Ogni faccia conta. Per il cartello pubblicitario che spia chi lo osserva
Passi davanti a un manifesto e il tuo sesso, la tua età e il tempo che hai dedicato a osservarlo diventano statistiche usate per stabilire il gradimento della campagna pubblicitaria.
Certo una rivoluzione nel campo della pubblicità out-door che, per la prima volta, attraverso questo strumento riesce a definire la sua effettiva efficienza economica, ma dov'è il confine che dovrebbe tutelare la privacy dei cittadini?
E' il problema che ha sollevato il New York Times qualche giorno fa' dopo che alcuni di questi cartelloni sono stati installati a Manhattan (ma lo stesso sistema viene già usato in alcuni in alcuni negozi Ikea in Europa e McDonald a Singapore) chiedendosi se sia lecito aggiungere all'intrusione delle telecamere installate per sicurezza dallo Stato anche quelle di aziende private.
Le società che propongono questa soluzione assicurano che i video analizzati dal software non vengono archiviati, che i dai raccolti non sono sensibili e che non vengono ceduti a terzi.
Sarà esagerato un parallelo con gli schermi interattivi di Minority Report ma i cartelloni pubblicitari che spiano chi li osserva si meriterebbero la nomination ai Big Brother Award, il premio "in negativo" che viene assegnato a chi più ha danneggiato la privacy, del prossimo anno.
A proposito: quest'anno i Big Brother Award Italia sono stati consegnati il 10 maggio:
- Premio "Peggiore ente pubblico": Ministero dell'Economia e delle Finanze
- Premio "Peggiore azienda privata": Yahoo!
- Premio "Tecnologia più invasiva": Banca dati DNA del R.I.S. di Parma
- Premio "Bocca a stivale": Bruno Vespa
- Premio "Minaccia da una vita": Franco Frattini
























