
E così il papa non andrà alla Sapienza in occasione dell’Inaugurazione del 705° anno accademico contro la pena di morte.
Con un colpo di scena il Vaticano ha annullato la visita programmata per il giorno 17 gennaio che avrebbe visto protagonista il pontefice alla fine della cerimonia con un discorso alla comunità universitaria.
Dopo le proteste dei giorni scorsi in cui veniva rinfacciata al papa la frase su Galileo citata da Ratzinger in un suo discorso nel 1990 a Parma, quando era ancora cardinale, ma anche e soprattutto gli atteggiamenti della chiesa nei riguardi dell’innovazione scientifica, in campo medico, come ad esempio, senza scendere troppo nei dettagli le cellule staminali, l’eutanasia, ecco che il Vaticano sembra fare marcia indietro. E da qualche parte già si paragona la contestazione con quanto successe negli anni 70 a Luciano Lama, quelli erano gli incandescenti anni del compromesso storico, forse tutt’altra storia, anche negli atteggiamenti di chi si è opposto al papa oggi, senz’altro pacifici e che nulla hanno a che vedere con quanto successe in quegli anni.
Io credo che la chiesa, il Vaticano, dovrebbero tenere conto del fatto che c’è una vasta fetta di persone, studenti, gente comune, che non è disposta a subire i voleri della chiesa.
Mi chiedo perché dovrebbero essere accettati? Guardiamo ad esempio le velate minacce di scomunica, che certo non sarebbe stata messa in pratica, ma che certo ha stimolato certi politici a prendere certe direzioni su alcune questioni.
E c’è chi, come Marcello Veneziani, dalle pagine di Libero trova Barbari gli studenti, e ancora di più i Docenti, ma inconsapevolmente forse azzecca anche il punto: “Voi non sapete, barbari studenti e più barbari docenti, chi state cacciando dall'Università La Sapienza di Roma insieme al Papa Benedetto XVI. Voi non state semplicemente e autorevolmente cacciando solo il capo della cristianità occidentale, voi state cacciando i tre quarti o forse più della cultura occidentale, filosofia e anche scienza, letteratura e arte, assistenza e medicina, carità e opere pie.[…].”
Dopo la rinuncia del Papa, una ricostruzione dell’AdnKronos racconta che dietro la cancellazione della visita alla Sapienza ci sono “ragioni di sicurezza” legate “all’incolumità assoluta del Papa”. Nota del Viminale: “Le misure atte a garantirne la piena sicurezza e l’ordinato svolgimento erano state messe a punto”. Questo quanto estratto da: Il foglio di Ferrrara.
Ma allora era solo per una questione di sicurezza? Oppure si voleva evitare una situazione in cui il papa sarebbe stato pubblicamente e duramente criticato?
Lasciando la partita si potrà adesso far apparire come mostri violenti quanti con le loro proteste hanno detto NO al papa.
Ma sono sicuro che nessun ragazzo, nessun docente avrebbe mai “attentato alla vita del papa” se non con qualche decibel di troppo.
Che non si critichi troppo adesso da sinistra, con quel consueto buonismo retorico, che è ingiusto protestare contro il papa, non dopo le battaglie fatte anche di recente.
LA CEI - Il Papa è «oggetto di un gravissimo rifiuto che manifesta intolleranza antidemocratica e chiusura culturale».
Ecco, su questa dichiarazione della Cei ci sarebbe molto da dire, perché intolleranza antidemocratica e chiusura culturale sono proprio aspetti che spesso hanno accompagnato le decisioni della santa sede anche in tempi recenti, non si venga quindi a fare adesso la paternale.
Io credo che la protesta si sia sviluppata nei modi e nelle maniere che sarebbero stati applicati ad un qualsiasi capo di stato. Sbaglio?
Nulla vieta, ci mancherebbe, di credere, di seguire una fede, ma nulla impone che le sue argomentazioni debbano essere accettate per forza da tutti.