Saturday, May 24, 2008

Per la serie... "i soldi degli altri"

Silvio Berlusconi e la monnezza di Napoli e le auto blu di Palermo…
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Checché se ne dica sul politico più importante e chiacchierato del dopoguerra, il “Cavaliere” ha il merito di aver portato nella gestione politica, quella parte demografica di qualità che nel dopoguerra si era ritrovata scacciata nell’asservilismo verso le caste politiche: democrazia cristiana, partito comunista, estrema sinistra politica o sindacale. Perché asservilismo?

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Le industrie e il ricco artigianato si erano ridotti a finanziare i partiti politici onde evitare il “terrorismo fiscale” che impazzava soprattutto nel norditalia e, come nel caso della Fiat, per favorirne delle scelte consone alla diffusione dei propri prodotti e l’assorbimento della cassa integrazione..
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Il dopoguerra italiano trovò la nazione priva di classe politica! La monarchia abolita e il fascismo “eliminato”, rimanevano così i cosiddetti attori della resistenza che a guerra finita non ebbero altro che da spartirsi i ruoli della nuova politica. Individui dagli indubbi meriti patriottici ovviamente, ma fin troppo spesso incapaci finanche di gestire una bancarella da mercatino rionale e pregiati di una dialettica di terza elementare.
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Tantè così fu… fino all’arrivo di un certo Umberto e della sua Lega… Nord, persona dall’eloquio non propriamente dantesco, ma decisa a decidere in proprio sui frutti del proprio sudore e non lasciarlo fare ai soliti eroi della resistenza e ai loro figli e nipoti piazzati dappertutto a gestire i soldi altrui… Ma l’Umberto seminando epiteti terronici a destra e a manca poteva sì risvegliare la voglia di riscatto del nord laborioso e munto, ma non risolvere i problemi della nazione sicché un inaspettato fatto si avverò.
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Un giudice, tal Di Pietro, detestava la televisione e un bel dì decise che in Italia ve ne erano troppe e una poteva chiudersi. Si adoperò per trovare il telecomando ma non ci riuscì perché sembra che quella da spegnere non fosse sua e il legittimo proprietario si era preoccupato per tempo di farlo sparire… scusate credo di aver perso il filo…
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Dicevo… Silvio Berlusconi, al momento presidente del consiglio, ha il merito di aver portato nelle stanze dei bottoni della gente che prima di saper gestire le risorse ha imparato a produrle e non è cosa da poco, sennonché rimane la questione che gran parte della demografia italiana ha per decenni vissuto con i soldi degli altri e soprattutto si è avvezzata a lasciare risolvere i propri problemi sempre ai soliti altri.
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Ciò che si è imparato a fare per oltre mezzo secolo potrà cambiare in pochi anni?
La questione è grave e la contestualità fortemente demografica degli ultimi bubboni ad alto impatto mediatico e sulla psicologia sociale, sono emblematici di una malattia difficilmente sanabile.
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La voglia dei napoletani tutti di volere il proprio cesso fuori dalla propria terra e ormai palese. La creatività dei siciliani nel delineare ruoli istituzionali sempre nuovi ove lo "stato centrale" è chiamato a finanziare, non ha limiti. Tutto avviene alla luce del sole senza che la vergogna sfiori gli attori di questi infelici cieli ne la sensazione che la comunità italiana potrebbe collassare sotto il peso delle loro imprese.
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Egregio Presidente Berlusconi!
Le auguro di gran cuore di vincere la sua battaglia contro la monnezza di Napoli e le auto blu per gli ex presidenti siciliani, poiché certamente ben sa che se la nostra nazione dovesse perdere il treno che Lei ha disposto, neanche un federalismo integrale la potrebbe salvare dallo scivolare nei tempi bui della storia.
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E non si fidi troppo degli italiani…
Impareranno sì, ma per adesso hanno votato Lei… affinché Lei pedali!

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