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Mar 0826

Partito Democratico, fonti rinnovabili e risparmio energetico

Pubblicato da Mario Delfino alle 10:15 in Elezioni 2008, Fonti rinnovabili, Risparmio Energetico


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Il Programma del Partito Democratico illustra la situazione de L'Italia nel mondo e Lo Sviluppo di qualità. E' la volta, quindi, dei 4 problemi del paese e del Progetto.

Si entra nel vivo con le Dodici Azioni di Governo.

La Quinta è quella che più ci interessa: l'Ambientalismo del fare.

Questa Azione è divisa in 6 parti: la prima è dedicata all'energia pulita, più abbondante, meno cara. A fare compagnia all'energia, all'interno della Quinta Azione, vi sono anche, tra le altre, le nuove tecnologie urbane, la banda larga e gli stadi.

Concentriamoci, comunque, sulla prima parte, quella dedicata all'energia.

E' articolata, a sua volta, in 4 punti.

Il punto 1 comincia con:

Si deve accelerare la transizione da settori, processi e prodotti energy intensive a settori, processi e prodotti energy saving.

I rigassificatori sono i protagonisti del punto 2:

Sono indispensabili il potenziamento delle infrastrutture di rigassificazione, trasporto e stoccaggio del gas, la garanzia della loro reale terzietà rispetto ai competitors e la diversificazione delle fonti, così da determinare quell'eccesso di offerta che può creare la concorrenza.

Il punto 3 è dedicato all'energia solare (termica) ed all'efficienza energetica degli edifici

L'Italia sia il Paese del sole anche in fatto di energia, diventando entro i prossimi cinque anni leader in Europa nell'energia solare per usi termici. L'obiettivo è di rendere permanente l'incentivo previsto dalla legge Finanziaria 2008 per l'installazione di pannelli solari termici in tutte le case di abitazione, anche al fine di favorire la nascita di imprese di produzione, installazione e manutenzione dei pannelli solari. Le misure a favore delle energie rinnovabili e per l'efficienza energetica devono avere durata pluriennale certa e fondarsi sempre più sulla leva fiscale, al fine di mobilizzare al massimo le risorse private disponibili. Per l'Italia, produrre il 20% di energia con il sole e con il vento, significa risparmiare miliardi di euro sulle importazioni di petrolio. La nostra proposta è quella di un piano per realizzare in dieci anni la trasformazione delle fonti principali di riscaldamento degli edifici, privati e pubblici, in modo da creare al tempo stesso un gigantesco risparmio energetico e un grande volano di crescita economica.

Il punto 4 passa in rassegna tutte le possibili alternative energetiche

L'Italia deve impegnarsi sulle tecnologie di punta: che si tratti della cattura del biossido di carbonio per il "carbone pulito", o si tratti del metano, delle biomasse o dell'idrogeno e anche del nucleare di quarta generazione, ovvero quello a sicurezza intrinseca e con la risoluzione del problema delle scorie. È indispensabile essere presenti nelle partnerships internazionali in questi campi, per sviluppare un'industria energetica nazionale. Per valorizzare le fonti rinnovabili e la microgenerazione, deve essere ristrutturato - in cooperazione con le Regioni e gli Enti locali - il sistema complessivo della distribuzione. Quest'ultima non è più unidirezionale: da chi la produce alle case, alle aziende ed ai servizi. Ormai le famiglie e le imprese stesse possono produrre energia, ciò che pretende un conseguente mutamento della concezione stessa della rete di distribuzione.

E' tutto.

Note positive

la volontà di:

- promuovere l'efficienza energetica (sia in generale, sia negli edifici)

- promuovere l'energia solare termica

- rispettare l'obiettivo del 20% (anche se per l'Italia si tratta del 17%)

- ristrutturare il sistema della distribuzione, favorendo la generazione distribuita

Note negative

- l'assenza dei termini energia fotovoltaica ed energia eolica (si parla genericamente di sole e vento) ed energia geotermica

- l'assenza di un sia pur minimo riferimento alla creazione di un sistema di fonti rinnovabili combinate

- l'accostamento delle biomasse al metano, all'idrogeno ed al nucleare.

Ciao.

A presto.

 

Si ringrazia:

- partitodemocratico.it

 

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Il Programma del Partito Democratico illustra la situazione de L'Italia nel mondo e Lo Sviluppo di qualità. E' la volta, quindi, dei 4 problemi del paese e del Progetto. [continua]

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Commenti

1. comitato salute ambiente, Venerdì 28 Marzo 2008 ore 17:09

Il Programma energetico del PD, non diversamente da quello PdL, è pura MER*A. La conseguenza di quanto nota l'autore di questo articolo nelle "Note negative", è che i veri termini-chiave della ricetta dei due poli sono CARBONE e INCENERITORI.

Solo sdegno, meritano solo SDEGNO. L'unico che sembra degno di rispetto è Stefano Montanari.

2. Laura Tussi, Mercoledì 9 Aprile 2008 ore 15:37

INTERVISTA CON NANDO DALLA CHIESA.
Dialogo sopra le diversità culturali.

di LAURA TUSSI

1. Come colloca la Sua storia di formazione, le esperienze culturali ed educative, rispetto al personale impegno sociale e politico?

Tutta l’ esperienza di vita è formativa. Quello che si è fatto, realizzato e interiorizzato durante l'infanzia e l'adolescenza diventa elemento ed evento che influisce in seguito sul modo in cui ci si comporta e ci si atteggia nell'impegno sociale, formativo e civile rispetto alle modalità con cui si considera la cultura.
Non riuscirei a togliere nulla della mia vita per capire e comprendere quali siano le scelte personali in un certo momento e pensare come impegnarmi su un tema o sull'altro, in un aspetto o nell'altro e perché compio una certa decisione.
Davvero possiamo considerare i ricordi, dai gesti e dalle parole compiute dalle persone care, dal ricordo dei genitori, dei libri letti, dagli insegnanti, all'esperienza universitaria, al periodo del sessantotto, appena mi affacciavo all'età adulta, alla vicenda di mio padre. Penso che tutta la vita mi ha forgiato e fomentato anche aggressivamente e spinto ad assumere determinati impegni in campo civile, politico e culturale.


2. Come può il centro sinistra far fronte alle nuove ed incombenti sfide dettate da una società e da un mondo sempre più globalizzanti, segnati da diversità multiculturali e dalla coesistenza di variegate culture e differenti modi di essere e di pensare?

Lo spirito di apertura, di interscambio e di confronto vicendevoli portano a considerare gli interlocutori, le culture altre, le biografie collettive di minoranze come dati di vita e di diversità intraculturali che devono essere interpretate con sapere e approfondite rispetto al futuro e al passato con esperienza e consapevolezza appunto.
Occorre essere responsabili e consapevoli che il futuro non è solo la somma di molteplici tradizioni e biografie, ma soprattutto una sintesi di valori che sembrano divisi e divergenti, ma si elaboreranno come uniti nelle rispettive diversità tramite la costruzione e la raccolta ed elaborazione di biografie e autobiografie intelligenti.
E’necessaria molta serietà perché non è un lavoro facile, perché ogni cambiamento incide sulle condizioni dell'esistenza, della vita di ciascuno, rispetto alle aspettative, sulle paure di chi è più debole, fattori che vanno considerati in questo momento processuale di costruzione del nuovo.
Questa è la fase più difficile per la sinistra perché si apre un innovativo percorso e si sviluppa un processo di evoluzione, di apertura, di confronto e condivisione, perché nessun cambiamento lascia le situazioni nuove uguali alle precedenti, con gli svantaggi delle condizioni che generano pregiudizio.
Le ondate migratorie sono così improvvise e repentine e incidono e coincidono anche con l'invecchiamento della popolazione portando paura, diffidenza e indisponibilità all'incontro, nel confronto con le diversità, attuabile invece attraverso un lavoro e un impegno concreti nel rimuovere le cause dei pregiudizi, attraverso l'informazione culturale, chiamando ogni persona alle proprie responsabilità civili.


3. Le ultime guerre in medio oriente fanno intravedere diverse tipologie di dittatura. Quali ne sono le caratteristiche e le negatività più salienti?


Le dittature vanno dai grandi emirati, ai potentati fondati sul potere delle dinastie, dalla Siria, ai leader libanesi e con forme di ingerenza terroristica. Tutto il mondo è impegnato nella ricerca della democrazia che è un valore da consolidare e da esportare.
Strategie internazionali sono necessarie e auspicabili, ma difficili da sviluppare, anche perché le questioni legate alle minoranze si scontrano con la real politic e le ragioni della diplomazia.
Occorre che ci siano entità sovranazionali capaci di riconoscere certi diritti e tutelare e salvaguardare nelle forme consentite dalla diplomazia le minoranze oppresse. I partiti possono avere ruoli diversi con iniziative incisive, creando movimenti di opinione anche per mezzo della stampa. Sussiste comunque un problema soprattutto culturale. L'idea di boicottare il salone del libro di Torino solo perché dedicato ad Israele è sintomo di intolleranza. A volte si mettono in circolo atteggiamenti razzisti e discriminatori. Occorre molta responsabilità.

4. La Shoah ha precipitato l’umanità verso un abietto declino. Cosa occorre attualmente per esorcizzare ogni spettro di genocidio, stillicidio, di conflitto armato e di negazione di ogni tipologia di diversità all’interno della società? Esistono strategie politiche certe e determinate da parte dei partiti progressisti per far fronte a queste terribili evenienze?

Sono motivato e spinto dalla mia vicenda personale a leggere i libri che riguardano l'accettazione sociale della violenza, la nascita del nazifascismo e la tragedia dell'Olocausto. Questi eventi sono realmente avvenuti dopo le convenzioni internazionali sui diritti dell'uomo e sulla tutela dei prigionieri di guerra. Non credo comunque che l'uomo abbia imparato dalla Storia. Occorre molta responsabilità da parte degli Stati, dei partiti, dell'opinione pubblica con l'intervento degli intellettuali, con cittadini responsabili che devono conoscere il teatro degli eventi storici.

Laura Tussi

3. Mario Delfino, Giovedì 10 Aprile 2008 ore 11:41

Probabilmente sarò un lettore distratto, ma dov’è che si parla di fonti rinnovabili o di risparmio energetico in questa intervista?

Mario

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