Operatore Call center per un'azienda di call center... Ma va?
PARMA, 25/10/2007
Deciso a trovare qualcosa che, durante questa fase di disoccupazione, mi dia un po' di soldi e mi tenga in allenamento il cervello ho ceduto al "fascino" dei call center e ho mandato un curriculum ad uno di questi.
L'appuntamento era ieri alle 10.45, ma io, insofferente in partenza verso questo lavoro, arrivo con 15 minuti di ritardo.
Dopo tutto ciò il colloquio l'ho impostato in modo strano, con io che facevo di tutto per non farmi prendere e la signorina che ribatteva a tutti i miei dubbi, cercando di convincermi l'ottima opportunità di questo splendido lavoro...
Ci aggiorneremo dopo il ponte, sperando che mi chiami qualcun'altro e che non sarò costretto ad accettare di lavorare in quell'inferno...
Deciso a trovare qualcosa che, durante questa fase di disoccupazione, mi dia un po' di soldi e mi tenga in allenamento il cervello ho ceduto al "fascino" dei call center e ho mandato un curriculum ad uno di questi.
L'appuntamento era ieri alle 10.45, ma io, insofferente in partenza verso questo lavoro, arrivo con 15 minuti di ritardo.
Entro in una sala con un grosso tavolo da un lato in cui erano seduti una decina di ragazzi, l'uno di fronte all'altro che chiamavano in continuazione aziende per conto di una nota compagnia sarda.
Tutti avevano una fotocopia con su scritto quello che dovevano dire e una serie di biglietti con il nome delle aziende a cui chiamare. "Buongiorno sono tizio del servizio clienti della nota compagnia sarda, la chiamo per informarle..." e di seguito attaccava l'altro ragazzo "Buongiorno sono sempronio del servizio clienti..." e poi un altro "buongiorno sono caio del servizio clienti di una nota azienda sarda..." e poi un'altro ancora "buongiorno sono ciccio del servizio clienti di una nota azienda sarda, la chiamo per informarle che nei prossimi giorni..", in modo che dentro a quel call center c'erano una marea di persone che parlavano l'uno sopra all'altro, creando un'alienante baccano che in dieci minuti d'attesa per il colloquio ha martellato il mio cervello, facendomi venire un grosso mal di testa e se non bastasse tutto ciò, ogni tanto un ragazzo spronava gli altri, dicendo che il numero di contratti fatti erano pochi e che dovevano darci dentro... E mentre tutti i ragazzi del call center facevano telefonate a ripetizione e il responsabile li spronava a produrre di più, io pensavo che non avrei mai retto sei ore li dentro e che al terzo/quarto tentativo del responsabile di farmi produrre, lo avrei mandato a fanculo con annessa rissa.Dopo tutto ciò il colloquio l'ho impostato in modo strano, con io che facevo di tutto per non farmi prendere e la signorina che ribatteva a tutti i miei dubbi, cercando di convincermi l'ottima opportunità di questo splendido lavoro...
Ci aggiorneremo dopo il ponte, sperando che mi chiami qualcun'altro e che non sarò costretto ad accettare di lavorare in quell'inferno...



