Nè con Benedetto XVI nè con l'Onu
Papa Benedetto XVI ha sferrato il suo nuovo attacco. Ora pare se la prenda con l'ONU, che ha fatto, secondo le sue affermazioni, del "relativismo morale" la sua bandiera universale."Le regole internazionali si basano su una ragione politica e non etica e ciò porta ad amari risultati" dice il Papa.
Subito si sono susseguiti nell'ordine, da una parte lo stupore dell'Onu, dall'altra le immediate precisazioni del direttore della sala stampa vaticana, che ha definito "forzate" le interpretazioni date dai media sul discorso del santo Padre.
Personalmente, e per la prima volta non ho trovato stonate e fuori luogo le "affermazioni" del Pontefice, c'è del vero in quanto il Papa ha detto.
Ma mentre la sua analisi è corretta, trovo sbagliate le conclusioni a cui vuole portare gli ascoltatori.
Il Pontefice non può far finta di non accorgersi che al mondo esiste anche un'etica "laica", e che etica e morale non sono solo esclusivo patrimonio dei credenti.
Il Pontefice non può neanche dimenticare a quali terribili storture e tragedie abbia portato, o porti tuttora, la "sua" logica della creazione di uno "stato etico".
Basta apra un po' le finestre del Vaticano e si affacci sul mondo Islamico per accorgersene.
Anche ammettendo il suo interessato oblio, il Papa non può pretendere che lo facciamo anche noi, dimenticando la nostra storia o disconoscendo e rifiutando i nostri diritti civili, a volte in così stridente attrito con la "morale" e con l'"etica" che proprio Lui vuole imporre, anche ai non credenti.
Nel Medio Evo l'autorità ecclesiastica ha tentato di creare Stati "etici", che agivano e perseguivano i dettami della fede e della religione; si è arrivati ai tribunali dell'inquisizione ed ai roghi.
Se poi Benedetto XVI voleva ricordare che anche le Nazioni Unite "non possono agire come se Dio non ci fosse", bene ha fatto il portavoce delle Nazioni Unite a ribadire al Pontefice che, "una delle pietre miliari dell'Onu è la dichiarazione universale dei diritti dell'uomo che custodisce e incarna tutti quei principi etici e morali di cui parla il Papa".
Detto questo però rimane il dato essenziale che una cosa sono le dichiarazioni di principio e una cosa diversa, a volte, sono i fatti.
E come è possibile dimenticare che non sempre questi principi etici sono cosi rigorosamente rispettati all'Onu, e che non sempre hanno valore universale ma a volte solo politico.
Come è possibile dimenticare che basta il veto di un membro del Consiglio di Sicurezza perché vengano mandati a quel paese tutte le affermazioni di principio sul rispetto della vita umana , sui diritti alla libertà ed al libero pensiero.
Come non accorgersi che in seno al consiglio di sicurezza siedono paesi che non hanno nemmeno coscienza dei diritti dell'uomo e seguono solo logiche "utilitaristiche e morali relativistiche", come dice anche il Papa.
Ci siamo così alla svelta dimenticati della Birmania (ma non solo) per poterci scandalizzare di alcune affermazioni del Pontefice ? Allora resta da chiedersi da che parte stare.
Purtroppo, in questa occasione, mi sento di dover dire che io non posso essere né con Benedetto né con l'Onu, ma , a costo di rimanere isolato, scelgo di essere dalla parte di quei valori laici universali , che sono fondamento del mio pensiero e del pensiero della cultura laica di quel mondo a cui appartengo.
Solo con questi e su questi, sono convinto, si potrà costruire un futuro diverso; purtroppo né con "l'uno" , né con gli "altri".






























1 commenti:
L'etica e la morale non vanno a braccetto con la fede. Sono piani differenti.
Che mi dice questo Papa sull'etica e la morale della Chiesa che ha negato funerali religiosi a Welby ma li ha concessi a Pinochet?
Che mi dice della visita in Cile durante la dittatura di Pinochet, da tutti riconosciuta come una tra le più feroci?
Tra il dire e il fare... dice il proverbio
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