Siamo a Genova, all'interno della scuola Diaz. I no global che dormivano nei loro sacchi a pelo all'improvviso sono svegliati da un'irruzione
della polizia. Subito si arrendono alle forze dell'ordine, ma a quanto pare non basta: i poliziotti danno inizio ad un vero e proprio massacro,
manganelli impugnati al contrario, sedie, oggetti contundenti trovati lì per lì, tutto lecito.
Ora gli imputati sono all'incirca una trentina tra alti dirigenti e poliziotti, mentre quasi un centinaio di persone costituisce la parte lesa.
Qualcuno ha tentato un pentimento all'ultimo, come Michelangelo Fournier, vice del PM Francesco Cadorna che sta seguendo la requisitoria, ma non
è bastato, e l'ipotesi di una minima resistenza da parte degli occupanti è stata scartata lasciando spazio solo ad una violenza gratuita delle
forze dell'ordine.
Lo stesso PM dichiara di trovare difficile il reperimento dei nomi delle persone coinvolte nell'operazione a causa dell'omertà degli imputati e
della polizia stessa. Dichiara che tutt'ora non riescono a sapere il numero esatto delle persone che hanno partecipato al massacro.