lunedì 12 novembre 2007

Poniamo fine alla stupidità ed ai ricatti.

I nudi fatti che hanno scatenato le scene da guerra civile viste in alcune città, parlano di un giovane di 26 anni, Gabriele Sandri, morto dopo uno scontro tra tifosi in una area di servizio, lungo l'A1, nel comune di Arezzo.

La vittima era un tifoso laziale. Secondo quanto fino ad ora accertato, il giovane tifoso è stato raggiunto da un colpo di pistola, sparato da un agente della polizia stradale, nell'area di servizio di Badia al Pino, dove si sono scontrati ultras della Lazio, diretti a Milano, e bianconeri in viaggio verso Parma.
Pare che l'agente abbia sparato da lunga distanza e nella convinzione di aver intercettato alcuni rapinatori in azione nell'area di servizio che, neanche si sono fermati al suono delle sirene della polstrada, ma, forse inavvertitamente, si sono dati alla fuga.
I fatti tragici a volte sanno essere di una banalità scioccante. Oggi sono tutti pronti a dire che Gabriele Sandri, l'ucciso, era un ottimo e serio ragazzo, alla stessa stregua del poliziotto che ha sparato.
Allora è utile riconoscerlo tutti si è trattato solo e semplicemente di una disgrazia, di una fatalità. Si deve anche dire che nella vicenda vi sono stati alcuni evidenti errori, alcune leggerezze che hanno portato al caos successivo.
Leggerezza è stato non aver diffuso una prima ricostruzione dei fatti, leggerezza è stata senza alcun dubbio la facilità con cui giornalisti, sempre meno professionali, hanno, ancora una volta, diffuso notizie infondate, tramite stampa e televisione.
Ma, fatte queste precisazioni, nulla giustifica quanto poi abbiamo visto avvenire negli stadi o in alcune città.
Sono scene che avremmo preferito non vedere.
Qui , alcune bande di teppisti, bisogna dirlo, hanno compiuto azioni non degne di un paese civile. Si è semplicemente scordato che il calcio è uno sport e non può diventare essenza stessa della vita, non può farci odiare nè le tifoserie avversarie nè i poliziotti che si trovano, ogni domencia e loro malgrado, costretti a proteggere la nostra convivenza sempre meno civile anche in queste occasioni.
Abbiamo visto bande di ignoranti e facinorosi scorrazzare, urlare e distruggere, sciocchi superficiali abituati a dividere il mondo in "amici" e "nemici" anche per i futili motivi delllo sport. Abbiamo visto piccoli teppistelli di provincia pretendere di dettare le loro sciocche leggi e le loro presunzioni al resto dei tifosi, al resto della collettività ,al restro del paese ed alle forze dell'ordine. Convinti in questo di rappresentare una protesta collettiva forse, senza accorgersi che al contrario non rappresentano nulla se non la propria stupidità, senza accorgersi che il paese ha vergogna di loro e vorrebbe cancellarli dalla sua memoria.
Allora ben vengano tutte le decisioni conseguenti , si vietino le trasferte e se necessario si arrivi anche alle soluzioni estreme di far giocare le partite a stadi chiusi. Ma deve finire una buona volta questa insana e stupida guerra. Deve finire questo clima barricadero che accompagna le nostre domeniche, deve finire tutta questa inutile stupidità, devono finire queste scene e questi ricatti.
Non se ne può veramente più, anche se questo rischia di essere ancora una volta una sconfitta tutta italiana, anche se questa sarà la sconfitta di uno sport intero, ben vengano tutte le soluzioni che possono interrompere questa catena di sangue e di sciocca stupidità.

4 commenti:

Lou Mogghe ha detto...

Concordo con te...
purtroppo l'evento tragico di ieri è stato preso a pretesto da molti delinquenti per compiere vere e proprie azioni di guerriglia.
Come già detto anche altrove, mi auguro che le misure che verranno prese siano davvero "importanti" e non i soliti provvedimenti "cuscinetto".
Ciao.

[ral] ha detto...

Son sempre scene che "avremmo preferito non vedere", ma da quanti anni, ormai, siamo costretti a vederle, senza tentare una soluzione del problema? Non mi ricordo chi, qualche tempo fa, aveva detto che siamo la Repubblica delle emergenze, ma di emergenza in emergenza, va a finire che diventeremo la Repubblica degli imbecilli.

Franca ha detto...

Sulla violenza che coinvolge il mondo del calcio (e non dello SPORT come si sente dire normalmente) è ora di fare delle serie riflessioni.
Per quanto riguarda il ragazzo ucciso, non c'è da preoccuparsi: la verità non verrà a galla, perchè non si processano le forze dell'ordine.
Genova insegna.

Nicola Andrucci ha detto...

Do alcune spiegazioni tecniche: le pistole in dotazione alla polizia sono Beretta 92FS calibro 9 semiautomatiche. Hanno un tiro utile di circa 30-40 metri, oltre quella distanza se prendi qualcuno non sei fenomeno, hai culo (o sfiga...). Il poliziotto in questione ha sbagliato due volte: è proibito sparare in aria, il colpo di pistola va esploso solo in caso di estrema necessità, e indirizzato verso chi ti offende (in modo proporzionale, ovvero se l'altro ti spara puoi rispondere al fuoco). Ci sono tante cose che sarebbero da discutere, conosco molto bene quel regolamento, ce lo fecero imparare a memoria (tanto il demente a cui parte il colpo c'è sempre...).
Il poliziotto che ha sbagliato 2 volte, deve pagare (se corri con una semiautomatica in mano, carica, la cosa più probabile che possa succederti è che parta il colpo). Dicono che lui fosse a 70 metri, aldilà della carregiata.
Il poliziotto, 30enne, evidentemente non aveva molta esperienza (non credo alla tesi del farwest..).

Detto questo, ieri l'Italia ha vissuto una giornata di Guerra Civile in varie città d'Italia, da parte di numerosissimi delinquenti (non 4 gatti), che aspettavano solo il pretesto per farlo. Ieri si sono vissute scene da anni di piombo. Lo Stato dovrà rispondere fermamente a ciò, la deriva criminale che sta attanagliando parte della nostra società, non è più tollerabile!