Non hanno paura del ridicolo. Un "vegetale" come un essere umano.
Se fossero ancora in vita Pirandello e De Filippo avrebbero da scrivere sicuramente un soggetto, una novella e una commedia teatrale.
Ormai i vertici di questa Chiesa sfiorano addirittura il ridicolo: eppure il loro materialismo, sono sicuro, per qualche giorno fino al prossimo Angelus di domenica quando Benedetto XVI riprenderà il tema, farà assomigliare le prime pagine dei maggior quotidiani italiani a quelle del famigerato bisettimanale degli anni novanta "Cuore" e i nostri Tg ad uno Zelig da seconda serata.
Cosa hanno detto questi comici con tonaca, papalina e rosario in mano ?
"Un paziente in stato vegetativo permanente è una persona, con la sua dignità umana fondamentale."
Insomma, per costoro, qualcosa che non muove nemmeno un'unghia del suo dito, non parla, probabilmente non ascolta come farebbe una persona, che deve essere nutrito artificialmente, idratato artificialmente, ventilato artificialmente, disinfettato con l'aiuto di altri, spostato da altri per evitare ulteriori piaghe da decubito, insomma un vegetale è come un essere umano in piena salute.
Qui non si tratta solo di continuare a dire, come fa meritoriamente Margherita Hack, che ciascuno è padrone della propria esistenza e quindi sollecitare quanto meno l'avanzamento di un progetto di legge sul testamento biologico ma di sottolineare che questa litania vaticana, giunta ormai agli estremi del ridicolo e del non senso lugubre, è forse il modo migliore che hanno in Vaticano per prepararsi una fine come potere temporale.
Vaticani talebani !