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PORNOGRAFIA, quando il sesso diventa spettacolo

di Claudio Chittaro

Letto il titolo, una marea di pensieri e di collegamenti mi passano per la mente ma una cosa però credo di poter affermare con ragionevole certezza e cioè che stiamo parlando di un argomento “soggettivo” sul quale tutti, inevitabilmente, possono avere torto o ragione. Pertanto anche io cercherò di dare il mio contributo senza nessuna pretesa come sempre, ma stavolta più che mai, di dire nulla che abbia un senso assoluto.
Sarò all’antica ma da piccolo mi hanno insegnato che quando si parla di un argomento occorre perlomeno conoscerne il significato.

Pornografia: “rappresentazione, sotto forma di scritto, disegno o altro, di soggetti o temi osceni.”
E’ ‘osceno’ invece per definizione ciò che è “vergognoso, volgare; che offende turpemente il pudore”.

Mi verrebbe voglia di andare ancora a cercare il significato di pudore ma temo di finire in loop e quindi evito. Sommando già solo queste due definizioni si evince che la pornografia viaggia inevitabilmente di pari passo al sesso ed il suo metro di giudizio è il senso pudore. E qui cominciano i distinguo perché quest’ultimo è estremamente differente da individuo a individuo e soggetto inevitabilmente a mille contaminazioni ed influenze. Si pensi che per i preti è peccato anche una “polluzione spontanea” mentre al contrario per altri è quasi una gioia. Infatti taluni, detti “benpensanti”, vedono pornografia anche solo in effusioni tra adolescenti su una panchina mentre altri al contrario vedono, al massimo una sorta di esibizionismo. La medesima scena, sulla stessa panchina, completamente nudi potrebbe (condizionale sempre d’obbligo) essere definita pornografica ma anche qui se ne potrebbe parlare a lungo, personalmente la definirei più che altro idiota!

Come per ogni tema credo occorra scegliere un punto di partenza e personalmente lo scelgo nel legame indissolubile che trovo tra pornografia e nudità prima ancora che con il sesso. Come detto sopra infatti determinati atteggiamenti per i più cambiano completamente di valenza e di significato se compiuti da vestiti o da nudi. Spesso se si è vestiti un determinato gesto lo si bolla come “volgare” mentre lo stesso gesto compiuto da nudi lo si definisce “porno”. Questo sinceramente mi sembra un limite abbastanza riduttivo e penalizzante perché il giudizio è determinato da come la persona vive e vede il nudo e gli atti che si compiono in quel contesto. E qui, devo confessarvelo, non sarò forse così obbiettivo e categorico come probabilmente altri ed il motivo è abbastanza semplice. Provengo da una famiglia cattolica e praticante ed inevitabilmente la mia educazione è stata influenzata da questo. Non fossi stato il terzo di tre fratelli e fossi stato figlio unico probabilmente oggi come oggi riterrei “pornografico” anche solo un modo di vestire o di atteggiarsi. Al contrario, essendo cresciuto con dei fratelli senza falsi tabù con i quali frequentavo fin dalle medie una spiaggia naturista, ho un rapporto con il nudo particolare che mi porta a legare la pornografia quasi esclusivamente al sesso e, per essere ancora più precisi, agli atti veri e propri che si compiono in quel contesto. Forse è riduttivo ma è quello che c’è nel mio DNA e dal quale fatico a staccarmi nell’esprimere un giudizio anche perchè frutto anche di tanti discorsi fatti con amici che venivano a trovarci e la cui prima preoccupazione era “non mi porterai mica in quella spiaggia naturista?”. Per carità! Lungi da me imporre o mettere a disagio chicchessia ma, siamo sicuri che la pornografia stia in persone che se ne stanno sdraiate tranquille o a discorrere amabilmente nude al sole? O forse è più facile trovare la pornografia in un film, un racconto o una foto magari su un quotidiano “insospettabile”?
Come vedete in tante azioni o situazioni ognuno di noi può identificare pornografia, non necessariamente nella sola sfera sessuale. Pertanto, anche per non finire fuori tema, forse è meglio focalizzarsi solo su questo aspetto; sesso o pornografia, giusto o sbagliato, bene o male. Finita l’analisi? Macchè, magari fosse così semplice invece la pornografia altro non è che un’evoluzione del sesso, un limite che si supera e che per qualcuno diventa “male”. Ma non è necessariamente uno spettacolo. Perché è pornografia (nella testa bacata di chi lo compie) anche un abuso su un bambino e, sempre a “suo” vedere, probabilmente uno spettacolo. Se lo chiediamo al bambino forse non ci darà lo stesso giudizio e sono sicuro che di gran lunga preferirà altri tipi di spettacoli.
Concludendo credo che la cosa più sensata sia dare una propria definizione e rimettersi, come sempre, al giudizio degli altri. Personalmente credo che la pornografia non sia altro che la degenerazione dell’atto sessuale, la sua gratuita spettacolarizzazione fine spesso al piacere proprio prima di quello altrui e compiuto senza nessuna finalità precisa se non quella di colpire chi ne è spettatore.

Posted on lunedì, febbraio 4, 2008 at 12:40AM by Registered Commenterfr in | Comments10 Comments | References2 References

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    di Claudio Chittaro Letto il titolo, una marea di pensieri e di collegamenti mi passano per la mente ma una cosa per� credo di poter affermare con ragionevole certezza e cio� che stiamo parlando di un argomento ?soggettivo? sul quale tutti, inevitabilmente, possono avere torto o ragione. Pertanto anche io ...

Reader Comments (10)

Interessante riflessione.
Ci rifletto su qualche notte e poi ritorno.

febbraio 4, 2008 | Registered CommenterStefania

Sono d'accordo con te nel non vedere niente di osceno in un nudo, l'oscenità sta nell'uso che si fa di quel nudo e soprattutto negli occhi di guarda.

febbraio 4, 2008 | Unregistered CommenterStefania Santoro

Sicuramente l'educazione che uno riceve, è una delle cose che ci condiziona di più sul decidere che cosa è o non è osceno.

febbraio 4, 2008 | Unregistered CommenterGianluca

Concordo pienamente: la malizia stà negli occhi di chi guarda e non nelle situazioni in sè. Pertanto è ovvio che la spettacolarizzazione del sesso sia finalizzata a creare piacere solo negli spettatori. Spesso per gli attori, quindi, si tratta di un compito da svolgere a causa del loro mestiere e nient'altro di più. Privare il sesso dal piacere fisico, affettivo e mentale è davvero "la degenerazione dell'atto sessuale". ;-)

febbraio 4, 2008 | Unregistered CommenterSalvatore Pettineo

Concordo, anche se nel mio articolo sono "finita fuori tema" :-)

febbraio 5, 2008 | Unregistered CommenterMaria Carla

ecco, non condivido il pensiero che la pornografia sia "soggettiva". certo, diciamo che le sue "frontiere" sono molto flessibili. per una persona pornografia è solo sesso+violenza, per un'altra persona pornografia è tutto ciò che è troppo esplicito e per un'altra persona ancora pornografia non è solo sesso.

ma lo stesso: la pornografia a sè, è una definizione comune, che quando la prendiamo in bocca tutti capiscono subito di cosa parliamo.

dunque la pornografia non è molto "soggettiva".

io la penso cosi.

febbraio 7, 2008 | Unregistered CommenterLune

La penso come Gianluca.

febbraio 7, 2008 | Unregistered CommenterJOY

Credo che pornografia sia tutto ciò che faccia scadere l'atto sessuale a qualcosa di meccanico e mercificato.

Oggi, il sesso è usato spessissimo in pubblicità ed in tv in un modo però diverso da quello degli anni '70 per es.

Non c'è più quel senso erotico di malizia ma è mera esposizione di corpi senza un che di carnale ed erotico appunto ma invece simile ad una esposizione di masse di carne a volte anche... "geneticamente modificata" (leggasi silicone) senza un briciolo di seduzione. Questo aspetto che rende il tutto volgare può invece nei casi più estremi diventare pornografia.

Discorso complesso da farsi per iscritto ma spero di essere riuscito a dare il quadro di quello che è il mio pensiero

Ciao Chit
Daniele

E infatti la componente 'spettacolarizzante' fa la differenza: pornografico è per definizione il sesso fruito da un consumatore-spettatore. E tuttavia credo che come giustamente scriveva Maria Carla, il sesso sia a volte perfino irrilevante quando la spettacolarizzazione produce oscenità. Ma allora bisognerebbe appurare se l'osceno è sempre pornografico e viceversa e che rapporto esiste tra queste due esperienze. Sempre Maria Carla enumera un ampio e condivisibile catalogo di situazioni 'pornografiche' nelle quali non c'è sesso. Il problema è comunque estremamente complesso e le definizioni non bastano. Insomma la pornografia checché se ne dica resta un prodotto sfuggente e complesso, profondamente connesso con una società evoluta.

febbraio 8, 2008 | Unregistered Commenterfabrizio

Continuo a pensare, come ho ribadito sotto gli altri articoli, che la pornografia ha una sua definizione e dunque non puo cambiare da individuo ad individuo.

La pornografia per me è il messo in scena della sessualità in modo volutamente esplicitò (zoom su determinati parti del corpo, pose, atti ecc.).

Dunque ciò che dici tu per me sono i giudizi morali. E su questi sì, tante persone possono avere tante diverse opinioni. Ma una società spesso ha un largo consenso sui giudizi morali, perchè è proprio cìò che la rende una "società".

La definizione della pornografia per me non è "individualizzabile". Pornografia resta ciò che è, come un bacio è ed sarà sempre ciò che è: un bacio.


febbraio 10, 2008 | Registered CommenterStefania

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