Un piano di Trenitalia prevede di sostituire 1000 treni per i pendolari nei prossimi 4 anni per una spesa complessiva di 6,4 miliardi di euro. Questa spesa dovrebbe essere ripartita fra FS e stato, ma nella finanziaria la prima parte del finanziamento, pari a 300 milioni di euro, non c’è; questo significa che rimarranno i vecchi treni, che spesso, a causa dei guasti e dell’assenza di locomotori di riserva, sono i responsabili dei frequenti ritardi.
Molte linee italiane sono vecchie e a singolo binario, il parco macchine è uno dei più vecchi d’Europa, i ritardi sono la regola e inoltre i bilanci di Trenitalia sono in rosso (sono molto peggiori di quelli di Alitalia).
Le ferrovie hanno bisogno di una buona gestione, la politica deve abbandonare la pessima abitudine di mettere nei consigli di amministrazione gli amici, ma gente che sappia come far andare avanti un’azienda, e finanziare le opere importanti, anche a costo di scelte impopolari (come ad esempio tagliare gli stipendi dei deputati).
(immagine presa da http://berber.altervista.org)
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