interessarsi minimamente a quale sia il gruppo sociale da esso rappresentato. Ma proprio questa è la forza della creatura di Veltroni, di essere la più grande forza inclusiva al momento presente nel Paese, un’arena politica in cui tutti gli interessi possono trovare una collocazione, simile al Partito Rivoluzionario Istituzionale che ha mantenuto il potere in Messico per 80 anni. E il paragone non è esattamente lusinghiero. Eppure esso è l’unica novità, e come gli ultimi giorni hanno dimostrato il potenziale di questa nuova ‘balena bianca’ è tale da far tremare, forse per la prima volta, il Grande Avversario. Al contrario della fu Unione, Veltroni non ha neppure bisogno di presentarsi come unica salvezza e alternativa a Berlusconi, ma propone un programma politico che, almeno a parole, è il più progressista che l’Italia vede da almeno quindici anni. Fermo restando la ‘mano pesante’ con i criminali e il silenzio sulla questione degli immigrati. Tanto, loro non votano. A quanto pare, siamo di fronte al bivio tra la fine della legittimità istituzionale italiana di un terzo governo Berlusconi e il nuovo corporativismo di Veltroni, che ha candidato insieme l’operaio sopravvissuto alla strage della ThyssenKrupp e un manager, con tanti saluti alla lotta di classe.

In tutto ciò, i grandi assenti sono i giovani. Ovunque si guardi, non si vede una faccia nuova e sotto i quarant’anni, a meno che non sia figlio o parente di qualche politico navigato (vedi Renzo Bossi, già incoronato ‘principe ereditario’ della Lega). Gli unici spiragli in questo senso sono stati dati da Rutelli che ha annunciato di voler candidare per il comune di Roma vari trentenni, e da Veltroni che esclude i condannati dalla competizione, e questi in Italia taglia fuori dalla corsa molte persone. Ma sono probabilmente specchietti per le allodole. In Italia non c’è alcuna forza politica che rappresenti i giovani e i loro interessi, e questo secondo il più basilare precetto della politica moderna che indica di lavorare per i gruppi che contano, non per chi non conta nulla. E in Italia i giovani non contano nulla. L’occasione di dargli una rappresentanza è stata persa da Rifondazione Comunista nell’arco di tempo che va dal G8 del 2001 all’entrata al governo con Prodi, e questo è il suo peccato più grave. Se la nuova Sinistra Arcobaleno, sempre che tenga fino alle elezioni, si troverà un elettorato dimezzato, forse inizierà a riflettere sulle occasioni sprecate, sui momenti in cui occorreva avere il coraggio di un partito di lotta, e potrà capire che il rinnovamento della dirigenza non è morte ma rinascita; quanto agli altri partiti e partitelli, il problema neanche si pone. E così questa è la notiza: i giovani non contano niente. Di fronte a un sistema di potere che visibilmente li ignora, a parte il populismo veltroniano dei ‘1000 euro al mese’, sta a loro alzare la testa e pretendere che sangue nuovo scorra nella nostra vecchia politica. Per farlo, devono rendersi conto della loro importanza per la riproduzione del sistema-Italia e del fatto che una società senza ricambio generazionale è una società votata al fallimento. In Italia il tasso di natalità è tenuto in vita solo dagli immigrati, gli stessi cui viene resa la vita impossibile con la burocrazia e il controllo poliziesco, e che sono insieme ai giovani l’altro gruppo necessario al sistema e privo di rappresentanza. Nessun partito cercherà mai di coinvolgerli, perchè questo significherebbe mettere in discussione l’intero sistema della ‘Casta’. Parafrasando Wallerstein e il Subcomandante Marcos, in un sistema in cui a contare sono i soldi e non le persone anche le richieste più banali risultano essere rivoluzionarie. E quindi, prima di andarmene in vacanza il 13 e il 14 Aprile, voglio ricordare ancora una volta a questo Paese ciò che si diceva nel ’68, ‘immaginazione al potere!’. Sempre che qualcuno ancora ce l’abbia, l’immaginazione. Voi che idea avete di questa situazione?

Autore: Pietro Costantino

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2 Risposte a “L’Italia Va a Votare, Grande Assente la Gioventù”

  1. carlo.corradini@alice.it Dice:

    Gli eventuali giovani in lista sarebbero, inevitabilmente, frutto del NEPOTISMO, quindi ci sarebbe un rinnovamento esclusivamente anagrafico. A Cuba il castrismo finirà quando non ci sarà più nessun parente o delfino di Fidel. Anche in Italia un provvidenziale Erode dovrebbe eliminarli fino alla 7° generazione. Dopo di che, dato che sono un nostro prodotto di elettori incapaci, ne rieleggeremmo dei peggiori.

  2. Elezioni Amministrative e Politiche: Scopri il Partito più vicino alle Tue Idee « MondoFree Dice:

    [...] Anche quest’anno, purtroppo per le nostre tasche, ci saranno le elezioni. Nella blogosfera se ne sta parlando molto, forse fin troppo, ma in ogni caso anche io ho deciso di trattare questo argomento. Questo articolo non è scritto per esprimere apprezzamenti o critiche verso i ‘personaggi in voga‘ in questo periodo, ma per presentare un interessante, utile e gratuito servizio offerto da OpenPolis.it. [...]

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