Il fatto che gli USA siano più avanti dell’Europa in molti campi è fuori dubbio.
E non serve neanche sforzarsi molto per vedere in quali campi. La ricerca scientifica oltreoceano viene valorizzata per quello che è: necessaria e conveniente. Forse solo nei Paesi del Nord Europa si arriva ad una valorizzazione tale applicando la regola della meritocrazia, regola che in Italia si scontra col diffuso nepotismo e raccomandazionismo. Per chi ne volesse sapere di più su questo campo segnalo una bellissima inchiesta di Report sul mondo dell’Università in Italia, completa di testo e video.
Altro campo che funziona discretamente è quello politico. Negli USA sono nate le Primarie, il Presidenzialismo, il Bipartitismo, le vere leggi sul Conflitto di Interessi, le vere Autorità garanti della Concorrenza ( le cui multe negli USA sono più temute degli attacchi terroristici). Che se ne condivida o no il meccanismo, tutto questo ha da sempre garantito stabilità politica al Paese e la stabilità è il primo passo per affrontare un discorso di vero riformismo. Negli USA l’ascensore sociale funziona a meraviglia, se qualcuno ha la volontà di investire sulle proprie capacità e dimostra di meritare, ha ottime chances di diventare qualcuno.
Eppure non posso dire di lamentarmi. Perché quando penso all’America penso anche al Fast Food, inteso come stile di vita. Che è la prova più evidente di come l’opulenza occidentale si vada a ritorcere contro l’uomo stesso. Sull’argomento è illuminante un documentario di Morgan Spurlok, Super Size Me, da vedere assolutamente. Quando penso all’America penso a come alcuni stati della democrazia più avanzata del mondo adottino il metodo più antico e disumano di credere di far giustizia: la pena capitale. Quando penso all’America penso anche al servizio sanitario nazionale americano, retto dalle assicurazioni, e oggetto dell’ultimo film di Michael Moore Sicko. Tra l’altro alla presentazione della pellicola a Roma, Moore ha pubblicamente elogiato la sanità italiana (seconda nel mondo solo a quella francese) e il Ministro della Salute Livia Turco. Quando penso all’America penso purtroppo anche alle multinazionali del petrolio che in Bolivia ed Ecuador portano alla fame la popolazione ( Da vedere questo documentario trasmesso su RaiTre ). E penso anche alle mancate autorizzazioni a procedere sul caso Calipari.
Sarebbe positivo se talvolta i mezzi di informazione di massa descrivessero l’Italia non solo come la terra della mafia e della corruzione, ma anche come il Paese che ha dato i natali al movimento Slow Food, il Paese che si batte nel mondo per l’abolizione totale della Pena di Morte, il Paese con il secondo sistema sanitario nazionale più efficiente del mondo, il paese del NO al transgenico, il Paese della produzione di qualità.
Insomma anche un pò di grandeur made in Italy non guasterebbe. Almeno renderebbe meno dolorosi tutti i difetti e gli stereotipi che accompagnano l’immagine del tricolore nel mondo.






dovresti imparare un po di storia del venezuela quando secondo il presidente Rafael Caldera disse che le compagnie americane pagavano il petrolio a prezzo vile $1,25 il paese si sviluppava poi per non farla lunga Carlos Adres Perez il piu corrotto presidente venezolano una mattina scopri che il petrolio era dei venezolani e lo nazionalizzo dopo 50 anni con due milioni e piu di barili di petrolio al giorno e ai prezzi stratosferici avendo pure negli STATES il maggior numero di stazioni di benzina il 50% dei venezolani stanno al livello di poverta e che dire della nigeria ricca in petrolio e le nigeriane sappiamo bene cosa vengono a fare in italia e ricorda che anche la nostra eni e nel negozio ma certo noi siamo i buoni italiani.
Non ho ben capito, è un modo per dire viva le multinazionali del petrolio?