I am the brains
Some say insane
Blood is the rain
That's whay life's about
In the great wide
Head split and tongue tied
Watch the sun die
When you're running out
Hell doesn't want them
Hell doesn't need them
Hell doesn't love them
Io non saprei proprio dire se lo sciopero dei mezzi pesanti di queste ore sia stata una decisione saggia nei confronti di tutti noi cittadini che poi, alla fine, ne abbiamo fatte le spese: io non lo so'.
Presumo che la protesta dei camionisti sia fondata, ci mancherebbe: pedaggi troppo alti e prezzo del carburante alle stelle, sono più che buoni motivi per fermare i camion e scioperare, visti i tempi di vacche avvizzite che stanno passando tutti i cittadini di questo paese.
Si può discutere però sui metodi a volte estremi e violenti con cui la protesta è stata svolta: si son viste autobotti che trasportavano carburanti scortate dalla polizia, per una volta non appresso alla moglie di qualche onorevole che doveva andare a far la spesa.
Io, in prima persona, lavorando proprio a ridosso di un incrocio autostradale, ho visto persone imbufalite che malamente minacciavano chi non intendeva scioperare, e ancora camionisti che prendevano a calci i paraurti dei camion che osavano muoversi, o guidatori di tir impotenti che si vedevano svuotato il serbatoio del proprio mezzo da altri, con la sola speranza di qualche goccia di gasolio in rimanenza che permettesse loro di rientrare al cantiere o alla sede della propria azienda.
Cose veramente indegne, da "Stato Sudamericano" e che la Polizia stradale nei paraggi non cercava minimamente di quietare: l'ordine era ed è rimasto ancora adesso quello di non provocare per non esasperare gli animi.
Il problema però è stato che ad esacerbarsi, sono stati il fegato e la bile di tutti i conducenti di macchine in fila, per ore e ore: incapaci, impotenti.
Alla fine lo sciopero sembra aver sortito l'effetto voluto. In queste ore un protocollo d'intesa è stato siglato tra il Governo da una parte, ed i rappresentanti di categoria dall'altra.
Alleluia. Finalmente.
Bene. Forse, ma non c'è da sperarci troppo, tutto tornerà alla normalità domani.
Ma fino a quando?
Fino a quando non se ne uscirà un'altra categoria a scioperare, dopo tassisti, farmacisti, medici e camionisti, magari per rivendicare il rinnovo di un contratto di lavoro scaduto da chissà quanto tempo?
I costi di questo sciopero certamente sono stati ingenti: aziende come la SATA di Melfi, tanto per citare una realtà vicina a chi scrive, che ha messo in libertà i lavoratori dello stabilimento (che produce la Lancia Ypsilon) già da tre giorni. O tanto per proseguire gli operai della Pirelli, della Barilla, della Fiat di Termini Imerese.
Domanda: chi pagherà a questi le giornate perdute?
Certo, le recupereranno, magari con straordinari pagati due lire con il pericolo di rimanere mutilati o uccisi dalla filiera delle macchine.
Anche la mia azienda, pur essendo piccola, ha risentito in maniera preponderante dei disagi di questo sciopero. La ALCOA Italia, la multinazionale che ci rifornisce di materia prima, ieri ci inviò un fax, spiegandoci che visti i disagi e le agitazioni dei trasportatori, aveva sospeso la produzione di tutto il comparto profilati, e che, visto l'avvicendarsi delle festività imminenti, la produzione sarebbe ripresa il giorno 3 di Gennaio 2008.
E noi, che ci approviggioniamo direttamente e solo da questa, siamo rimasti senza materia prima, e senza la possibilità d'evadere le tantissime consegne appuntate prima del 22 di Dicembre.
Il risultato è stato che il sottoscritto si è ritrovato a dovere telefonare a decine e decine di Imprese e di piccoli artigiani, per avvertirli delle mancate consegne.
Con tutte le conseguenze che si possono immaginare, tra diluvi di bestemmie conio alta Calabria, imprecazioni a Prodi e ai suoi sgherri, ai bastardi americani che ci fornivano, a noi e a un crogiuolo di santi che nemmeno sto' a nominare.
Una bella giornata insomma.
Che mi ha fatto riflettere parecchio, ed ancora una volta, sul fatto di quanto noi, cittadini di uno Stato economicamente avanzato, dipendiamo dalle macchine e dal petrolio.
Senza di esso, nulla si muove.
Ve lo potrà dire il mio amico benzinaio, che lavora alla stazione di rifornimento vicina al mio ufficio: in 3 ore stamattina, dalle otto alle undici, ha rifornito macchine per trentamila litri di gasolio.
Facendo un pò di conti: considerando che una macchina diesel ha il serbatoio con una capienza di, diciamo approssimativamente e per media 50 litri, il mio povero e disgraziato amico ha rifornito la bellezza di circa 600 autovetture. Quasi tre macchine e mezza al minuto. Da solo per quattro pompe (due di diesel e due di benzina), in mezzo ad un trambusto di clacson, di (pure lui, poveraccio) bestemmie conio alta calabria, imprecazioni, ecc. ecc.
Senza considerare poi chi invece, appunto, aveva la macchina a benzina, e che aveva deciso di andare a fare il pieno in quelle ore, tanto per star sicuri., non si sa mai come vanno a finire queste cose.
Alle undici ed un quarto il mio amico ha dato forfait: ha svuotato di carburante tutte le pompe, ha messo il cartello "tutto esaurito" e s'è andato a ficcare sotto le coperte a casa, visto che una mattinata così gli ha procurato un febbrone da cavallo, con conseguenza di incubi.
Bella cosa pure questa.
Quando si tocca il serbatoio della macchina tutti quanti ricordano la crisi del '73. Di quell'incubo.
E tutti hanno una paura fottuta di non potersi muovere.
Per andare al lavoro o per andare a fare la spesa (quando magari i mezzi pubblici sono sempre deserti). Per uscire e andare a schiantarsi contro un blocco di cemento in autostrada, o magari per andarsi a ficcare col muso della macchina contro un macigno, mentre ci si appartava con la propria donna (anche questo è successo ad un altra persona che conosco: il problema poi è stato spiegare al marito di lei che diavolo ci facesse in una strada di campagna alle dieci di sera, e non da sola. Quella volta però le bestemmie le diede proprio la fedifraga ed il seduttore di turno: tante quante furono le mazzate che il cornificato diede loro appena usciti, per poi rientrarci in un secondo tempo, quasi illesi dal Pronto Soccorso).
Queste son tutte cose che ognuno di noi dovrebbe prendere a coscienza, perché dai, lo sappiamo tutti che prima o poi questo dannatissimo petrolio che provoca guerre, che alimenta le speculazioni, su cui si basa la maggior parte del mercato globale, prima o poi finirà.
Ad una persona che si provocano salassi senza ritegno non le si può chiedere di vivere a lungo, e così succederà pure al nostro malmesso e violentato pianeta.
Mica c'è tanto da illudersi d'altronde.
Chi si occupa di queste cose sa benissimo che l'estrazione di greggio è già calata di diversi punti nell'arco di questi anni, e prima o poi si esaurirà completamente, o diventerà talmente antieconomica sostenerla, che un barile di petrolio costerà più di 250 dollari: una cifra che rapportata ai costi di produzione, di stoccaggio, di trasporto, di tassazione, diventerà almeno tripla alla pompa, e solo i nababbi orientali potranno permettersi di avere una macchina.
Prepariamoci dunque.
Però oggi, cazzo, fatemi esprimere solidarietà al mio amico benzinaio.
L'ho chiamato stasera. Ha ancora trentotto di febbre.
Mi auguro che mai nessun camionista più gli si pari davanti: correrebbe il rischio d'esser buttato senza tanti complimenti in una cisterna sotterranea.
Prostrato da OzzyRotten
alle ore 22:55
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