Pena di Morte. Sul tema della moratoria Prodi e l'Italia hanno bisogno dell'aiuto della nonviolenza (magari di una mobilitazione dei bloggers )
Oggi il Presidente del Consiglio Romano Prodi è stato insieme all'associazione radicale Nessuno Tocchi Caino alla cerimonia di consegna del premio "Abolizionista dell'anno" 2007 al Presidente del Ruanda, Kagame.
Nell'occasione è stato anche presentato il Rapporto Annuale sulla Pena di Morte.

Quello ascoltato in Via di Torre Argentina a Roma, sul tema della moratoria universale delle esecuzioni capitali, è stato un Presidente abbottonato, prudentissimo e misurato.
Non fa ben sperare soprattutto alla luce della forza che due risoluzioni unanimi del Parlamento italiano dovrebbero dare all'esecutivo verso l'obiettivo presentazione alla prossima sessione dell'Asssemblea delle Nazioni Unite.
E' "una battaglia che noi faremo" ha detto il Presidente del Consiglio "alla prossima sessione delle Nazioni Unite ma che non è certamente garantita" evocando lo spettro di due grandi stati, quali Stati Uniti e Cina, mantenitori.
"Ma abbiamo con noi un'adesione molto più forte del passato: abbiamo un'Unione Europea che appoggia il lavoro italiano."
E ha concluso sul tema moratoria: "Credo si possa con serietà, anche se ripeto non se siamo sicuri, pensare ad una battaglia con forti speranze di essere portata avanti con successo."
La scheda con l'audiovideo della cerimonia di Radioradicale.it
Quello che però preoccupa del discorso del Capo del Governo è sopratutto il non detto. Nessun accenno a strategie, a prossimi appuntamenti ed incontri, attività e documenti che il Governo starebbe ponendo in essere per indurre il Presidente della Commissione Europea Barroso alla presentazione di una risoluzione di moratoria (impegnato a sua volta da un riunione pre-estiva del Cagre).
Io credo che sia arrivata l'ora di ammettere, che a partire dal decisivo mese di Settembre e per tutto il tempo che necessiterà, il Presidente del Consiglio Romano Prodi, l'Italia, l'Europa e il Ruanda necessitino e meritino il sostegno fiducioso della nonviolenza gandhiana, del digiuno di dialogo (ad oltranza) che si fa debolezza per tentare trasmutarla in forza a chi ha il dovere di vincere queste resistenze, queste incrostazioni verso la presentazione della risoluzione di moratoria all'ONU.
Noi radicali in queste ore ne stiamo discutendo e ne continueremo a discutere ma credo che quest'azione nonviolenta che si prefigura all'orizzonte vada sostenuta anche da una straordinaria mobilitazione della rete e dei bloggers (magari una campagna di mailing, bannerizzazione di siti, frequenti post sul tema della moratoria della pena di morte e sulla pena di morte)
Si attendono urgenti suggerimenti e proposte.