L'Agenzia della Ru486 dà il via libera tecnico alla pillola abortiva, ora dovrà contrattare il prezzo. La pillola abortiva Ru486 si potrà usare solo in ospedale come alternativa al bisturi. I politici cattolici, però, insorgono.
L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) dà il primo "Sì" tecnico alla pillola abortiva Ru486. E subito si scatena il valzer delle prese di posizione politiche. Incluse quelle basate su fraintendimenti (o malafede). Martedì sera l'Aifa ha stabilito che dal punto di vista scientifico la Ru486, cioè la pillola usata nell'aborto fannaceutico, è affidabile. Un esito scontato, visto che viene impiegata senza problemi già da 20 anni in 21 Paesi. Adesso l'Aifa ha 90 giorni di tempo per trattare il prezzo di vendita della pillola al servizio sanitario e poi per indicare le procedure del suo uso. In ogni caso la Ru486 non sarà mai venduta in farmacia: la legge 194 sull'aborto lo vieta. Sarà classificato in fascia H e quindi utilizzabile solo in ospedale.
Ma molti politici, ieri, hanno affermato il contrario. Come Luca Volonté dell'Udc: "È un passo in avanti verso l'aborto fai-date", dice. Luogo comune, mafulso, che si unisce a quello per cui la Ru486 è una "Kill-pill". L'associazione cattolica Scienza & Vita, per esempio,ricorda "le 16 donne morte a causa dell'aborto chimico" (in tutto il mondo)" Ma si dimentica di dire che l'aborto chirurgico (sostituito in parte dalla Ru486) è, come tutte le operazioni, molto più pericoloso. "E anche per l'aspirina si contano centinaia di morti l'anno", spiega il ginecologo Claudio Giorlandino.
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