La Sinistra Arcobaleno fa un esposto per un'informazione corretta e più trasparente
Momenti di gloria per i piccoli partiti. Da sempre ostracizzati, hanno prepotentemente conquistato la ribalta nelle ultime ore. Due giorni fa, grazie alla polemica relativa all'utilità del voto e ieri, per via dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Par condicio, croce e delizia. Al centro del richiamo dell'Agcom, il mancato rispetto delle regole imposte dalla norma. Nell'occhio del ciclone, le emittenti radio e tv pubbliche e private alle quali viene richiesto un «immediato riequilibrio dell'informazione politica tra tutte le liste». «Dal monitoraggio della prima settimana dell'ultima fase della campagna elettorale - spiega l'Autorithy - dopo la presentazione delle liste, particolarmente per quanto liguarda la presenza nei notiziari, emergono dati di forte squilibrio sia tra le due forze politiche maggiori e il complesso delle altre, sia nel rapporto tra queste ultime. E anche, in una certa misura, tra il Pdl e il Pd a favore del primo». Ma Berlusconi sottolinea: «Non sono andato molto in tv. Solo qui c'è una legge liberticida come la par condicio. L'Authority guardi la sostanza: un partito votato dal 50% degli italiani deve poter esporre il proprio programma perché ci sia un voto consapevole e deve farlo più di un partito che ha 1'1%». Ma tuona Giulietti di Articolo 21: «Altro che brogli elettorali, di cui va cianciando Berlusconi! Siamo di fronte agli unici veri brogli, quelli mediatici». Più moderati, e forse pertinenti, i capigruppo della Sinistra Arcobaleno in Vigilanza Rai: «È grave l'atteggiamento discriminatorio da parte del servizio pubblico... abbiamo presentato un esposto per sanare questa mutilazione alla democrazia e perché sia ridato ai cittadini il diritto ad un'informazione corretta». E pensare che il palinsesto di Raidue è stato rivoluzionato per rispettare gli obblighi, anzi, per ospitare le conferenze dei candidati premier. In prime time. Piccoli partiti: èun mondo difficile.
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