PORNOGRAFIA oggi: VIOLENZA per la società
di Stefania Corbatto
Tra Erotismo e Pornografia ci sono differenze semantiche e di concetto. Infatti i confini tra erotismo e pornografico sono tutt'altro che chiari. Selg (1986, 1989) definisce materiale pornografico tutto ciò "che stimola o può stimolare sessualmente e che contiene chiare parti aggressive". L'aggressività si trova già quando le persone vengono deprezzate e degradate "senza che il contesto induca ad una riflessione". Se seguiamo Selg, si può suddividere in tre categorie:
- Sexografia: opere sulla sessualità, senso lato della parola
- Erotografia: opere in cui la sessualità viene rappresentata come parte della vita umana
- Pornografia
Inoltre Selg (1986, p. 35) suddivide la pornografia ancora in altre tre dimensioni:
- l'aspetto di quantità (misurabile dalla quota di sessualità in un opera)
- l'aspetto di qualità riguardo le quote di sessualità e violenza
- l'aspetto di qualità riguardo le violazioni di convenzioni e tabù
Il piccolo tentativo iniziale di dare una definizione alla parola Pornografia ha evidenziato, che la pornografia spesso è direttamente in contatto con la violenza.
Dunque la pornografia è anche un sinonimo di violenza?
Per poter rispondere a questa domanda, si deve valutare tante cose. Ci sono parecchie ricerche che danno risposte a come la pornografia può influire sull'essere umano. Questi studi hanno dato risultati interessanti ed anche allarmanti.
Qualche dato:
L'accesso alla pornografia
Una ricercha del 1992 di Bohrer confermò che l'accesso alla pornografia viene fatto soprattutto tramite telefilm e poi Video. Questi dati sono stati superati da Internet. Infatti ora è proprio il www che fornisce il maggior accesso alla pornografia: gran parte dei siti online accessibili sono a contenuto pornografico (per maggior informazioni: Döring, 1999). Una ricerca australiana (Flood & Hamilton, 2003) ha dimostrato: 84% dei 16- e 17enni guardano volutamente o casualmente dei siti porno quando girano nella rete. Di questi giovani il 88% dei maschi e il 83% delle femmine sono della opinione che sia "normale" alla loro età guardare dei siti pornografici.
Primi contatti con la pornografia
Seguendo le ricerche di Bohrer (1992) in media all'età di 14,4 anni i maschi hanno il loro primo contatto con filmati pornografici.
Si può senz'altro ipotizzare che al giorno d'oggi, grazie all'aiuto di Internet, l'età del primo contatto con la pornografia sia molto più bassa.
Ricerche sugli effetti della pornografia
Le ricerche sulla pornografia in Europa sono rare. Generalmente i ricercatori si basano sulla suddivisione di Selg (1986) - siccome molto efficace - che è stata presentata inizialmente.
Cosi non meraviglia che si possono suddividere i risultati degli studi nel seguente modo:
- Quantità: Opere erotografiche e pornografiche hanno un effetto sulla stimolazione sessuale, sull' atteggiamento e sui giudizi morali.
- Violenza: L'unione tra sessualità e violenza contro donne è uno dei campi di studio con più ricerche. Opere che comportano immagini di sesso mischiate ad altre di violenza contro le donne incrementano questo tipo di violenze. Queste opere, sopratutto si parla di film (anche sequenze video), hanno un effetto enorme sugli atteggiamenti e sui giudizi di chi li guarda:
- "Accettazione da parte degli uomini della violenza e fantasia di violenze contro donne dopo la visione di film sessuali-aggressivi": Malamuth & Check, 1985; Selg 1986; Schwarz, 1987; Russell, 2004; Weisz und Earls, 1995
- "Eccitazione sessuale dopo e durante visione di opere/film che uniscono sesso e violenza": Ertel, 1990
- "Attribuzione di più realtà alla figura femminile (la donna come insaziabile macchina da sesso) nei film pornografici da uomini e donne, in confronto alla poca attribuzione di realtà della figura maschile nei film pornografici": Ertel, 1990
- "Correlazione tra consumo pornografico ed un autovisione molto maschile nei uomini (essere molto "uomini")": Ertel, 1990
- "Correlazione tra frequente visione di filmati pornografici violenti e il deterioramento della percezione della femminilità": Ertel, 1990
- "Il consumo pornografico influisce sulla percezione dei ruoli tradizionali dell'uomo e della donna, nel senso della stabilizzazione dei vecchi schemi: con conseguente svalutazione della donna": Bohrer, 1992
- "Le donne possono soffrire complessi d'inferiorità nel confronto con le porno-attrici, ed uomini possono provare frustrazioni verso scenari-fantasia non realizzabili": Ertel, 1990
- "Duranta la visione di Porno gli uomini si concentrano sugli atti sessuali e sugli aspetti di violenza mostrati, le donne fanno più attenzione alla storia e alle personalità": Lukesch, 1990
ecc.
Alla Università di Calgary, Canada (NEFRE, National Foundation for Family Research and Education) recentemente è stata fatta una meta-analisi di dati scientifici già elaborati (oltre 12.000 probanti) sugli effetti della pornografia.
Le conclusioni:
- Il consumo di pornografia può portare a difficoltà comportamentali e a problemi psichici e sociali
- Il problema più frequente degli uomini è un atteggiamento negativo riguardo le relazioni intime (dominanza sessuale, sottomissione del partner, ruoli sessuali stereotipici, percezione degli altri come oggetti sessuali). Problemi comportamentali che possono portare al feticismo e ad una masturbazione eccessiva e rituale.
Pornografia e il suo effetto sugli adolescenti
E' proibito fare degli esperimenti scientifici con dei bambini o adolescenti. Per questo Greeson e Williams nel 1986 hanno condotto il seguente test su dei ragazzi tra i 12 e 15 anni:
Un gruppo ha guardato un'ora MTV prima di rispondere ad alcune domande, il gruppo di controllo non ha potuto vedere MTV prima di dare le sue risposte. L'esito: il gruppo di adolescenti che hanno potuto vedere i videoclip hanno risposto in maggioranza (e dunque di più in confronto con il gruppo che non ha potuto vedere i videoclip) che il sesso prima del matrimonio va bene. Con questo esperimento è stato provato che allusioni sessuali producono - almeno a corto raggio - effetti sui giudizi di bambini ed adolescenti.
Il mito della violenza o "l'effetto via col vento"
Come già accenato è stato provato parrecchie volte (Malamuth & Check, 1985; Selg 1986; Schwarz, 1987; Russell, 2004; Weisz und Earls, 1995) che la visione di un film, in cui aggressioni vengono attribuite a contesti sessuali positivi, crea negli uomini (ma non nelle donne) un aumento dell'accettazione di violenza contro donne (in interazioni sessuali come in quelle non-sessuali), e sopratutto in un'accettazione di un concetto stereotipico femminile in cui le donne meritano violenza o la desiderano di nascosto. Questo concetto distorto si chiama anche "Mito della violenza".
Per aver un esempio del "mito della violenza" nella sequenza di un film, non è neccessario cercare film a contenuto pornografico: basta guardare "Via col vento"...
Rhett Butler sforza un bacio a Rossella, e seppur lei dice no, non vuole e da resistenza la porta su le scale (per portarla nella stanza da letto). Il giorno dopo, inquadratura di Rossella a letto con ottimo umore. Questa scena suggerisce: Lei non voleva, lui si ha imposto, però lei dopo è felice dunque in segreto lo desiderava.




(Immagini dal Film "Gone with the wind" con Clark Gable e Vivian Leigh)
Riguardo alle ricerche del "mito della violenza" (rape myth) non si possono non nominare le ricerche di Zillmann e Bryant (1982, 1984, 1988, 1994). Nei loro esperimenti (sempre svolti nello stesso modo) hanno mostrato ripetutamente (tempistica dei test: un periodo di sei settimane) a dei volontari un'ora di visioni pornografiche. Il risultato si manifestò in un mutamento di giudizio con riguardo ai comportamenti sessuali ammessi: trivializzazione, aumento d'insensibilità verso la sessualità e i desideri femminili, la sopravalutazione della prelevanza di pratiche sessuali e dubbi riguardo la propria sessualità e la soddisfazione con essa e con i rapporti sessuali.
Pornografia e propria frustrazione
Nel 1976, Baran ha fatto delle interviste con 202 studenti delle High School americane. I suoi risultati: Più piacere provavano gli studenti davanti alla TV nel guardare seguenze sessuali, più insoddisfatti erano con le proprie eseprienze amorose e sessuali.
Invece, se gli studenti provavano poco piacere davanti la TV, provavano più soddisfazione con le proprie esperienze. Baran inoltre ha provato che gli studenti non erano in grado di valutare realisticamente le azioni viste in TV.
Pornografia oggi: un danno per la società moderna
La pornografia a sè non è un male. Infatti è vecchia come l'umanità. Ma sono i nuovi mezzi di communicazione che la rendono repiribile a tutti ovunque a tutte le ore, che provocano dunque l'eccesso di consumo (non c'è più nessuno controllo) e l'eccesso nelle violazioni di tabù, che la rendono un male per la società.
La pornografia "hard" come è "hard" il giorno d'oggi, non è paragonabile alla pornografia di venti anni fa. La trasgressione ha toccato dei limiti, anzi li ha superati.
Ci vuole dunque prudenza e consapevolezza nel consumo della pornografia. Serve più informazione su cosa la pornografia veramente è e quali possono essere i suoi effetti. La pornografia dovrebbe stimolare sì, ma non rendere la vità tra uomo e donna, la vita nella società, la vita della donna nella società, più difficile.
Video-Clips musicali con riferimenti pornografici
La pornografia di oggi, perchè condanno la pornografia eccessiva, sta distruggendo tutto ciò per cui le donne negli anni sessanta e settanta (le cosidette "femministe") hanno lottato. Per noi ora: delle normalità - a rischio! Basta guardare i video di MTV, in cui dei Rapper mettono dei dollari nelle mutandine delle danzatrici mezze nude.
La scena peggiore vista: la testa di una ragazza (il suo fondoschiena perizomato in prima visione) tra le gambe di un rapper che fingeva una certa pratica orale, lui che cantava e le dava dei schiaffi sul fondoschiena. Non parliamo dei Rapper, delle star HipHop che girano i propri Porno-Film, per dimostrare cosa sanno fare.
Ecco cosa stanno imparando i giovani d'oggi. La maleducazione che notiamo nei nostri giovani, i stupri di gruppo fatti da 14enni, i ricatti con dei videotelefonini: da dove hanno questi esempi?
Forse non si dovrebbe censuare Santoro, ma più video-clip americani.
(Immagine da Internet: Akon che simula on stage sesso con una 14enne)
Ci vuole intelligenza, prudenza. Ci vuole più informazione. Ci vuole più controllo.
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Letteratura usata:
- Baran, S. J. (1976). Sex on TV and the adolescent self-image. Journal of Broadcasting,
20, 61-68.
- Baran, S. J. (1976). How TV and film portrayals affect sexual satisfaction in college
students. Journalism Quarterly, 53, 468-473.
- Bohrer, A. (1992). Einflüsse des Pornographiekonsums auf Geschlechtsstereotype,
Beziehungsfähigkeit, Sexualverhalten und Selbstbild bei männlichen Jugendlichen.
Unveröffentlichte Diplomarbeit, Universität Regensburg.
- Bryant, J. & Rockwell, S. C. (1994). Effects of massive exposure to sexually oriented
prime-time television programming on adolescents‘ moral judgment. In D. Zillmann,
J. Bryant & A. C. Huston (Hrsg.), Media, children, and the family (183 - 195). Hillsdale: Erlbaum.
- Ertel, H. (1990). Erotika und Pornographie. Repräsentative Befragung und psychophysiologische Langzeitstudie zu Konsum und Wirkung. München: PVU.
- Greeson, L. E. & Williams, R. A. (1986). Social implications of music videos on youth:
An analysis of the content and effects of MTV. Youth and Society, 18, 177-189.
- Harris, R. J. & Scott, C. L. (2002). Effects of sex in the media. In J. Bryant & D. Zillmann (Ed.), Media Effects. Advances in theory and research (2. Edition; 307-331). Mahwah: Erlbaum.
- Lukesch, H. (1990). Empirische Befunde über Medienerfahrungen von Jugendlichen
und jungen Erwachsenen aus dem Bereich der Sexualität. In N. Kluge (Ed.),
Jugendsexualität (64-78). Frankfurt a.M.: dipa.
- Malamuth, N. M. & Check, J. V. P. (1985). The effects of aggressive pornography on
beliefs in rape myths: Individual differences. Journal of Research in Personality,
19, 299-320.
- Malamuth, N. M. & Impett, E. A. (2001). Research on sex in the media. In D. G. Singer
& J. L. Singer (Ed.), Handbook of children and the media (269-287).
Thousand Oaks: Sage.
- Schwarz, N. (1987). Geschlechtsorientierung und die Einstellung zu Gewalt gegen
Frauen. Psychologische Rundschau, 38, 137-144.
- Selg, H. (collaboration: Bauer, M.) (1986). Pornographie. Psychologische Beiträge
zur Wirkungsforschung. Bern: Huber.
- Selg, H. (1989). Über Wirkungen von Gewaltpornographie. BPS-Report, 11, 1-3.
- Weisz, M. G. & Earls, C. M. (1995). The effects of exposure to filmed sexual violence
on attitudes towards rape. Journal of Interpersonal Violence, 10, 71-84.
- Zillmann, D. (1994). Erotica and family values. In D. Zillmann, J. Bryant & A. C. Huston (Ed.), Media, children, and the family: Social scientific, psychodynamic,
and clinical perspectives (S. 199-213). Hillsdale: Lawrence Erlbaum.
- Zillmann, D. & Bryant, J. (1982). Pornography, sexual callousness, and the trivialization of rape. Journal of Communication, 32, 10-21.
- Zillmann, D. & Bryant, J. (1984). Effects of massive exposure to pornography. In N.
M. Malamuth & E. Donnerstein (Ed.), Pornography and sexual aggression
(S. 115-138). Orlando: Academic Press.
- Zillmann, D. & Bryant, J. (1988). Effects of prolonged consumption of pornography
on family values. Journal of Family Issues, 9, 518-544.
- Zillmann, D. & Bryant, J. (1988b). Pornography’s impact on sexual satisfaction. Journal
of Applied Social Psychology, 18, 438-453.
References (1)
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Dati, fatti ed effetti. La pornografia � anche un sinonimo di violenza? Per poter rispondere a questa domanda, si deve valutare tante cose. Ci sono parecchie ricerche che danno risposte a come la pornografia pu� influire sull'essere umano. Questi studi hanno dato risultati interessanti ed anche allarmanti. Qualche dato: ...
Reader Comments (19)
E meno male che non sapevi cosa scrivere! Bell'esame schietto dell'argomento, accuratamente documentato e ricco di nuovi spunti di riflessione. Anche i messaggi subliminali (più o meno subliminali, direi) contenuti in scene apparentemente innocue in effetti possono dare una visione distorta del rapporto uomo/donna. E questo riconduce a quanto ho in parte sostenuto anche io: la pornografia a volte non è nelle immagini, ma nel messaggio che trasmette. Brava.
In effetti ho fatto tipo una meta-analisi, perchè non riuscivo decidermi su che argomento approfondire...
Grazie per il "brava"!
Ho giusto bisogno di una bomboletta di silicone, eviterò di comprare la Saratoga
Oscar, spiega perchè :)
Bel post, molto interessante...
Violenza e pornografia sono tra loro connesse. Ma la nostra società diventa sempre più violenta perchè la pornografia diventa sempre più esplicita oppure la pornografia diventa più esplicita perchè la società divetna più violenta?
Una domanda interessante in effetti, tu cosa credi?
direi che siamo decisamente in antitesi
Andrea, non è il bello del ROTOCALCO questo?
Non trovi? :)
E' difficile rispondere, probabilmente entrambe, è un circolo vizioso!!! ;-)
Complimenti, un'analisi molto approfondita e davvero interessante. Direi che più o meno siamo arrivate alle stesse conclusioni.
a Stefania Santoro: sarà per il nome? :)
grazie per i complimenti!
Salvo: che dirti, forse è proprio così, e qui cosa proponi, anche che le donne si ribellino? :P
Trovo illuminante il riferimento e Selg. Pornografia è aggressività come dimostra il profluvio di immagini ai limiti del raccapriccio dell'odierna pornografia. Non so spiegarmi il perché di questo appeal, se non che forse ogni atto sessuale, a partire dalla sua funzione riproduttiva, contiene un nocciolo di violenza e di costrizione. Dovremmo chiedere alle donne se un'approccio violento e hard è apprezzato e fino a quali limiti tollerato. Lascio alle donne la risposta.
@ Stefania: qui il problema è ancora più serio e più complesso. Una cosa è parlare della showgirl che volotariamente mette la minigonna e la scollatura alimentando un inconsapevolmente il maschilismo presente nella nostra società (come stiamo facendo sotto l'articolo di Stefania Santoro), un altra è parlare di violenza dove c'è una costrizione.
I due aspetti, però, secondo me in parte (minima) sono legati.
Ribellarsi ad una violenza, infatti, è poca cosa (molto spesso anche inutile), occorre cambiare l'universo valoriale, culturale e comportamentale che in molti casi è la causa delle violenze. Allora, escludendo i maniaci sessuali e chi ha problemi mentali o devianze particolari, molto probabilmente riducendo i corpi nudi in TV, qualcosina cambierebbe...
Tuttavia, la questione della viilenza sulle donne è un tema molto delicato di cui è difficile trovare la soluzione. Proporre nei media modelli femminili più sobri (senza prestare attenzione alla pornografia) inciderebbe solo per una minima parte...
duqnue in fine mi dai ragione in tutto. :)
lo dici anche tu: molto probabilmente riducendo i corpi nudi in TV, qualcosina cambierebbe...
;)
Ma io sono sempre stato di questo parere, non è che adesso i do ragione...
Abbiamo pure dibattuto sulle scollalture delle presentatrici dei giornali, ricordi? ;-)
Mi sembra una visione piuttosto sessuofobica e censorea. Si sta parlando di rappresentazione del sesso, l'attività più naturale che ci sia. Non vedo cosa c'entri con la morale e con la religione.
"il gruppo di adolescenti che hanno potuto vedere i videoclip hanno risposto in maggioranza (e dunque di più in confronto con il gruppo che non ha potuto vedere i videoclip) che il sesso prima del matrimonio va bene. Con questo esperimento è stato provato che allusioni sessuali producono - almeno a corto raggio - effetti sui giudizi di bambini ed adolescenti."
La violenza sulle donne è un problema grave ma non credo verrà risolta con la censura o che sia provocata dalla pornografia. Le veline non sviliscono la dignità della donna non più dei California dream men quella dell'uomo. Parlate di meno e fate di più, non piangetevi addosso. Basta con questo amarcord delle femmniste degli anni '70. Siate più "cattive" con gli uomini. E rinunciate alla "parità". Siete migliori di noi.
Ciao Henry!
deve esserci un malinteso... non sono per una completta censura. Ma sono per più controllo.
Credo che non sia giusto che i bambini possono navigare in rete e per caso trovarsi su un sito come youporn ed essere cosi confrontati con la pornografia.
Credo che ci vuole tutela.
Chi è vacinato ed adulto è libero di andare a guardare cosa vuole.
A parte questo: ti sembra sessuofobico questo contributo?
Beh, a pensare che mi sono limitata a cittare dei fatti. Conclusioni e risultati di ricerche fatte da grandi scienziati.
Se ti ho capito bene tu credi che una "società pornografica" non centri nulla con la morale?
T'invito a leggere questo articolo qui, allora.
Non ho scritto nulla di religione. Forse mi sono spiegata male?
Fammi sapere. :)
Sono d'accordo, la pornografia è il sesso ridotto a mero istinto animalesco, e assimilato a idee di violenza. Degradazione del sesso a eccitante non solo "ormonale", ma istintuale ad un livello più generale, come se il dare libero sfogo alla sessualità significasse dare sfogo ad ogni altro istinto che abbia a che fare con al prevaricazione sugli altri; soprattutto ovviamente sulle donne, poichè da sempre l'uomo si arroga la possibilità di imporre il sesso alla donna come fosse un suo "diritto", a cui la donna deve sottostare. Questa è la pornografia.
Scene di sesso anche molto esplicite non lo sono di per sè, se non c'è violenza, e soprattutto costrizione da nessuna delle due parti.
E' bella questa ricerca, molto approfondita, un vero studio sulle conseguenze sociali di questo fenomeno antico. Credo che la diffusione dell'informazione su così larga scala che caratterizza questi ultimi anni sia implicata profondamente nel dilagare della pornografia. La necessità di un maggiore controllo si impone con urgenza, soprattutto per salvaguardare il rapporto con la sessualità degli adolescenti di oggi.
Elena
Ciao Stefania,complimenti a te, e agli altri, per il lavoro che state facendo:)
Sessuofobico perchè mi sembra demonizza la pornografia (rappresentazione pubblica del sesso).
L'unico limite alla pubblicità pornografica deve essere la tutela dei bambini, su questo siamo d'accordo.
L'articolo che mi hai indicato raccoglie perfettamente la mia idea di pornografia.
Vendere i propri ideali, i propri affetti, la propria
anima per il potere e/o il denaro, l'uso morboso dei media(Studio Aperto docet) sono qualcosa di deviato. E sono cose che vediamo ogni giorno, praticati regolarmente dai nostri rappresentanti, dalle nostre istituzioni. Questi sì hanno un effetto devastante sui modelli, sui valori che le persone, e soprattutto i fanciulli, si costruiscono.