Tuesday, July 15, 2008

Onorevole Bossi... come osa?

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Non tanto i suoi strilli contro “l’Italia schiava di Roma dio la creò”, ma le attenzioni del “Senatur” verso gli insegnanti venuti dal meridione, mi ricordano un episodio milanese del 1995 quando un vicino di casa, milanese doc, mi raccontò che al ritorno dal primo giorno d’asilo, la nipotina se ne era uscita con un “minchia”!
Alla qual cosa il nonno aveva cercato di rimediare invitando la bambina nel non pronunciare tale vocabolo poiché “non bello” e vi era poi il timore che la nuora lo avrebbe incolpato della cosa. La piccola però lo ripeteva spesso nel gioco, assieme ad altre variati. Qualche mattino dopo, le parolacce "portate a casa" erano l’argomento degli accompagnatori e davanti all’asilo si sentivano critiche all’insegnante del tipo… dice parolacce di ogni tipo… sbaglia tutti gli articoli e tutti i singolari e plurali… apostrofa i bambini in malo modo… ed infine che alla richiesta di spiegazioni, l’insegnante si era giustificata dicendo che quelle parole erano ormai di uso comune ed era giusto che i bambini le sentissero normali.
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La mia infanzia all’asilo la ricordo benissimo! Tutto il personale era conosciuto, proveniva dal paese o da quelli vicini, le cuoche erano donne che abitavano nelle vicinanze e noi bambini ci sentivamo in famiglia. Nei miei cinquantanni, le volte ove sono stato rimbrottato con turpiloquio le ricordo tutte! Sono una decina, tutte nella età adulta e mai e poi mai dagli insegnanti. Sotto molti aspetti ma anzitutto in questo, Rieti e la “mia” Sabina erano un paradiso. (Me ne distaccai seguendo il sogno di lavorare come fotoreporter) Ho sempre detestato il turpiloquio e di fatto non lo uso e mi viene abbastanza facile evitarlo nel pensiero. Questo è certamente dovuto ad un asilo e delle elementari con insegnanti straordinari e le successive scuole con insegnanti perlopiù cittadini, di Rieti o di Roma, che si esprimevano in perfetto italiano.
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L’episodio del “nonno doc” fu il preludio della mia immersione
nella problematica migratoria italiana. Come convinto fautore dell’uso corretto della lingua classica in chiave interiore autodisciplinante, ho fatto attenzione agli effetti del turpiloquio e notato come l’intensa emotività di un eloquio sporco, lo favorisce nel sostituire e nel “sostituirsi” all’educazione genitoriale. D'altronde gli insegnanti gestiscono la crescita per otto o nove ore al giorno lasciando ai genitori le poche ore che restano dal sonno, dalla televisione, dai giochini ecc…
Generalmente si tende a minimizzare il rancore della gente del nord suscitato dalle situazioni menzionate, ma io coltivo le mie ricerche soltanto tramite il dialogo interpersonale e so che la grande maggioranza degli “indigeni del nord”, ha il dente avvelenato contro il diverso “cielo” che la migrazione ha prodotto.
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Non mi stupisce dunque l’americaneggiante dito medio dell’onorevole Bossi, esposto in onore dell’italico inno e spero che non si spinga ad emulare anche i Maori nella mostra delle terga, tanto in voga presso gli inglesi che dai gloriosi indigeni qualcosa dovevano pur prendere…
Se per me “da laziale rietino” può essere ancora sopportabile essere “schiavo di Roma”, con i romani che “colonizzano” le nostre reatine valli “dimenticandovi” parecchi rifiuti (ma producendovi anche lavoro), non si può pretendere che veneti, lombardi, emiliani ecc… possano pensarla allo stesso modo, tanto è diversa la loro cultura e mentalità ed inoltre hanno soltanto da rimetterci.
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La gestione del pubblico impiego in Italia ha certamente obbedito a delle scelte politiche. Da moltissimi anni appare palese che nei concorsi si favoriscono incondizionatamente i candidati delle zone depresse. Negli appalti comunali della Milano odierna ad esempio, sono esplicitamente favorite le ditte gestite da migranti o dove in priorità vi siano impiegati.
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Non tutti sanno che la città di Rieti è nel centro geometrico della nazione. Nel pavimento antistante il suo duomo vi è il simbolo del “vero centralismo nazionale”.
Ebbene io, da più centrale che si può, vi dico che… quello che è avvenuto nel nord/Italia, credetemi… è incredibile!

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